In Danimarca, dove si crede nei giovani
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In Danimarca, dove si crede nei giovani

RESPONSABILITA' FIN DA SUBITO E STIPENDI ADEGUATI. NEL NORD EUROPA, SPIEGA BEATRICE GALET, CI SONO GRANDI OPPORTUNITA'

“La Danimarca è un paese efficiente e ben organizzato, il tenore di vita alto e gli orari lavorativi permettono anche di avere tempo per sé. Ma, soprattutto, in azienda si crede davvero nei giovani e a loro vengono date responsabilità importanti fin da subito, che vengono equamente retribuite”.  Beatrice Galet, 28enne friulana di Sacile, laureata al Bachelor of Economics, Management and Finance, è oggi una giovane manager in Mars Incorporated, a Copenaghen, dove si occupa di  accounting e financial operations. “Ho la responsabilità di un team di sei persone e ricopriamo le funzioni di gestione crediti, gestione debiti, fatturazione inter-company tra i paesi nordici (oltre 20 fabbriche in Europa), retribuzione del personale e amministrazione spese. Questo ruolo è di natura amministrativa e controllo a livello funzionale, ma mi sta insegnando tanto soprattutto a livello di people leadership”. Andare all’estero, per Beatrice, non è stata un’opportunità ma il secondo step di un percorso accuratamente programmato: “In Bocconi si respirava un’aria internazionale, ricca e stimolante. La scelta del nord Europa era dovuta al fatto che mi permetteva più agevolmente di lavorare e studiare contemporaneamente. Ho fatto il Master in gestione e strategia aziendale a Copenhagen e ho trovato lavoro in una multinazionale danese come student financial controller. Poi, nella mia azienda attuale, ho potuto ricorprire, in tre anni, tre ruoli completamente diversi (business analyst, supply finance analyst, finance data quality manager), ognuno in diversi paesi (Danimarca, Olanda, Polonia), che mi hanno dato l’opportunità di capire il business a 360 gradi e sviluppare delle leadership skill importanti”.

Tornare in Italia al momento non è un’opzione, ma se “il futuro è un’ipotesi”, come recita una celebre canzone, Beatrice non vuole precludersi niente, l’importante è continuare il percorso di crescita: “Ho voglia di continuare ad esplorare, vivere e lavorare in paesi dove, essendo diversa, faccio la differenza e, dall’altro lato, posso arricchirmi. Desidero inoltre confrontarmi con culture e stili diversi e continuare a migliorarmi come persona, come ho fatto negli ultimi anni. Mi piacerebbe però, un giorno, poter riportare a casa tutto quello che ho imparato”.
 
 

di Davide Ripamonti

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