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Didattica

Dai banchi della Bocconi alla COP28, passando per Trento

, di Andrea Celauro
L'esperienza delle studentesse e degli studenti del corso di laurea in Transformative Sustainability, ambasciatrici e ambasciatori del Manifesto sull'ambiente emerso dalla Dolomite Conference di ottobre

Tutto è nato dal lavoro svolto in occasione della Dolomite Conference, la conferenza sul clima e sulla transizione ecologica organizzata a Trento in ottobre dal Think Tank Vision in collaborazione con AXA Italia e Autostrade del Brennero. Ma mai, Cecilia, Chandra e colleghi del corso di laurea in Transformative Sustainability di Bocconi e Politecnico di Milano avrebbero pensato che avrebbero avuto l'occasione di presentare l'esito del proprio lavoro di fronte alla platea internazionale della COP28, la Conferenza delle parti che si è appena chiusa a Dubai.

"Ci è stato proposto di partecipare alla Dolomite Conference", racconta Chandra Carrara, al secondo anno del corso di laurea magistrale diretto per Bocconi da Francesco Perrini. "Durante l'estate dodici di noi hanno lavorato divisi in gruppi su quattro delle tematiche che sarebbero state affrontate alla Conference, producendo dei position paper sulla misurazione della sostenibilità ambientale, sull'accountability e sulla rappresentazione dei giovani nel cambiamento climatico, sull'impatto delle città e sull'impatto sociale della transizione energetica". Alla Conference, poi i quattro paper sono stati discussi di fronte una platea di esperti e ciò ha permesso alle studentesse e agli studenti di rielaborare i propri documenti. "Da tutti questi elementi è scaturito un Manifesto di otto raccomandazioni su ciò che è emerso dalla Dolomite Conference", aggiunge Cecilia Guelfi.

A quel punto, la classe di Transformative Sustainability pensava fosse finita lì. E invece il loro documento è piaciuto tanto che una rappresentanza di loro (insieme e Chandra e Cecilia, anche Luca Salvetti e, in collegamento dall'Italia, Davide Carrara) è stata invitata a presentare il documento al Padiglione Italia alla COP28 di Dubai. Così, l'8 dicembre, nella giornata che la Conferenza delle parti dedica ai giovani, uno dei tanti eventi di quello che oggi è il consesso più importante sulle tematiche ambientali ha visto la partecipazione anche delle studentesse e degli studenti della Bocconi. "È stata una bellissima esperienza poter presentare il nostro lavoro durante un evento così importante e che tra l'altro era in diretta sul sito del ministero dell'Ambiente", spiega Cecilia. "Quando sono entrata in Bocconi non avrei mai pensato che avrei potuto partecipare in prima persona a un evento del genere e che l'Università avrebbe portato alla COP il nostro lavoro". Tra l'altro, Cecilia, Chandra e Luca era tra i più giovani, tanto che "Tutti pensavano che fossimo di qualche azienda, non che fossimo studenti universitari", aggiunge Chandra.

Oltre alla presentazione del Manifesto, pur avendo poche ore a disposizione per la permanenza a Dubai, la rappresentanza studentesca Bocconi si è organizzata un denso programma di eventi da seguire, per poter assorbire la maggior quantità di informazioni e spunti dai side events della Conferenza: "Siamo arrivate a mente molto aperta sulla COP28", commenta ancora Chandra. "Si tratta di un enorme calderone, con eventi molto concreti e altri invece organizzati in maniera un po' superficiale. Ciò che appagante è il confronto con il mix di culture e punti di vista con i quali ci si può confrontare: ricordo con piacere, per esempio, il confronto che abbiamo avuto con una insegnante islandese fondatrice di una ong". "Un mixi di persone, culture e background che è sicuramente l'aspetto più affascinante delle COP", aggiunge Cecilia.