Lo spirito europeo della Bocconi
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Lo spirito europeo della Bocconi

A TRENT'ANNI DALL'ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO DI MAASTRICHT, IL MAGAZINE BOCCONI DEDICA UN NUMERO SPECIALE AL PROCESSO DI INTEGRAZIONE

copertina magazine viasarfatti25, numero di ottobreNell'anno del 30° anniversario dell'Unione Europea, la Bocconi ha lanciato l'Institute for European Policymaking @ Bocconi Univesity, che abbiamo presentato per la prima volta in un bellissimo e commovente evento lo scorso dicembre alla presenza del Presidente Mattarella e della Presidente von der Leyen. L'IEP@BU non è solo una vera e propria testimonianza di gratitudine e stima nei confronti di Mario Monti, che ne è il Presidente onorario, ma si sta anche consolidando come think tank che conta già 70 Fellow. Quest'anno, inoltre, la comunità degli alumni della Bocconi ha assegnato il premio Alumnus of the Year a Mario Nava, oggi a capo della DG Reform della Commissione Europea, che da 29 anni lavora nella capitale europea per accelerare l'integrazione dei 27 Stati membri dell'UE, realizzando il suo sogno di giovane studente bocconiano: "Lavorare in Europa e avere un impatto sulla vita delle persone", come ci racconta nell'approfondita intervista che pubblichiamo in questo numero speciale della nostra rivista dedicato all'Europa.

In un'Europa che invecchia, che è un continente di immigrazione e che è di nuovo teatro di guerre, ciò a cui tutti noi, europei e non, assistiamo giorno dopo giorno, nonostante le contraddizioni e le fughe sovraniste, è il progressivo aumento dell'integrazione europea. Certo, questa integrazione è spesso dettata più dalla convenienza e dalla necessità economica e sociale che dalla volontà ideologica. Ma, parafrasando Massimo D'Azeglio, "fatta l'Europa, bisogna fare gli europei". Un processo culturale certamente lungo e non improvvisabile, fatto di idee da coltivare e di integrazione da mettere in pratica. Ma leggendo questo numero della nostra rivista, guardando le foto della nostra comunità, che rappresenta i 27 Paesi dell'Unione, è sempre più chiaro che, nonostante le tante cose ancora da fare, il futuro sarà sempre più europeo.

di Francesco Billari, rettore della Bocconi

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