Sfuggire da una guerra portando co se' solo il proprio bagaglio culturale
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Sfuggire da una guerra portando co se' solo il proprio bagaglio culturale

CON LA SUA UNIVERSITA' A KHARKIV DISTRUTTA NEI PRIMI GIORNI DI GUERRA, VOLODYMYR E' SFUGGITO CON LA SUA FIDANZATA E ORA SONO ENTRAMBI IN BOCCONI, ACCOLTI COME VISITING STUDENTS

Quando si sfugge da una guerra, da un giorno all’altro, si può portare con sé solo il proprio  sapere. Questo ha capito Volodymyr Kadyntsev, sfuggito da Kharkiv nei primi giorni della guerra in Ucraina - abbandonando affetti, casa e libri di studio. Ora lui e la sua fidanzata Yelyzaveta, compagna anche di studio, si trovano a riprendere i loro corsi – interrotti così drammaticamente – accolti come visiting students in Bocconi.

Nativo di Kharkiv, nel settembre 2021 Volodymyr si iscrive all’università, in un programma di Economics and Cybernetics alla Karazin Kharkiv National University, determinato a fare incetta di conoscenza. “La mia è una famiglia di imprenditori e volevo imparare tutto il possibile di economia e management e seguire le loro orme,” spiega Volodymyr. Una determinazione che si rispecchia nel fatto che da quando ha 13 anni svolge piccoli lavori di web developer.

Ma a fine febbraio a Kharkiv arriva la guerra e nei primi giorni viene bombardata e distrutta dall’esercito russo la sua università, con immagini drammatiche dell’edificio sventrato che hanno fatto il giro del mondo.

“L’inizio è stato terribile con i bombardamenti di notte e quando hanno distrutto la mia università ho deciso che era meglio andare via. E il giorno dopo che sono partito è stata quasi rasa al suolo tutta la mia via,” racconta Volodymyr. “È dura – mia mamma e sorella piccola sono fuggite a Londra, mio padre è rimasto e mio zio combatte in prima linea. Ho perso tutto – la mia famiglia, la mia casa e i miei studi. Ho capito che in queste situazioni, quando sfuggi, puoi portare con te solo il tuo sapere”.

Con la sua fidanzata Yelyzaveta, iscritta nel suo stesso corso, Volodymyr raggiunge Bratislava. Si trovano soli ma uniti nel decidere del loro futuro e iniziano a cercare opportunità per proseguire i loro studi. “Yelyzaveta aveva già vissuto in Italia e io già conoscevo la Bocconi, perciò abbiamo fatto domanda per il programma per accogliere rifugiati”.

Così a fine agosto Volodymyr e Yelyzaveta sono arrivati a Milano, parte dei 4 studenti ucraini accolti in questi mesi, con l’obiettivo di consentire loro di continuare i propri studi e di non abbandonare l’esperienza universitaria, in veste di visiting students per l’anno accademico 22/23 - con tasse, pasti e accomodation a carico dell’Università. Come visiting students seguiranno quest’anno a scelta circa 10 corsi del curriculum Bocconi, sostenendo esami alla fine, che saranno poi riconosciuti dalla loro università a Kharkiv.

“La Bocconi e Milano sono stati così accoglienti. Sono fortunato e fortunatamente lo sono anche i miei compagni di classe - ci sentiamo ancora e stanno tutti bene, chi è rimasto in Ucraina e chi è sfuggito in altri paesi europei. Spero di potere rimanere qui anche più a lungo termine – purtroppo non vedo possibilità a breve di riprendere gli studi nella mia università…”

di Tomaso Eridani

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