Chiara Spina tra i migliori docenti Mba under 40 al mondo
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Chiara Spina tra i migliori docenti Mba under 40 al mondo

LA DOCENTE, ALUMNA BOCCONI, INSEGNA OGGI NELLA SEDE DI SINGAPORE DELL'INSEAD

Da ottobre 2020 è a Singapore, dove insegna in uno dei campus sparsi nel mondo della business school  francese Insead. Ma ha insegnato anche alla Bocconi, dove ha conseguito il Ph.D. in Business administration and management. Chiara Spina, 35 anni, Assistant Professor of Entrepreneurship and Family Enterprise, è stata nominata dal sito dedicato alla business education Poets&Quants tra i migliori 40 docenti Under 40 del mondo tra coloro che insegnano in un Mba. Un riconoscimento importante, che valuta sia le qualità di insegnamento sia una più generale reputazione accademica, legata soprattutto alla qualità della ricerca.

Ma anche le opinioni degli studenti, che apprezzano moltissimo le sue lezioni. “Una delle caratteristiche delle materie che insegno”, spiega Chiara Spina, “è che non sono sorrette da una grande quantità di ricerca, c’è poco rigore accademico. Devo quindi trovare gli ‘strumenti’ giusti per poi costruire delle basi, dei punti di riferimento. Che è un po’ l’ambito di ricerca su cui tuttora lavoro con alcuni docente della Bocconi, in particolare Alfonso Gambardella e Arnaldo Camuffo, trovare cioè nuovi strumenti nei momenti di grande incertezza”. Agli studenti del suo corso, Chiara Spina chiede di calarsi nella mentalità di un imprenditore, possibilmente cercando casi non convenzionali: “Quest’anno, per esempio, abbiamo trattato il caso di Broadway, che cosa potesse fare per innovare nella difficile situazione determinata dalla pandemia. Sempre, ovviamente, mantenendo un approccio scientifico, che significa che gli imprenditori formano una teoria chiara sul perché una nuova attività dovrebbe esistere e definiscono ipotesi chiare che vengono testate con esperimenti rigorosi”. Chiara Spina ha insegnato anche a studenti più giovani di quelli che si trova adesso nell’aula dell’’Mba, con un vissuto chiaramente diverso.

Tornerebbe indietro? “Sono due ‘ mestieri’ molto differenti, entrambi stimolanti. Non mi sono ancora posta il problema. Il prossimo anno, per esempio, insegnerò in un master. Mi interessa trovare più audience possibile”. Tornando al premio, oltre alla soddisfazione ci sono benefici immediati? “Se si intende avanzamenti di carriera, dico subito di no. Quelli avvengono seguendo altri criteri, come il valore della propria ricerca. Però è un distintivo di qualità, mi sono subito arrivate proposte per insegnare in vari corsi, è indubbiamente una cosa che fa piacere. In futuro chissà, magari potrebbe rivelarsi una carta in più”.
 
 
 
 
 

di Davide Ripamonti

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