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CONTAMINAZIONE TRA FISICO E DIGITALE, PERCORSI PERSONALIZZATI, CLASSI VIRTUALI, INTELLIGENZA ARTIFICIALE: IL FUTURO DELLA DIDATTICA E' GIA' PRESENTE. E PASSA (ANCHE) DALLA BOCCONI

di Leonardo Caporarello, delegato del rettore per l'elearning e direttore del Built Bocconi

I modelli e i processi formativi sono in continua evoluzione come l’ambiente socio-economico in cui sono immersi.

Inoltre, come i fatti più recenti hanno chiaramente evidenziato, alcune aree che fino a poco più di un anno fa erano considerate come opportunità da investigare adesso sono diventate delle necessità per le quali bisogna intervenire, talvolta anche molto rapidamente.
Quanto siamo preparati ad affrontare la situazione corrente e, soprattutto, a contribuire alla progettazione del nostro prossimo futuro?

“Essere preparati” va intesa come una condizione dinamica e non statica. Di conseguenza, i processi di formazione a supporto della “preparazione continua” necessitano di modelli di riferimento coerenti con le caratteristiche di un ambiente con diversi livelli di complessità.
È evidente come la tecnologia digitale abbia un ruolo essenziale, tuttavia bisogna evitare di cadere nella trappola della sua “overestimation”. È anzitutto importante definire gli obiettivi didattici (per sviluppare una o più competenze) per il cui raggiungimento si farà l’uso più efficace delle tecnologie disponibili.

Così, i percorsi formativi saranno costruiti in modo da far vivere agli studenti delle vere e proprie “esperienze formative personalizzate” per ciascuno di essi. L’esperienza formativa sarà multidimensionale ovvero sarà il risultato di un’opportuna combinazione di formato dei contenuti, di metodi didattici, di attività temporalmente distribuite (sincrone e asincrone), di luogo (online e in presenza) e di tipo di interazione (individuale, gruppo). In altre parole, si utilizzeranno più metodi didattici tramite i quali gli studenti, individualmente e in gruppi, saranno coinvolti in attività, sincrone ed asincrone, in un ambiente fisico e virtuale, con vari livelli di interazione (tra studenti, tra gruppi di studenti eterogenei, tra studenti e ambienti simulati). In altre parole, il modello sarà phygital (Physical and Digital). L’esperienza di apprendimento sarà supportata – learning analytics - da feedback continui, elaborati dal docente e da sistemi di AI, in grado di dare suggerimenti e indicazioni sulla progressione del proprio apprendimento lungo l’intera esperienza.

Sono numerose le sperimentazioni di “education innovation” che insistono su una o più di queste dimensioni. Le sperimentazioni che fanno uso della virtual reality vedranno una significativa crescita: è previsto che il mercato della VR for education aumenti dagli attuali 8,3 miliardi di dollari ai 30 miliardi del 2025. Ecco alcuni esempi. Youtube ha creato il canale VR in cui è possibile navigare video a 360 gradi, per una esperienza maggiormente immersiva. Gli studenti della Yale School of Arts hanno a disposizione un’area creativa digitale che permette loro di vivere a pieno le 3 dimensioni dello spazio. La realtà virtuale sarà maggiormente impiegata a supporto dello sviluppo delle behavioral skills, ad esempio per vivere un’esperienza di lavoro in team nello stesso virtual site, seppure tutti i membri siano fisicamente separati; oppure, combinando la realtà virtuale con il Natural Language AI di Google è possibile creare un digital space dove gli studenti possono allenare le loro competenze di effective presentation e gestire il body language e le loro emozioni, come stanno sperimentando le multinazionali statunitensi Cognizant e Hewlett Packard Enterprise; altro esempio di impiego della VR è per la creazione di un ambiente tramite il quale gli studenti possono “entrare” in tribunale e prendere parte ad un dibattimento, come viene fatto alla University of Westminster, oppure di entrare in sala operatoria per assistere ad un intervento di chirurgia neurologica come viene fatto nel “Surgical Theathre” della UCLA.

Tante sperimentazioni sono fatte anche su molte altre aree, tra le quali: la configurazione delle classroom, come ha fatto IE Business School. Anche alla Bocconi stiamo realizzando un nuovo concept di “phygital classroom”; la preparazione della faculty attraverso webinar e altre iniziative di supporto e programmi di faculty training, come il Center for Teaching and Learning di Stanford e il Faculty Training Hub di Bocconi.
 
L’esperienza formativa potrà diventare parte di un più ampio ecosistema in cui ogni studente, anche sulla base dei propri obiettivi di crescita, degli interessi e delle aspirazioni, può integrare esperienze professionali e formative, co-progettando così il proprio percorso di apprendimento continuo – lifelong learning – delle competenze necessarie ad essere “preparati ad affrontare il presente” nel futuro, come anche sottolineato nel documento con le Linee programmatiche del Ministro dell’Istruzione del 4 maggio 2021.
 

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