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Il Mattarellum non basta

, di Vincenzo Galasso e Tommaso Nannicini - rispettivamente, full professor di economia politica presso il Dipartimento di analisi delle politiche e management pubblico Bocconi e assistant professor del Dipartimento di economia Bocconi
Un ritorno al maggioritario necessita di un ridisegno dei collegi per aumentare la competizione

Scandali, corruzione, indecisioni e ritardi nel rispondere alla crisi, ma precisione e caparbietà nel difendere i privilegi della casta hanno ridotto la fiducia degli italiani nella classe politica. Il clima sembra quello degli anni Novanta, con la crisi finanziaria del 1992 e Tangentopoli. E come allora si torna a parlare di riforma della legge elettorale. Per superare i limiti dell'attuale legge proporzionale con liste bloccate, il Porcellum, un gruppo di politici e intellettuali sta promuovendo un referendum per ritornare al sistema misto (75% maggioritario, 25% proporzionale) in vigore nelle elezioni del 1994, 1996 e 2001: il Mattarellum, secondo l'espressione coniata da Giovanni Sartori. Per i promotori, i vantaggi sarebbero due: difendere il bipolarismo, grazie a una legge prevalentemente maggioritaria, e migliorare la selezione dei politici, restituendo agli elettori la scelta del candidato nel proprio collegio uninominale.

Migliorare la selezione dei politici è necessario, ma tornare al Mattarellum potrebbe non essere sufficiente. Con il sistema maggioritario le segreterie dei partiti potrebbero 'nominare' un parlamentare con la stessa facilità dell'attuale sistema di liste bloccate: basta servirsi dei collegi (uninominali) sicuri. Nel maggioritario, il potere di scelta dei cittadini dipende dalla contestabilità dei collegi uninominali. Anche nei paesi con una lunga tradizione di elezioni maggioritarie (Usa e Uk), i politici di schieramenti opposti trovano facilmente un accordo collusivo sul ridisegno dei collegi (il cosiddetto redistricting) in modo tale che ogni partito (e parlamentare uscente) renda il proprio collegio di appartenenza elettoralmente sicuro. è prevedibile che in Italia ciò diventi la norma.

Per superare queste distorsioni, la California ha proposto di affidare il redistricting a una commissione indipendente che ridisegni i collegi su basi demografiche e socio-economiche, astraendo da considerazioni politiche. La nostra proposta va oltre. Bene usare considerazioni politiche nel disegnare i collegi, ma per il bene dei cittadini, non dei politici! Il ritorno al maggioritario deve essere accompagnato da una scelta dei collegi operata in maniera indipendente e in modo da rendere incerto l'esito elettorale in ogni collegio. Sulla falsariga della commissione presieduta dal presidente dell'Istat incaricata di adeguare le remunerazioni dei nostri politici a standard europei, bisognerebbe nominare una commissione indipendente che disegni nuovi collegi uninominali per aumentare la competizione elettorale. Ridotto il numero dei collegi, per ridurre così anche il numero di parlamentari, la commissione utilizzerebbe le serie storiche dei risultati elettorali per rendere i collegi il più possibile omogenei e contestabili, per esempio bilanciando gli zoccoli duri di elettori di centrodestra e centrosinistra in ogni collegio.Solo così il ritorno al maggioritario sarebbe davvero nell'interesse dei cittadini.