Alghe e occhiali il singolare connubio al centro del contest di Marketing management
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Alghe e occhiali il singolare connubio al centro del contest di Marketing management

UN MARCHIO TRA I PIU' CONOSCIUTI AL MONDO E UN PRODOTTO NUOVO PROTAGONISTI NELL'AULA DEL CORSO UNDESTANDING CONSUMER, CON LA REGIA DI STEFANIA BORGHINI

Che cos’hanno in comune una multinazionale come Luxottica e il suo brand Ray Ban e una start up veneta impegnata nel lancio di un prodotto alimentare piuttosto nuovo e di nicchia per il mercato italiano come l’alga spirulina? Poco, in apparenza. Invece sono entrambe state protagoniste di un progetto parallelo del corso Understanding Consumer II nell’ambito della laurea specialistica in Marketing management dell’Università Bocconi. Un progetto, coordinato da Stefania Borghini, che permette agli studenti, suddivisi in gruppi, di lavorare su casi reali in una vera competition. “Sono molte le aziende che ogni anno chiedono di collaborare con noi”, spiega Borghini, “io poi scelgo in base a due criteri: che il progetto abbia contenuti coerenti con il corso e che sia legato al lavoro che gli studenti faranno in futuro. In questo specifico caso, sia la piccola start up sia la grande multinazionale sono esempi classici di realtà che offrono uno sbocco lavorativo ai nostri laureati”. Realizzare una campagna di marketing per un prodotto che non si conosce, di nicchia, è apparentemente complicato, perché non si sa da dove partire, ma nello stesso tempo, una volta superata la prima fase di incertezza, offre un margine di manovra più ampio, proprio perché non si hanno condizionamenti.

Almeno così la pensano i componenti del team Psukos (Alessandra Crudele, Giulia Enne, Francesca Romano, Lavinia Baronti, Margherita Fedel, Paola Romano), 1° classificato nel progetto di Ecologic Green Farm sulla commercializzazione di prodotti a base di alga spirulina. “Si tratta di un prodotto molto versatile che può essere utilizzato in varie modalità”, spiegano le studentesse, “e, come abbiamo scoperto attraverso le interviste e i focus group, i differenti target sono orientati verso impieghi diversi. Le donne per esempio vedono nell’alga spirulina un impiego alimentare, gli sportivi agonisti più un integratore da assumere in pillole”. Ma più dei risultati in se stessi, che sono lo sbocco finale coerente di un lavoro ben eseguito, quello che conta in questi progetti è il percorso, il lavoro di gruppo che conduce al risultato finale. “Ci siamo suddivisi i compiti, riportando poi a tutti nel corso di lunghe riunioni dopo le lezioni e lo studio. E’ fondamentale vedere come il lavoro si sviluppa partendo da un’idea e come, all’interno delle discussioni, emerga la personalità di ciascuno e come ognuno di noi, con le proprie peculiarità, abbia contribuito al buon esito del progetto finale”, concludono le ragazze.

Cadere nel banale è invece il rischio più concreto quando ci si occupa del lancio delle nuove linee di un marchio, come Ray Ban, un ever green molto apprezzato anche dai millennials, il target di riferimento scelto per l’occasione. “Tre linee diverse di occhiali, per un totale di 24 modelli, ad ogni linea bisognava attribuire target e un nome. Questo in sintesi il compito affidatoci da Luxottica”, raccontano i componenti del gruppo Ghe Pensi Mi (Roberto Diolordi, Bianca Maria Galardi, Silvia Innocenti, Federica Mazzacano, Carolina Raffaelli, Giovanni Piccoli, Mario Moschetta), trionfatore nel progetto Ray Ban. “Con la specifica richiesta di essere originali e creativi, cosa che abbiamo cercato di fare, evidentemente riuscendoci, fin dalle interviste, cercando di ricavare informazioni non ricorrendo a semplici domande, ma attraverso giochi e indovinelli che stimolassero appunto risposte originali.  Ma prima di iniziare abbiamo anche dato uno sguardo ad alcune campagne di marketing di Ray Ban del recente passato, per avere un punto di partenza”. Un lavoro, nel complesso, che sarà utile per il futuro, come riconoscono gli stessi  studenti, “perché è il lavoro che tutti aspiriamo a fare e questo progetto ci ha anche consentito di scoprire lati della nostra personalità che non conoscevamo”

“I ragazzi apprezzeranno ancora di più questo lavoro quando andranno in stage”, riprende Stefania Borghini, “adesso è stata una bella esperienza ma anche una grande fatica, in futuro sarà per loro un fondamentale punto di partenza”.
 

di Davide Ripamonti

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