La scelta di quotarsi
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La scelta di quotarsi

UNA DECISIONE FONDAMENTALE PER CRESCERE. COME SPIEGA L'ALUMNUS MARCO MARLIA

Si parla sempre più spesso di nuova mobilità e di nuove modalità di acquisto o solo fruizione dei mezzi di spostamento, in particolare delle automobili che rappresentano sempre la principale scelta degli individui per muoversi. In parallelo, anche le grandi case produttrici e i network concessionari di vendita non rimangono fermi e avviano politiche di consolidamento internazionale. Per le società attive nel segmento del retail automotive, allora, diventa fondamentale supportare piani di crescita che guardino oltre i singoli confini nazionali e cavalchino i trend dell’intero comparto. Ecco perché “abbiamo deciso di quotarci alla Borsa di Amsterdam dall’inizio dello scorso novembre”, spiega Marco Marlia, alumnus Bocconi e co-fondatore e ceo di MotorK, società specializzata in soluzioni SaaS (Software as a Service) per il settore della distribuzione automobilistica.

“In questo modo non solo possiamo reperire più risorse che alimentino la nostra strategia di sviluppo globale”, sottolinea il ceo di MotorK che ha annunciato di recente tre nuove acquisizioni in Europa, dopo altre tre già finalizzate. “Ma soprattutto, nel momento in cui ci presentiamo per lavorare con gruppi paneuropei, offriamo il profilo di un’azienda quotata e, quindi, con una governance ben strutturata e un profilo di trasparenza garantito dai controlli dell’Autorità di Borsa”. La decisione di quotarsi è stata presa dopo il confronto con differenti ipotesi di crescita quali la scelta di uno o più partner strategici oppure intese con fondi di venture capital: “Bisogna sempre avere delle alternative per assicurare la crescita”, rilancia Marlia. “Anche approdare su un listino pone degli interrogativi, per esempio riguardo all’incertezza temporale della quotazione, dovuta ai numerosi passaggi prima dell’ammissione, e ai maggiori sforzi richiesti per concluderla e rispettarne i successivi obblighi, una volta approdati sul listino. Ma è altrettanto vero che la Borsa può permettere di accelerare il proprio percorso di sviluppo”. Inoltre, sempre secondo il ceo della società nata nel 2010, viene premiato il titolo di un’azienda che vuole essere un polo aggregante nel proprio settore, ribaltando così lo stereotipo che una giovane società debba per forza essere solo oggetto di aggregazione. Se poi Marlia dovesse dare un consiglio tratto dalla sua esperienza, indicherebbe la Borsa come soluzione di crescita per quelle aziende già in parte strutturate.

Oggi MotorK ha 300 dipendenti in sette paesi, con la sua piattaforma serve più di 660 gruppi di distributori e 13 case produttrici in Emea, anche grazie al proprio dipartimento di ricerca e sviluppo per il settore automotive digitale.
Quale sarà il prossimo passo di MotorK? “Continueremo a cavalcare il mercato che guarda con positività alle evoluzioni del mondo software per il comparto auto”, conclude Marlia, “debuttando in nuovi mercati, rafforzando il nostro ruolo nel proporre e distribuire tecnologia nel settore del retail automotive e, infine, supportando con un posizionamento business-to-business le nuove tendenze della mobilità”.



Marco Marlia si è laureato in Economia delle Istituzioni e Mercati Finanziari all’Università Bocconi. Ha contribuito alla nascita di varie società digitali e del suo periodo di formazione universitario afferma: “La mentalità internazionale e il network professionale hanno dato una spinta al mio spirito imprenditoriale. Ho fondato la mia prima società proprio durante il percorso accademico in Bocconi, dove ho appreso l’importanza dell’apertura all’innovazione che ancora oggi si rivela indispensabile per farsi strada nell’industria del digital automotive”.
 

di Camillo Papini

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