Capire il rischio in azienda e nelle nostre vite
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Capire il rischio in azienda e nelle nostre vite

INVESTITORI, POLICY MAKER, MANAGER E CITTADINI DEVONO SEMPRE FARE I CONTI CON LA POSSIBILITA' CHE QUALCOSA PRENDA UNA PIEGA INATTESA. OGGI CORRONO IN LORO AIUTO GLI ULTIMI SVILUPPI DELLA SCIENZA

di Massimo Marinacci, ordinario presso il Dipartimento di scienze delle decisioni

Il rischio è l'acqua in cui nuotano abitualmente gli investitori. Il loro lavoro consiste nel prendere decisioni, nello scegliere un'azione o un'altra. Per farlo devono soppesare attentamente tutte le opzioni: possono essere più o meno bravi a farlo, ma il gioco consiste proprio in questo.
Nel settembre del 2008 la società finanziaria Lehman Brothers fece bancarotta, dando il via alla grave crisi finanziaria che colpì tutto il mondo nei mesi successivi, distruggendo grandi quantità di capitali e molti posti di lavoro e trasformando una situazione di rischio in una di incertezza.
Improvvisamente, infatti, gli investitori si trovarono a non avere la minima idea di che cosa sarebbe successo. Era impossibile soppesare la probabilità di ciascuno degli scenari possibili e fare scelte che avessero un minimo di fondamento. Quel che è peggio è che neanche si sapeva quali fossero gli scenari possibili: il futuro si era trasformato in uno spettro imponderabile di contingenze impreviste. Il problema non era più il caro, vecchio rischio: ora gli investitori si trovavano faccia a faccia con un'eccezionale e inquietante incertezza.
La loro reazione fu essenzialmente di congelare gli scambi. La paralisi è la risposta tipica di persone e mercati davanti all'incertezza: è il risultato di una ragionevole prudenza di fronte a una situazione sconosciuta e incomprensibile. Come spesso accade, però, questa reazione peggiorò ancor di più le cose.
La bancarotta di Lehman Brothers rivela alcune delle caratteristiche fondamentali dell'incertezza. Quando una situazione è incerta, è difficile discernere quali scenari futuri sono più probabili. In alcuni casi è addirittura difficile immaginare quali scenari sono possibili e quali sono pura fantasia. Questo stato di cose si traduce spesso nell'incapacità di prendere decisioni o di compiere azioni.

Molti degli avvenimenti che accadono oggi presentano queste stesse caratteristiche, perché l'incertezza è ormai dappertutto (spesso evocata col termine generico “rischio”, che include ciò che qui indichiamo con rischio e incertezza). I cambiamenti climatici, per esempio, sono la forma più importante di incertezza ambientale. L'umanità è da sempre esposta al rischio di eventi meteorologici abnormi, se non catastrofici: i pastori devono fronteggiare il rischio della siccità, gli agricoltori delle inondazioni, i marinai delle tempeste e i generali delle nevicate. Ciascuno di questi attori ha delle aspettative sulla probabilità che tali eventi accadano, e per questo motivo utilizza gli indizi che ha a disposizione per decidere se correre il rischio o prendere delle precauzioni per proteggersi. Immaginiamo, per esempio, una zona del mondo nella quale i pastori sanno per esperienza che più o meno ogni dieci anni si verifica un periodo di siccità. Non sanno se colpirà l'anno prossimo o fra cinque anni. Ma, basandosi su queste aspettative, possono stimare quante provviste mettere da parte per essere preparati, oppure possono creare un orto d'emergenza quando colgono da alcuni segnali che la siccità sta per presentarsi.
In presenza di cambiamenti climatici, però, le cose vanno in modo molto diverso. Il problema dei pastori non è più quando colpirà la siccità. Ora il loro problema è che le aspettative e gli indizi su cui hanno sempre confidato non funzionano più. Ci potrebbero essere cinque anni di seguito di siccità, oppure potrebbe accadere che la loro regione, un tempo verde, si trasformi per sempre in un deserto. Secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), nel prossimo secolo la temperatura globale potrebbe crescere fra qualche decimo di grado e cinque gradi (nel migliore e peggior scenario, rispettivamente). Le possibili traiettorie del riscaldamento globale fra questi due estremi si traducono in differenti scenari locali nella regione dei nostri pastori. Qual è il più probabile? Per i pastori è difficile da indovinare. Dipende da attori incontrollabili che, in tutto il mondo, influiscono sul clima: stati, imprese, comunità, individui ecc.
Dagli esempi appena esposti si potrebbe dedurre che l'incertezza è una disgrazia che produce solo sconcerto e paralisi. Ma c'è un rovescio della medaglia. L'incertezza premia l'intelligenza e l'imprenditorialità. Coloro che sanno elaborare meglio le informazioni disponibili e coloro che sono più inclini ad assumere dei rischi possono trarne grandi vantaggi. Il talento e il merito brillano in condizioni di incertezza. L'incertezza è ciò che rende la vita interessante e non banale. Ma non bisogna mai dimenticare che è anche fonte di disuguaglianza: un gioco con vincitori e vinti, nel quale può accadere che sia la sorte, più che il merito, a svolgere una parte decisiva (con brutte carte, anche il miglior giocatore perde).
L'incertezza è una caratteristica fondamentale della società umana, che la plasma e differenzia dal mondo naturale. Mentre le particelle che compongono la materia obbediscono passivamente a leggi naturali, deterministiche o probabilistiche, gli individui e i gruppi che costituiscono una società sono agenti attivi: il loro comportamento è guidato dai loro interessi e cambia in funzione delle loro idee e aspettative. Perciò l'economia è diversa dalla fisica. Per esempio, un'azione di politica economica, per essere efficace, deve tenere in considerazione come le persone cambieranno le loro decisioni di consumo e risparmio secondo i loro interessi e aspettative. Una riduzione dell'imposta sul reddito che causi un aumento del debito pubblico può risultare in un aumento del risparmio, e non del consumo, se gli agenti si aspettano un possibile aumento futuro delle imposte per ripianare il maggior debito. Persino le misure obbligatorie e coercitive funzionano fino a un certo punto, anche in sistemi totalitari, se non sono accompagnate da incentivi che le allineino agli interessi degli agenti. Rischio e incertezza, insomma, sono ciò che rende la società umana qualcosa di speciale e diverso rispetto al resto del mondo naturale.

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