La mano del cfo expat sull'impresa
OPINIONI |

La mano del cfo expat sull'impresa

UNO STUDIO SULLE AZIENDE EUROPEE DELL'EURO STOXX 600 DIMOSTRA CHE LO STILE DEI MANAGER CHE OPERANO IN PAESI CON UN CONTESTO CULTURALE DIVERSO DAL PROPRIO INCIDE PESANTEMENTE

di Antonio Marra, associato presso il Dipartimento di accounting

Paese che vai, stile manageriale che imponi. O almeno, è quanto emerge dall’analisi dell’impatto che i cfo che provengono da un paese diverso da quello dell’azienda hanno sulla qualità dei dati contabili delle imprese europee.
Nelle economie moderne, l’importanza dei mercati azionari, nonché la sempre più ingente richiesta di dati economico-finanziari attraverso cui poter misurare, anche in ottica comparativa, la performance delle imprese, hanno determinato una crescente pressione sulle aziende e sul loro top management per mostrare risultati soddisfacenti per tutti i portatori di interesse. In tale contesto, le politiche di bilancio (earnings management nella letteratura internazionale) e l’accounting in generale rivestono un ruolo chiave, in quanto possono essere opportunisticamente adottate al fine di mascherare performance non sufficientemente positive, causate spesso da scelte strategiche sbagliate, mancanza di innovazione, o miopia manageriale. 

Vista la loro rilevanza, le politiche di bilancio sono uno dei temi maggiormente studiati dai ricercatori di accounting nell’ultimo trentennio. Tra le varie direttrici sulle quali si sono concentrate tali ricerche, c’è quella che guarda agli incentivi alla base dei comportamenti opportunistici. Molte sono, infatti, le motivazioni riconducibili alla manipolazione dei bilanci e alla conseguente compromissione della qualità dell’informativa finanziaria. Tali ragioni possono essere legate a esigenze aziendali di performance, a interessi personali del management (per esempio la remunerazione o la permanenza in azienda), o a fattori di contesto. Relativamente ai fattori di contesto, pochissimi studi hanno analizzato quale sia l’impatto che il singolo individuo, qualora rivesta un ruolo manageriale significativo, riesce ad avere sul contesto culturale in cui opera, specialmente quando questo è diverso da quello di origine (dove è nato e cresciuto). Studi di psicologia, human capital, e di carattere storico evidenziano come la personalità, nonché i valori morali degli individui, si formino e si consolidino nel proprio ambiente familiare durante l’adolescenza e resistano al tempo. Tali valori contribuiscono a determinare lo stile del management aziendale e rappresentano il punto di riferimento delle proprie scelte, anche, e anzi soprattutto, quando i manager operano in una nazione diversa da quella di nascita.
Partendo da queste basi ho analizzato il ruolo che il singolo cfo, chief financial officer, da tutti considerato il «custode della qualità dell’informativa finanziaria», riveste nel determinare il ricorso a politiche di bilancio opportunistiche e, in ultima istanza, il livello complessivo della qualità dei dati contabili.

L’analisi è stata condotta su tutte le aziende europee situate in 15 diversi stati e appartenenti all’Euro Stoxx 600 nel periodo compreso tra il 2006 e il 2015.
I risultati mostrano che il Cfo, che ha un proprio stile manageriale acquisito e sviluppato nel suo paese natale, modifica la qualità dell’informativa finanziaria della società in cui lo stesso opera. Inoltre, sembra che i cfo stranieri (che operano al di fuori del proprio paese natale) siano in grado di produrre documenti contabili di qualità informativa superiore rispetto ai loro pari locali. Più nel dettaglio, i risultati suggeriscono anche che i cfo con il proprio stile non incidono in maniera uniforme sul financial reporting: i cfo nati in nazioni maggiormente orientate alla protezione degli investitori che si spostano in nazioni dove il sistema è più debole contribuiscono positivamente, e in maniera significativa, alla qualità dei dati finanziari dell’azienda in cui operano. L’individuo riesce quindi a prevalere sul contesto di riferimento e a portare la società a un miglioramento della qualità complessiva dei documenti contabili. Al contrario, quando i cfo la cui nazione di origine ha una bassa propensione a proteggere gli investitori lavorano in un’azienda che si trova in un paese con alta investor protection, non incidono in maniera significativa sulla qualità dell’accountability generale dell’azienda. In questo caso, sembra quindi prevalere il contesto sull’individuo.
Da queste evidenze emergono scenari interessanti: i valori culturali degli individui, identificati dalla loro nazione di origine, sono in grado di influire in maniera rilevante sull’impresa (e quindi indirettamente sul contesto) in cui il management stesso opera. E ciò sembra essere particolarmente evidente quando lo stile del top management diverge in misura più marcata dai fattori di contesto della nazione che lo ha accolto.
 

Ultimi articoli Opinioni

Vai all'archivio
  • Se sale lo spread si chiudono i rubinetti del credito

    Secondo uno studio della crisi del debito sovrano del 2010/2012, le banche vedono diminuire i prestiti da parte degli investitori istituzionali e reagiscono riducendo l'offerta

  • La responsabilita' penale d'impresa ancora disattesa

    Nell'85% dei casi, nell'iter giudiziario, le societa' spariscono dal radar della procura, che procede solo contro i manager. Le aziende perdono ogni incentivo alla prevenzione

  • Ad ogni alleato la sua gestione

    Standardizzando le procedure, una funzione aziendale dedicata migliora il governo delle nuove alleanze, ma rende piu' difficili i rapporti con i partner ripetuti

Sfoglia la nostra rivista in formato digitale.

Sfoglia tutti i numeri di via Sarfatti 25

SFOGLIA LA RIVISTA

Eventi

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31