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L'era dello Sharp Power

, di Gabriella Grillo
Ibrida nelle forme e nei contenuti, e' in corso una guerra cinetica, allo stesso tempo cyber, informativa, politica ed economica. Una nuova forma di lotta per il potere globale, questo afferma Paolo Messa nel suo libro per Egea

Siamo di fronte a una rivoluzione nella scienza delle relazioni internazionali. Il soft power - concetto fino ad oggi usato per spiegare qualsiasi manifestazione del potere che non coincida strettamente con l'uso della forza militare - non basta più a spiegare i rapporti che intercorrono fra gli Stati.

Una nuova forma di potere, molto meno soft e molto più sharp - affilato, penetrante e silenzioso - permette ad alcuni Stati di estendere all'estero la loro influenza. Le leve sono le stesse del soft power: la cultura, gli investimenti, la diplomazia. Ma il modus operandi è tutta un'altra storia. L'obiettivo non è più quello di affascinare o persuadere, bensì modellare percezioni e comportamenti del pubblico di tutto il mondo. Questi Stati non sono tanto interessati a migliorare la propria reputazione. Il loro obiettivo è piuttosto delegittimare gli Stati democratici dalle fondamenta, portandone in superficie i limiti e le contraddizioni.

Il trend è globale: l'immagine dell'uomo forte, la creazione di un nemico comune, la narrazione del «noi contro di loro» promosse da regimi illiberali come Russia, Cina e Iran esercitano un'attrazione sempre più forte sulle opinioni pubbliche di tutto il mondo.
È l'era dello sharp power, che come un coltello affilato trafigge il contesto mediatico e politico nei Paesi presi di mira. E'un'opera di propaganda tanto silenziosa quanto efficace. E c'è un aspetto dello sharp power, quello economico e diplomatico, da cui non sono estranei anche Stati dalle solide istituzioni democratiche.

La lotta per la leadership globale, a colpi di fake news, manipolazione e controllo, vede nel cyberspazio un teatro d'importanza cruciale: qui a fronteggiarsi non sono solo gruppi di troll e hacker con il tacito benestare dei governi di riferimento, ma anche vere e proprie unità militari create ad hoc. Una guerra digitale e d'informazione a tutto campo che, evidenzia questo volume, minaccia anche il nostro Paese.

Paolo Messa in L'era dello Sharp Power (UBE - Università Bocconi Editore 2018; 192 pagg.; 16,50 euro), si spinge, infine, alla ricerca di una risposta su come reagire a questa rivoluzione nella scienza delle relazioni internazionali.

"L'unico strumento a disposizione", sostiene, "resta quello di aumentare la consapevolezza del pericolo, esporre le ingerenze da parte di questi Stati e alzare il livello di allerta nel mondo accademico, imprenditoriale e politico. Non possiamo però affrontare questa sfida da soli". Ecco perché ha senso puntare sulla cooperazione internazionale, soprattutto in ambito atlantico.

Paolo Messa è fondatore della rivista Formiche, dirige il Centro Studi Americani ed è Nonresident Senior Fellow dell'Atlantic Council a Washington DC. Fa parte del comitato strategico del corso di laurea in Global Governance presso l'Università di Roma Tor Vergata. È docente alla LUISS Business School e tiene lezioni su media e intelligence presso diverse università italiane.

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