Quella volta che Marchionne
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Quella volta che Marchionne

UN DISCORSO, NELL'AULA MAGNA, DIVENUTO CELEBRE, QUELLO DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO DELLA FIAT. MA ANCHE LA TRIPLA CORONA, IL LAVORO DI RIORGANIZZAZIONE DELLA SCUOLA, IL RINNOVAMENTO DELL'OFFERTA E L'IMPEGNO DEL TEAM TRA I RICORDI DI ALBERTO GRANDO NEL SUO RUOLO DI DEAN DELLA SDA

Un traguardo importante, il coronamento di un inseguimento iniziato alla fine degli anni ’90 e culminato nel dicembre 2011, sotto la direzione di Alberto Grando, con il raggiungimento della Tripla Corona, cioè l’accreditamento presso i tre principali enti mondiali, Equis, Amba, AACSB. “Questa è stata”, ricorda Grando, direttore della SDA dal 2006 al 2012, “una tappa importante raggiunta dalla Scuola in quegli anni; in generale si è trattato di anni meravigliosi e difficili, sconvolti dalla crisi globale innescata da Lehmann Brothers. Le aziende tagliavano i costi ritenuti non necessari, tra i quali proprio la ricerca e la formazione.
E allora noi ci siamo messi a ripensare la nostra offerta, a razionalizzarla. Abbiamo anche imposto criteri più stringenti nel delineare la faculty”. Un altro grande passo ha riguardato il prodotto di punta della Scuola, l’Mba: “Tra il 2007 e il 2009 abbiamo definitivamente abbandonato la lingua italiana, formando due aule pienamente internazionali. E’ stata una decisione che guardava al futuro, ma che ha consentito in un momento difficile di avere un bacino più ampio di candidati cui attingere, tanto è vero che raggiungemmo l’80% di studenti internazionali”. Una scelta, insieme a quella della valorizzazione dei programmi più importanti, che ha garantito risultati positivi per la SDA in un momento in cui molte altre business school annaspavano. E che è stata possibile, ricorda Grando, “perché abbiamo saputo fare quadrato, giocando di squadra, con un gruppo di colleghi - docenti e staff - che si è cementato lavorando assieme e creando legami di amicizia e stima basata anche sull’impegno e la generosità di molti”.

Durante gli anni della sua direzione, tanti eventi di alto profilo si sono svolti nelle aule di via Bocconi. Uno, in particolare, che ha avuto luogo nell’aula magna, e particolare risonanza esterna, per il livello del protagonista e per le cose che ha detto: “La visita di Sergio Marchionne nel 2012, quella in cui, reduce da un viaggio negli Stati Uniti dove aveva avuto incontri ai più alti livelli, davanti a una platea di Alumni pronunciò parole dure contro il garantismo assoluto del mercato del lavoro italiano, con la Fiat praticamente chiusa in agosto, cosa per lui totalmente anacronistica”. Nel 2012, poi, l’apertura del Mumbai Asia Center: “Anche questo avvenuto tra mille difficoltà. Ma forse non tutti sanno che avremmo originariamente dovuto aprire in Egitto, non in India. Eravamo vicini alla definizione del partner locale, poi i moti della Primavera araba ci hanno spinti a muovere in un altro continente”. E ancora, tra i tanti momenti, “per me forse il più emozionante fu la celebrazione dei primi 40 anni della Scuola e del suo fondatore Claudio Dematté: una giornata colma di ricordi, commozione e orgoglio che coinvolse tutta la comunità legata alla SDA”.

In futuro la formazione manageriale sarà diversa. Le prime tendenze, accelerate dalla pandemia, già si vedono. Cosa dovrà fare la SDA per rimanere una scuola d’avanguardia? “Saper dosare bene la componente esperienziale d’aula con la quella digital, continuare ad innovare e proporre un proprio modello distintivo, perché anche se le tecnologie ci spingono in una certa direzione, resto convinto che sia necessario evitare l’omologazione e che il valore aggiunto della didattica d’aula rimanga insostituibile. Inoltre, riprende Grando, “la Scuola dovrà sempre più posizionarsi e incidere nel dibattito che conta, rivolgendosi, con pari attenzione a rigore e rilevanza, alla comunità scientifica e alla business community”.
 

di Davide Ripamonti

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