Il questionario di Ferdinando Bocconi
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Il questionario di Ferdinando Bocconi

INTERVISTA A ELENA LAVEZZI, RESPONSABILE PER IL SUD EUROPA PRESSO REVOLUT

Se non fossi Elena Lavezzi, chi o cosa vorresti essere?
Vorrei essere uno degli investitori che per primi hanno ascoltato i pitch di aziende come Uber, Circle, Revolut, AirBnB, Spotify, Facebook e Google, per ascoltare come i fondatori di queste aziende hanno raccontato per la prima volta i loro progetti - che erano ancora solo delle slide di power point - a chi aveva il potere di concretizzarli.
Di tutte le persone conosciute tramite la Bocconi chi porteresti in viaggio con te e dove?
Porterei il rettore Gianmario Verona con me in un viaggio zaino in spalla, perché mi sembra una persona molto solare, divertente e capace di trovare soluzioni anche in contesti sfidanti, dunque non avrei paura di affrontare nessun percorso difficile insieme a lui. Poi, vorrei invitare Diego Piacentini a pranzo nel mio posto preferito al mondo, sui colli tortonesi, perché rappresenta una grande fonte d’ispirazione per tutti quelli che come me lavorano nel settore della tecnologia e dell’innovazione. Lo ascolterei per ore. E poi vorrei andare a trovare il mio amico Gianugo Pischiutta più spesso, lui è stata la prima persona che ho conosciuto entrando in classe il primo giorno e da allora siamo sempre stati molto legati. Ora vive a New York con la sua famiglia e sta facendo una carriera strabiliante.

Se la Bocconi fosse un piatto quale sarebbe?
Sarebbe un piatto ricco di gusti e ingredienti che arrivano da ogni parte del mondo, di cui spesso non si conosce nemmeno l’esistenza e di cui riesco a venire a conoscenza grazie proprio a questo piatto speciale.

Qual è il tuo eroe? E quando studiavi in Bocconi?
Penso di essere cresciuta con un modello per me di grande ispirazione, che è mia mamma. Mi ha cresciuta da sola, ha sempre lavorato tanto per darmi il più possibile e quello che ha costruito l’ha fatto senza mai chiedere niente a nessuno, scendere a compromessi e comportandosi sempre bene, con grande onestà e profondo rispetto per tutti. In famiglia, con mia mamma e i miei nonni materni, ho imparato il valore del lavoro e dell’indipendenza economica. Che si può avere gratificazione professionale stando al proprio posto senza pestare i piedi a nessuno e comportandosi sempre in maniera corretta.

Di cosa sei più orgogliosa della tua vita privata?
Di essere una persona coraggiosa, di vivere la mia vita come voglio io, senza paletti, senza aver paura di sentimenti, emozioni, giudizi. Non ho mai avuto paura di mostrarmi, sono molto trasparente e vivo tutto a mille. Sempre. Se penso che ne valga pena, mi do senza misure, penso che questo sia il senso più bello della vita, altrimenti per cosa viviamo a fare?

E di quella professionale?
Di non aver mai avuto raccomandazioni e di aver individuato un trend nascente che poi è esploso, quello delle startup. Penso di essere stata la prima in Italia ad aver dedicato un intero programma radiofonico a questo ecosistema allora emergente, proprio a Radio Bocconi, essendo appassionata di realtà “imprenditoriali” nel settore tecnologico. In generale, non ho paura di fare scelte rischiose, o di uscire costantemente dalla mia comfort zone. Questa direi che è stata la caratteristica che fino ad ora mi ha premiata. E poi, prima di ogni scelta, chiedo sempre tanti pareri, ma la verità è che poi ascolto sempre il mio istinto. Devo sentire che è la scelta giusta nella pancia, non solo nella testa.

Di cosa non faresti mai a meno?
Dei miei cani adorati. Di passare del tempo di qualità con mia mamma a cui sono molto legata. Di Milano: sono letteralmente innamorata di questo luogo e ho deciso di ritornare a vivere qui da Londra perché non riesco a separarmi da questa città che è sempre più bella, internazionale e ricca di opportunità. Il potenziale di Milano è enorme, davvero al livello delle più grandi capitali europee e globali. E poi non rinuncerei a scappare nel mio posto preferito al mondo, quello dove porterei a pranzo Diego Piacentini, a mangiare ogni tanto alla domenica: due ore con quella vista, quei sapori e quei profumi mi rigenerano totalmente.

La Bocconi per te è…
La mia porta (anzi il mio portone) sul mondo. Una realtà che mi ha permesso, dalla provincia, di avere accesso a una serie di opportunità formative, personali e professionali che sono state determinanti per ciò che sono oggi. È da qui che è iniziato tutto: la mia esperienza a New York e le prime esperienze lavorative che mi hanno poi permesso di accedere a un Master internazionale presso la ESCP Europe. Non solo, in Bocconi ho costruito il mio primo network al di fuori della mia città di origine, i primi amici che venivano da tutto il mondo e ho iniziato ad allargare i miei orizzonti. È sempre stata un punto di riferimento per me, un ragazzo che si trova a 19 anni da solo in una città come Milano ha bisogno di appoggiarsi ad una “seconda” famiglia” e questa università per me lo è sempre stata. Per non parlare di tutte le associazioni culturali e sportive che ci sono all’interno della struttura: io ho fatto per anni Radio Bocconi e conservo ancora i miei ricordi più divertenti di quegli anni proprio legati a quell’esperienza. Senza queste esperienze internazionali sarebbe sicuramente stato più difficile farmi notare da un’azienda come Uber per aprire il mercato italiano a 24 anni. Sarò davvero per sempre grata e riconoscente alla Bocconi e la consiglio a tutti i ragazzi giovani che vogliono iniziare un percorso di studi con un sbocco internazionale. Inoltre, con gli Alumni Bocconi sparsi in tutto il mondo, la verità è che non si è mai soli, perché c’è sempre qualcuno disposto a supportarti con il suo network e la sua esperienza davvero anche negli angoli più remoti e impensabili del pianeta.

Chi è Elena Lavezzi
Dopo la laurea in economia in Bocconi e un Master in Marketing presso la ESCP Europe ottenuto tra Parigi e Londra, Elena Lavezzi ha lavorato come Marketing Manager in Uber per quattro anni, dove ha aperto il mercato italiano e successivamente supportato lo sviluppo e la crescita dell’azienda anche in India. Ha iniziato a lavorare nel settore FinTech nel 2016 guidando il lancio di Circle in Italia e ricoprendo in seguito diversi ruoli a livello internazionale, fino a diventare Director Go-To-Market Retail Europe di Circle. Nel 2019 é entrata in Revolut come responsabile per il Sud Europa, con l’obiettivo di creare e gestire i team locali e guidare la crescita della base utenti nella regione. Elena fa parte del team di fondatori di Unicef NextGen.
 

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