OPINIONI |

Nuova energia alla ricerca e sviluppo

RINNOVABILI. INDAGINE IEFE BOCCONI SUGLI ANDAMENTI DEGLI INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI

di Annalisa D'Orazio, direttore di ricerca dello Iefe, l'Istituto di economia e politica dell'energia e dell'ambiente

Gli investimenti in energie rinnovabili hanno registrato un vero boom negli ultimi cinque anni, più che raddoppiando i valori del 2005. Il fenomeno è in controtendenza rispetto al resto degli investimenti industriali anche nel biennio 2009-2010, anni che risentono del crack finanziario e della contrazione dell’economia.

In un settore in fermento crescono anche i flussi di investimento estero, pressoché nulli prima della fine degli anni ’90. Gli investimenti all’estero, fortemente legati alle operazioni di finanza straordinaria (M&A) almeno fino alla seconda metà degli anni 2000, si sviluppano ora dentro specifiche strategie di crescita degli investimenti in energie rinnovabili da parte delle imprese, attraverso progetti diretti di investimento e quindi con una maggiore attenzione alle aree geografiche di destinazione.
È quanto emerge dall’analisi svolta dallo Iefe Bocconi sull’andamento degli investimenti diretti all’estero in impianti per la produzione di energie rinnovabili. Tale indagine ha rilevato che le imprese italiane non fanno eccezione, aumentano gli investimenti all’estero e cresce la visione delle aree internazionali di attrattività di investimenti in rinnovabili. Il fenomeno è però più recente e di minori dimensioni rispetto alle imprese tedesche, spagnole, inglesi francesi e americane, leader in questo tipo di operazioni.
 
Dall’analisi emerge inoltre quanto le energie rinnovabili siano fortemente sostenute dai governi che, per raggiungere gli obiettivi dichiarati nei programmi nazionali, determinano un set di incentivi e regole per attrarre maggiori investimenti e promuovere un numero crescente di tecnologie. Un ruolo per l’aumento degli investimenti è giocato anche dagli accordi internazionali e dal meccanismo di controllo delle emissioni implementato dopo Kyoto. Un alto prezzo del carbonio è una condizione favorevole di investimento in rinnovabili e i progetti congiunti di investimento in paesi in via di sviluppo possono favorire processi di internazionalizzazione. L’Europa ha di recente esteso i meccanismi flessibili nel mercato dei permessi di emissione anche alla disciplina in materia di energie rinnovabili introducendo i progetti comuni tra stati membri e i progetti congiunti tra stati dell’Ue e paesi terzi con cui è possibile sviluppare reti di scambio dell’energia elettrica.
 
La vivacità e varietà degli investimenti esteri di natura industriale è accompagnata da una altrettanto complessa partecipazione del settore finanziario ai progetti di sviluppo delle rinnovabili. Questa è un’area di forte interesse per la finanza, che va oltre la finanza di progetto. Il livello di confidenza degli investitori finanziari dipende da un quadro regolatorio certo e stabile, dall’evoluzione dei sistemi nazionali nella gestione delle rinnovabili (risorse naturali, permessi locali, presenza dell’industria delle componenti e dei servizi di supporto, laboratori di R&S), dalla crescita di un settore industriale sempre più specializzato e degno di fiducia. In queste condizioni, la finanza ha sviluppato una pluralità di strumenti di partecipazione alla crescita delle rinnovabili nel mercato globale. Su un ammontare complessivo di 147 miliardi di dollari in investimenti mondiali nel 2009 (di cui 101 mld in finanza di progetto), le iniziative di venture capital e private equity (capitalizzazioni di società emergenti), pressoché nulli nella prima metà degli anni 2000, raggiungono il 4,8%. Il settore finanziario mostra attenzione crescente alle prospettive, con una partecipazione al finanziamento della R&S di 25 miliardi di dollari nel 2009 (17% del totale). Infine, si evidenzia un utilizzo rilevante del capitale di borsa (anche per l’elevato rating delle imprese rinnovabili rispetto ad altre categorie) per raccogliere capitale di sostegno alle nuove iniziative societarie (14 mld di dollari nel 2009, il 9,5% del totale).
 
Per concludere, il peso degli investitori finanziari pubblici e privati nel settore delle energie rinnovabili mostra un’importanza decisiva sia nella partecipazione al finanziamento per la realizzazione dei progetti (dati gli alti costi delle iniziative), sia nell’apporto alle iniziative più innovative.
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