Obiettivo: una pubblica amministrazione semplice e innovativa
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Obiettivo: una pubblica amministrazione semplice e innovativa

TRA GLI OBIETTIVI DEL PNRR, ANCHE QUELLO DI METTERE IL TURBO ALLA RIORGANIZZAZIONE E ALLA DIGITALIZZAZIONE DELLA PA. VALERIO IOSSA, ALUMNUS OGGI A CAPO DELLA NUOVA UNITA' PER L'ATTUAZIONE DEL PIANO PRESSO IL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA, SPIEGA SU COSA SI PUNTERA'

Semplificare, riorganizzare e digitalizzare la pubblica amministrazione è il primo impegno del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) in tutta Europa. Non a caso, è un filone d’intervento che accomuna le necessità sia dell’Italia sia degli altri paesi membri Ue, che devono ridurre il ritardo accumulato lungo il percorso dell’innovazione. Nella sola Penisola, il piano di rilancio comunitario mette a disposizione un budget complessivo di 1,3 miliardi di euro, con l’intenzione di “attuare una riforma della p.a. che, a differenza del passato, non sia scollegata dalla sua reale implementazione nella gestione pratica quotidiana. Il traguardo finale è offrire servizi più rapidi, accessibili per la maggior parte possibile dei cittadini e facili da usufruire grazie al digitale, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale”, afferma Valerio Iossa, d.g. della nuova unità di missione per l’attuazione del Pnrr presso il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. A immaginare una p.a. moderna ed efficiente aiuta, questa volta, la natura stessa del Pnrr, secondo Iossa, visto che il Piano Ue è strutturato per accreditare i fondi a sostegno solo dopo aver raggiunto e certificato i risultati preventivati.

Quali sono concretamente questi obiettivi?
Dobbiamo riuscire a formare, per esempio, 750 mila dipendenti entro giugno 2026. Dobbiamo aver semplificato 600 procedure, soprattutto quelle che riguardano la transizione ecologica, l’urbanistica e l’edilizia, il mondo produttivo, gli appalti e i procedimenti amministrativi. Perciò, interverremo in tre macro-aree: il reclutamento del personale, la semplificazione e digitalizzazione dei processi interni o trasversali a più amministrazioni e, terzo ambito, lo sviluppo delle competenze degli attuali dipendenti della p.a.

In che modo il reclutamento può favorire la semplificazione dei processi?
Il reclutamento sarà orientato alle competenze prima ancora che alle conoscenze. Se fin dalla selezione dei nuovi dipendenti si mettono in evidenza le diverse competenze dei candidati, soprattutto quelle digitali, allora la p.a. potrà contare nei vari ruoli su personale più adatto, per esempio a progettare il passaggio della pubblica amministrazione da un’organizzazione perlopiù analogica a una compiutamente digitale. In parallelo, è necessario sviluppare le competenze di chi è già dipendente pubblico, incentivandone l’aggiornamento professionale attraverso percorsi di carriera e sviluppo salariale. Agli occhi del cittadino, tutto questo si tradurrà nel velocizzare i servizi esistenti e offrirne anche di nuovi in digitale. Giusto per fare altri esempi, abbiamo già dimezzato i tempi di rilascio della Via (Valutazione d’impatto ambientale); prevediamo di permettere in futuro la presentazione online di tutta la documentazione per richiedere i titoli necessari ad avviare un’attività produttiva o edilizia. Ovviamente, anche il loro rilascio avverrà per via telematica.

Quali sono i rischi di questa epocale trasformazione della p.a.?
I rischi da mettere in conto per cogliere le importanti opportunità prospettate dal Pnrr possono essere essenzialmente due. Occorre evitare che l’implementazione della p.a. debba sottostare a un eccessivo numero di controlli, capaci di irrigidire la messa a terra del Piano. Infine, c’è da considerare che una corretta attuazione del Pnrr dipende anche da enti locali e regionali, che vanno coinvolti perché saranno essi a interfacciarsi col cittadino che vorrà accedere ai nuovi servizi digitali.
 
Biografia
Valerio Iossa ha lavorato, prima di dirigere la nuova unità di missione per l’attuazione del Pnrr presso il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Comune di Milano come direttore del personale. Ha conseguito il Master in Management pubblico presso l’Università Bocconi. Del periodo accademico ricorda che “è stato la più grande esperienza di formazione alla complessità e al suo governo”.

di Camillo Papini

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