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La transizione lunare

, di Andrea Conconi e Filippo Papamarenghi - knowledge analysts dello Space Economy Evolution Lab di SDA Bocconi
Il settore spaziale e' da sempre a trazione pubblica in quanto industria strategica e funzionale al posizionamento geopolitico di uno Stato. Per consolidare la posizione dei privati, sempre piu' interessati a un mercato in crescita e che nel 2040 varra' fino a un trilione di dollari, serve agire a livello di sistema ridefinendo anche le governance nazionali e strutturando una legge nazionale sullo spazio

Il valore economico della space economy è stimato attorno ai 546 miliardi di dollari nel 2022 (Space Foundation, 2022), con una crescita attesa fino al trilione di dollari entro il 2040. Programmi per la difesa e programmi civili, tradizionalmente a finanziamento pubblico, vengono man mano affiancati da progetti finanziati da investimenti privati.
L'Europa è la seconda economia spaziale al mondo per un valore complessivo di quasi 100 miliardi di dollari (Euroconsult, 2022); l'Italia è il terzo contribuente dell'ESA (Agenzia Spaziale Europea) dopo Francia e Germania, ma primo per programmi opzionali. Il comparto industriale forma un ecosistema di aziende sparse sulla totalità della filiera produttiva, dall'upstream (progettazione e costruzione di infrastrutture e sistemi spaziali) fino al downstream (gestione delle applicazioni e dei servizi); questa caratteristica si riscontra in pochi paesi nel mondo. Alle aziende si affiancano centri di ricerca, università, istituzioni pubbliche e altri stakeholders che coadiuvano l'evoluzione del settore.

L'Italia ha allocato in totale circa 7.2 miliardi di Euro per il settore spaziale nazionale per l'arco dei prossimi anni. A livello privato, se l'Europa ha attratto circa il 9,3% dei capitali tra il 2014 e il 2023 (Q1), l'investimento italiano è stato di circa 62 milioni di dollari, corrispondenti a circa lo 0,25% degli investimenti europei nello stesso periodo.
Questi dati tracciano un'immagine piuttosto chiara dell'importanza e dell'ampiezza del settore spaziale italiano, che resta un comparto di eccellenza anche quando paragonato con quanto accade nel resto del mondo. Il suo sviluppo è fin qui stato guidato dall'attore pubblico che, agendo secondo un modello di stato-imprenditore, propone e finanzia direttamente una serie di programmi spaziali che vengono poi sviluppati dal comparto industriale. I flussi di finanziamento che sostengono e approvvigionano il settore, quindi, sono in gran maggioranza di provenienza pubblica; ciò è in realtà in linea con quanto accade in quasi tutti gli altri paesi del mondo, in quanto il settore spaziale nasce e si sviluppa come industria strategica nazionale e direttamente funzionale al posizionamento geopolitico di uno Stato. Oggi, gli Stati Uniti sono il paese che più di tutti sta cercando di stimolare il proprio settore spaziale nazionale ad espandersi verso il mercato commerciale privato, sia per quanto riguarda il reperimento di finanziamenti, sia per quanto riguarda il bacino di clientela finale a cui rivolgersi. In prospettiva, l'obiettivo sarebbe quello di far ricoprire sempre più all'ente pubblico il ruolo di mero cliente di un prodotto privato, finanziato almeno maggioritariamente se non completamente da fondi privati, progettato e costruito con tecnologie sviluppate dalla medesima industria.

Questo trend di transizione è in generale condiviso su scala globale, almeno a livello d'intenti; ma l'attuazione di un tale cambio di paradigma è tutto fuorché banale. Assecondando la tendenza globale, anche il sistema italiano sta esplorando vie per coadiuvare l'espansione del settore spaziale al mercato commerciale privato. Una di queste, e tra le più importanti, è sicuramente quella normativa: l'Italia necessita infatti di una nuova legge sullo spazio, che possa tenere conto dei trend di sviluppo che il settore sta sperimentando e della sua espansione economica, commerciale e sociale. L'intervento normativo sarebbe essenziale, non solo utile, perché servirebbe da primo elemento di novità strutturale dentro cui il settore privato può immaginare nuove possibilità di espansione, di sviluppo di business model, di approccio alla commercializzazione privata – tutte strade che sarebbe difficoltoso immaginare con il presente assetto. Il punto è quindi intervenire a livello sistemico, con un approccio top-down.

A fronte di una serie di lavori condotti congiuntamente dallo Space Economy Evolution Lab (SEE Lab) di SDA Bocconi in collaborazione con Fondazione Leonardo e l'Università La Sapienza di Roma, emerge che l'ecosistema di attori spazio italiani (industria, associazioni, istituzioni, PMI) auspica un intervento normativo che si dipani in cinque aree: strategia nazionale, politica industriale, politiche finanziarie, ridefinizione delle governance nazionali e struttura di una legge nazionale sullo spazio.