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Didattica

Centoquindici studenti in gara per aiutare Tobi a rispondere ai clienti Vodafone

, di Andrea Celauro
Grazie al Data Science Hackathon, studenti da cinque corsi di laurea della Bocconi si sono sfidati a colpi di machine learning per migliorare l'assistente digitale del gigante delle telecomunicazioni

Contattare un call center e vedersi rispondere da un assistente digitale non è il futuro, ma, per molte realtà aziendali, è già il presente. La vera sfida, tuttavia, è formare tali assistenti affinché siano in grado di destreggiarsi tra situazioni e richieste diverse con prontezza e flessibilità. Ed è proprio questo che, in estrema sintesi, sono stati chiamati a fare i 115 studenti Bocconi che hanno partecipato al Vodafone Data Science Hackathon. Alla fine, a spuntarla su tutti, sono stati due gruppi a parimerito, PitchEye e (P)RoFiTo, nominati vincitori sabato 20 febbraio.

L'Hackathon, che era aperto a squadre di studenti di cinque corsi di laurea della Bocconi (tra bachelor e master of science) e che ha visto i partecipanti al lavoro per una decina di giorni su un dataset fornito da Vodafone, prevedeva che i ragazzi analizzassero un insieme di casi reali (anonimizzati) relativi ai contatti di un call center. Dall'altra parte della cornetta virtuale, l'assistente digitale Tobi. Utilizzando dei modelli di machine learning, i ragazzi avevano il compito di proporre di volta in volta previsioni che consentissero di migliorare l'euristica dell'assistente, ossia la sua capacità di reagire alle diverse situazioni, e di redigere un report per spiegare quali metodi avevano utilizzato per risolvere i problemi.

"La sfida proposta dal team di Vodafone era complessa", spiega Riccardo Zecchina, titolare della cattedra Vodafone di Machine Learning and Data Science della Bocconi. "Gli studenti hanno dovuto confrontarsi con serie temporali molto complicate e fare previsioni tutt'altro che semplici". Tuttavia, "confrontarsi con dati reali è un'esperienza estremamente formativa, che ci spinge a utilizzare la conoscenza (in questo caso gli algoritmi di apprendimento per trattare grandi quantità di dati) in modo creativo, efficiente dal punto di vista computazionale e rigoroso. Anche identificare domande importanti a cui si può effettivamente dare una risposta è parte della sfida. Quando ci si riesce i progressi sono enormi."

Ne è convinto Roberto Bernardelli (PitchEye), che insieme ai due colleghi Guillaume Ferreol e Francesco Inzerillo sottolinea "quanto sia importante, per chi studia data science, potersi confrontare con problemi reali e dati reali. Questa challenge è stata una grande opportunità". Gli fa eco Elia Torre del team (P)RoFiTo (insieme a Edoardo Botta e Marco Antonioli) che cita il cestista Michael Jordan per sintetizzare il lavoro per l'Hackathon: "Il talento fa vincere le partite", spiega, "ma sono l'intelligenza e il lavoro di squadra che fanno vincere i campionati". Tutti e sei i ragazzi vincitori frequentano il secondo anno del Bemacs.

Al gruppo vincitore, adesso, la possibilità di un'internship presso il team di Data Science in Vodafone. Commenta Francesca Magrassi, Recruiting & Employer Branding Manager: "Vodafone da sempre punta sul talento dei giovani e investe sulle competenze del futuro. È ancora più importante farlo oggi, in un momento di grandi trasformazioni ed evoluzioni, e farlo attraverso una collaborazione fondamentale per noi, come quella con l'Università Bocconi. Ancora una volta abbiamo potuto apprezzare la preparazione e l'entusiasmo dei ragazzi, che non vediamo l'ora di coinvolgere nei prossimi mesi in un internship all'interno del team Big Data per aprire loro le porte del mondo del lavoro".