Titti Postiglione. Da vulcanologa sul Vesuvio alla gestione delle emergenze nazionali
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Titti Postiglione. Da vulcanologa sul Vesuvio alla gestione delle emergenze nazionali

OGGI E' VICECAPO DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE CIVILE, MA LA SUA PASSIONE ERA LA RICERCA SCIENTIFICA. POI, GRAZIE ANCHE ALL'EXECUTIVE MASTER IN MANAGEMENT DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE (EMMAP) DI SDA BOCCONI, HA DECISO DI DIVENTARE UN CIVIL SERVANT

Prendere una nuova direzione, magari mai valutata prima. Riprendere in mano la propria esistenza e rimettersi in gioco. Il progetto Svolte di SDA Bocconi e Corriere della Sera ha raccontato tante storie di cambiamento originate dalle nuove competenze ottenute grazie allo studio. Dalle vicende di singoli, che hanno dato una svolta alla propria carriera grazie all’upskilling o al reskilling, fino ad arrivare alla storie di trasformazione e riorganizzazione di intere aziende, grazie a una formazione mirata. Sono storie molte diverse, narrate in 12 video pubblicati durante questo anno accademico, ma anche raccontate sotto forma di testo teatrale e raccontate in diretta nell’evento di chiusura dello scorso 21 aprile. Qui la storia di Titti Postiglione.

Cambiare il punto di vista. Mantenere l’apertura mentale per lasciarsi sorprendere.
Sì, se ci pensate bene le possibilità di una vita sono talmente tante e variegate che è impossibile prevederle precisamente a priori, rimanendo seduti senza osare un poco. Bisogna uscire, parlarsi, confrontarsi con gli altri. Sicuramente si cambia, dentro e fuori, pur riuscendo a rimanere fedeli a se stessi.

Permettetemi, ora, di parlarvi un po’ di me. Mi chiamo Immacolata Postiglione, ma per tutti, anche per la posta elettronica, sono Titti. La mia vita è inscindibilmente legata alla Protezione Civile, con la quale mi sono incontrata nel 1999, 23 anni fa.

Se mi ripenso da ragazza, di certo non posso dire che sapessi cosa fosse la Protezione Civile. All’università ho studiato Geologia, mi sono specializzata in Vulcanologia ed ero talmente appassionata a quel settore da sognare di diventare una studiosa, una ricercatrice totalmente dedicata al mio Vesuvio, quel gigante della mia terra – sì, sono di Salerno – che dorme da tanti anni, ma non tantissimi eh.

Aspettavo di discutere la mia tesi del dottorato, sono quei periodi da studente in cui ti puoi permettere di avere del tempo libero, in cui addirittura puoi dimenticare in giro il cellulare senza che ci sia campo... piccole cose che poi negli anni sono diventate più rare. E un amico mi dice: “Ma sai che c’è un corso di Tecnico della Protezione Civile, a Fabriano?! Perché non ci vai? Sarà qualcosa che ha che fare con lo studio del territorio, dei rischi, dell’emergenza. E tu sei una orientata a capire come si può aiutare chi è in difficoltà”.
E io lo ascolto. Ascoltare gli altri spesso mi ha portato a scegliere rapidamente di fronte a un bivio. Anche la scelta di Geologia partiva da un consiglio, io volevo fare l’archeologa, ma poi uno studente di Geologia mi aveva galvanizzato raccontandomi di quanto fosse appassionante la scienza della terra... e le parole degli altri aiutano a volte ad allargare gli orizzonti e a guardarsi dentro con più chiarezza.

Quindi siamo nel 1998. Mi butto. E ci vado a Fabriano. A questo corso come Tecnico della Protezione Civile. Conosco persone incredibili. Con storie pazzesche. Si apre un intero nuovo continente nel pianeta della mia immaginazione. L’anno prima c’era stato il terremoto dell’Umbria e delle Marche. In quei luoghi avrei potuto fare la mia parte. Io, l’apprendista ricercatrice studiosa del Vesuvio, potevo dire la mia, potevo iniziare a mettere a disposizione degli altri ciò che avevo studiato, potevo aiutare persone in difficoltà. Potevo anche iniziare a scrivere la mia storia, che chissà magari un giorno avrei potuto raccontare.
Oggi ne ho davvero tante di storie da raccontare: nel 2008, dopo alcuni anni da precaria, sono diventata capo di SALA ITALIA, la sala operativa nazionale della protezione civile, da quanto dissero all’epoca la prima donna europea a ricoprire un ruolo come quello... ho gestito in prima persona il terremoto dell’Aquila del 2009, sono poi stata direttore generale dell’ufficio emergenze proprio quando c’è stato l’altro terremoto drammatico del Centro Italia nel 2016... ora, accanto al Capo Dipartimento, sono in prima linea per gli aiuti all’Ucraina e alle persone che arrivano scappando dalla guerra: insomma, non sto ad annoiarvi con un elenco lunghissimo di eventi e di emergenze, ma vi dico che io di annoiarmi, non ho mai avuto occasione.

E probabilmente non mi sarei annoiata neppure a studiare il Vesuvio, sapete, ma la vocazione mi avrebbe comunque portato poi a fare anche altro. Ne sono certa.
Che bello il concetto di vocazione. È una chiamata, una chiamata che sentiamo dentro di noi, ma è una chiamata flessibile, che si plasma, muta, prende forma all’interno delle tante esperienze della vita che ciascuno di noi vive. E’ quello che provo a insegnare ai giovani con cui ho a che fare adesso.

Io, anche solo per il fatto di avere qualche anno in più di te, posso guidarti, anzi accompagnarti. Ma non mi sostituisco a te. Fai i tuoi errori. Costruisci la strada davanti a te. Sarà diversa da quella che ho fatto e che farei io. Ma è giusto così. Quello che posso fare per te è aiutarti ad arricchire il tuo sguardo con tanti pezzetti della mia esperienza...
Per prepararti ad essere aperto o aperta alle svolte.

Mi chiamo Titti Postiglione, sono vice capo del dipartimento della Protezione Civile. E ne sono orgogliosa.

Lavoro nella Protezione Civile da oltre 20 anni ormai. È la mia vita. Ma anche la vita che ci si è scelti ha bisogno di continui arricchimenti, stimoli e nuovi angoli di visione. A un certo punto del mio bellissimo percorso ho ammesso a me stessa che avevo bisogno di prendere fiato, di provare a vivere diversamente il lavoro. Così dal 2017 al 2021 ho dedicato il mio tempo al Servizio Civile Universale... concentrandomi su tutti quei giovani che dedicano un pezzetto della loro vita al Volontariato mentre si accingono ad entrare nel mondo degli adulti. Ma un po’ di emergenza non me la sono fatta mancare nemmeno lì perché ho gestito questo gigantesco servizio nel momento criticissimo della pandemia ahah... ma tutto arricchisce, fortifica, struttura.

Ora da alcuni mesi sono ritornata in Protezione Civile con strumenti nuovi.
E tanti di questi strumenti per vivere e lavorare sono entrati nella mia dotazione tecnica grazie al Master che ho fatto qui in Bocconi nel 2015. Sì, non mi faccio mancare niente. Ma il tempo di una vita è tanto e tanto prezioso e va fatto fruttare al meglio.

E anche qui, ormai ci potete credere, il Master mi è stato consigliato da un amico. Roberto mi diceva: “Fallo questo Master in Management delle Amministrazioni Pubbliche, sarà fondamentale per crescere”.

Aveva ragione. Mai come in quel periodo mi sono resa conto di come il mio agire avesse bisogno di uno sguardo esterno. Tante decisioni che prendevo di pancia, tante procedure definite per buon senso, avevano una sistematizzazione. Io che nasco scienziata, studiosa di geologia, mi sono resa conto di quanto anche quelle Sociali siano delle Scienze vere e proprie, con teorie, dimostrazioni, regole. E poi al Master conosci tante persone nuove e sorprendenti, abbracci tanti sguardi che ti porterai dietro per tutta la vita... è veramente un momento di osservazione della tua vita, da un nuovo punto di vista.

Ai ragazzi oggi dico: gli orizzonti sono tantissimi, la Terra è grande e meravigliosa, manteniamo lo sguardo aperto e più profondo possibile.

Io così ho fatto, trasformandomi da archeologa in potenza a geologa, da studiosa del Vesuvio ad appassionata di protezione civile, fino a divenire una giovane funzionaria della presidenza del consiglio dei ministri, poi una dirigente, una direttrice con tante responsabilità anche a livello internazionale...

Ma sono sempre la Titti che a 18 anni immaginava il suo futuro alle pendici del Vesuvio, ve lo assicuro. La vocazione va costruita, plasmata e rinsaldata... poi oh ci vuole tantissima determinazione, energia, passione e un po’ di fortuna. La mia più grande fortuna fa rima con fiducia, la fiducia che persone esperte e illuminate mi hanno offerto nel percorso... la stessa fiducia che oggi cerco di trasmettere ai giovani. Una fiducia che non è cieca, ma aperta a quanti più sguardi diversi possibili.
Guardando oltre, si può. Questa è la svolta.

di Lorenzo De Belli

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