La violenza in famiglia condiziona il futuro delle donne
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La violenza in famiglia condiziona il futuro delle donne

UNO STUDIO DI RAFFAELLA PICCARRETA E COAUTORI, CHE HA ANALIZZATO LE SCELTE DI VITA DELLE GIOVANI COLOMBIANE, MOSTRA GLI EFFETTI DI UN CONTESTO FAMILIARE VIOLENTO

di Raffaella Piccarreta, Dipartimento di scienze delle decisioni

Vivere in una famiglia violenta ha un forte impatto sulle scelte di vita e sui comportamenti delle giovani donne costrette di fatto ad anticipare la loro transizione allo stato adulto. Un impatto talmente negativo da annullare di fatto gli effetti positivi dovuti al benessere e allo sviluppo dell’area in cui vivono. È questa la più importante evidenza che emerge dallo studio Colombian women's life patterns: a multivariate density regression approach, condotto con Sara Wade, Andrea Cremaschi e Isadora Antoniano-Villalobos.

In questo studio, infatti, oltre ad alcuni fattori riconosciuti come rilevanti in diversi contributi – la coorte di nascita, la regione e l’area (rurale o urbana) di residenza – consideriamo anche se e come l’essere cresciuta in un contesto familiare violento contribuisca ad influenzare la transizione allo stato adulto di una donna ed eventualmente la sua capacità di auto-determinazione (agency). Per farlo utilizziamo i dati dell’indagine condotta in Colombia del 2010 come parte del Demographic and Health Survey Program (DHS, https://www.dhsprogram.com) per studiare alcuni eventi focali nella transizione allo stato adulto – quali età al debutto sessuale, al primo figlio, alla prima coabitazione o matrimonio, e partecipazione al mondo del lavoro (al momento dell’intervista) – sulla loro interazione, e sulla loro possibile relazione con alcune caratteristiche del contesto familiare.

Abbiamo scelto di focalizzarci sulla Colombia perché il contesto è particolarmente difficoltoso per le donne. Oltre ai tratti patriarcali della società, condivisi con altri paesi dell’America Latina, la società colombiana è caratterizzata da notevoli ineguaglianze con riferimento alla maggior parte degli indicatori di benessere, che risultano critici per gli strati della popolazione più poveri, meno istruiti, e che vivono in zone rurali. La situazione delle donne è ulteriormente complicata da diseguaglianze tra i due sessi per quanto riguarda le opportunità lavorative, e da norme sociali che influenzano le scelte e le azioni delle giovani in merito alla fertilità. In particolare, nonostante gli indubbi progressi registrati a partire dagli anni 2000, il tasso di gravidanza tra le adolescenti colombiane rimane molto alto, specialmente – di nuovo – tra gli strati più svantaggiati della popolazione.

L’analisi cui siamo interessati presenta delle difficoltà a livello metodologico: studiamo infatti congiuntamente variabili dipendenti di diversa natura, e con diverse scale di misurazione, sulla base di dati che possono essere censurati in quanto alcune donne – soprattutto le più giovani – possono non aver ancora sperimentato gli eventi di interesse al momento dell’intervista; inoltre le variabili esplicative disponibili sono relativamente poche. Abbiamo quindi sviluppato un modello non parametrico molto flessibile, che sfrutta al meglio l’informazione disponibile, e che consente un’analisi molto dettagliata degli eventi di interesse condizionatamente alle variabili di background prese in considerazione.
I nostri risultati evidenziano differenze marcate tra aree urbane e aree rurali, queste ultime caratterizzate da un’anticipazione della transizione allo stato adulto. Tali aree sono effettivamente caratterizzate da livelli più bassi di istruzione e benessere, il che conferma studi relativi ai rischi connessi alle situazioni di maggior disagio, come confermato e supportato da analoghi risultati osservati per le regioni più povere. 
 
In particolare con riferimento alla partecipazione al mondo del lavoro, il nostro modello suggerisce che la probabilità di lavorare aumenta con l’età al primo figlio. In particolare, si osserva una minor probabilità di lavorare per le giovani madri, che persiste anche all’aumentare dell’età. Questo evidenzia gli effetti negativi e permanenti dell’anticipazione della maternità.
 
I diversi studi che discutono sugli effetti negativi della maternità adolescenziale si focalizzano su fattori socio-demografici, quali povertà, bassi livelli di istruzioni, e la residenza in un’area rurale. Il nostro lavoro contribuisce a questi studi stabilendo un’importante relazione tra la violenza del contesto familiare e l’anticipazione della transizione allo stato adulto, e in particolare della maternità, e indica chiaramente che crescere in una famiglia violenta amplifica gli effetti negativi del contesto ambientale, e può anche attenuare quando non eliminare i vantaggi relativi legati ad un contesto ambientale più favorevole.

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