Andrea Contigiani tra i migliori docenti Mba under 40 al mondo
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Andrea Contigiani tra i migliori docenti Mba under 40 al mondo

L'ALUMNO BOCCONI E' ASSISTANT PROFESSOR PRESSO IL FISHER COLLEGE OF BUSINESS DELLA OHIO UNIVERSITY

“Sono stato premiato perché faccio quello che normalmente non si fa. O si fa troppo poco”. Andrea Contigiani, laureato in Bocconi in Discipline economiche e sociali nel 2009, è oggi assistant professor of management presso il Max M. Fisher College of Business della Ohio State University, a Columbus, ma, soprattutto, è uno dei migliori 40 docenti under 40 al mondo a insegnare in un Mba, secondo la classifica del sito dedicato alla business education Poets&Quants.
Quello che normalmente non si fa in un’aula di un Master in Business Administration, come spiega lo stesso Contigiani, “è creare un clima psychologically safe, informale, collaborativo, in cui tutti si sentano a proprio agio e non abbiano paura a esprimersi per il timore di essere giudicati, dal docente e dai colleghi di corso. Di solito, infatti, si preferisce stimolare la competizione, che porta con sé anche una certa tensione e, soprattutto, uccide la creativita’”. Un metodo che, negli iper competitivi Stati Uniti, evidentemente piace, perché gran parte delle motivazioni del premio dipende proprio dal giudizio degli studenti. “Io insegno il corso di imprenditoria, anche se più che un corso preferisco pensarlo come un laboratorio. Fin dai primi giorni di corso formo dei team che portano avanti delle idee di business, che poi a fine corso presenteranno agli investitori. Nel percorso”, continua Contigiani, “usiamo tanta ricerca, soprattutto in psicologia ed economia, per sviluppare queste idee. E i team lavorano insieme, come dicevo prima, nella massima collaborazione e serenità”.

Contigiani insegna anche in alcuni corsi undergraduate, e le differenze sono evidenti: “I ragazzi giovani preferiscono un corso più strutturato, vogliono essere guidati come avviene nelle scuole superiori, soprattutto all’inizio. E anche se cerco di ricreare lo stesso ambiente collaborativo, è normale essere più direttivi. Non nego di preferire l’insegnamento all’Mba, che è quasi una conversazione tra pari, un continuo, reciproco feedback. Ma è vero che sui più giovani hai un impatto maggiore”. Il riconoscimento di Poets&Quants è assegnato soprattutto per le qualità di insegnante, ma un assistant professor fa per la maggior parte del suo tempo ricerca. Come si coniugano i due aspetti? “Accade che l’insegnamento venga a volte trascurato, ma non dovrebbe essere così, anche se nella nostra carriera veniamo valutati essenzialmente per quello che produciamo come ricercatori. Il premio mette in risalto anche l’importanza di saper insegnare”.

Alle sue spalle, nell’appartamento di Columbus in cui vive, si stagliano due bandiere, una degli Usa, una dell’Italia. E’ il segno che vuole tornare?  “A medio termine il mio obiettivo è tornare in Europa. E sottolineo Europa, perché mi piace l’idea di un continente in cui, con poche ore di volo, passi da una realtà a un’altra con estrema facilità. E dove nessuno ti giudica per il posto da cui vieni ma solo per la qualità del tuo lavoro. Un po’ come avviene qui”.

di Davide Ripamonti

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