Valorizzare tutto il territorio, non solo le vigne
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Valorizzare tutto il territorio, non solo le vigne

DARE LUCE ANCHE AL PATRIMONIO UMANO E CULTURALE, OSSIA AL TERROIR, COME DICONO I FRANCESI. QUESTA LA CARTA VINCENTE PER L'ALUMNA ALESSANDRA QUARTA, VICEPRESIDENTE E BRAND MANAGER DI CLAUDIO QUARTA VIGNAIOLO

Tre cantine, tra la Puglia e la Campania, racchiuse in un unico nome, “Claudio Quarta Vignaiolo”. Alla base un’idea, un’ambizione: dare al vino del Sud una valorizzazione e un riconoscimento che ancora stenta ad acquisire. Claudio Quarta, biologo, ha deciso di cambiare vita e di fondare nel 2005 la sua azienda, nella quale, portando tutto il suo bagaglio di idee e di entusiasmo, è approdata anche la figlia Alessandra Quarta, 31 anni, laureata Cleacc nel 2011, che adesso ricopre la carica di vicepresidente e brand manager. “Il concetto attorno al quale è nata la nostra azienda”, spiega Alessandra, “è quello della valorizzazione del territorio inteso non solo come i terreni e le uve, ma anche il patrimonio umano e culturale che vi fanno capo”. In altri termini, il terroir, come insegnano i francesi.

“Vogliamo valorizzare la comunità che sta intorno a un vino, per renderlo in un certo senso unico, innovando ma senza stravolgere il passato, perché in questo settore ci sono valori molto forti che vanno salvaguardati”. Se però sei giovane e non hai generazioni di viticoltori e di storia alle spalle, devi trovare qualcosa che ti permetta di distinguerti in un mercato che si fa sempre più complesso: “Questo è possibile soltanto innovando, creando qualcosa che prima non c’era, un’idea che sia al contempo moderna e sostenibile: in poche parole, il qu.Ale. un rosso del Salento Igp, un blend dei due vitigni autoctoni più famosi, il Negramaro e il Primitivo, che dall’anno della sua nascita, il 2014, ha triplicato la produzione. “Il mio intento”, racconta Alessandra, “è stato quello di creare un grande vino che sia sostenibile in tutte le fasi di produzione, utilizzando bottiglie in vetro leggero e materiali ecocompatibili. Inoltre, parte del ricavato della vendita viene devoluto a iniziative benefiche”. Perché, come sostiene Alessandra, “molto spesso in Italia si producono grandi vini, ma si giudica solo il risultato finale, senza soffermarci sui processi che hanno portato a quel risultato”. E’ la Wine Democracy, una serie di regole che vincolano la produzione di grandi vini al rispetto delle persone e del pianeta. “Non è solo il qu.Ale.”, continua Alessandra Quarta, “tutta la produzione delle nostre cantine segue queste regole. Crediamo in questo modello di business perché, fortunatamente, è quello che ci chiede la gente”.

Biografia
Alessandra Quarta, VP&Brand manager “Claudio Quarta vignaiolo”, laureata Cleacc: “Il Cleacc è stato un trampolino di lancio per sviluppare la mia identità, mi ha dato tutti gli strumenti per creare un proprio percorso. Ho svolto uno stage all’Unesco e da quello è nata la mia tesi che verteva proprio sulla gestione del patrimonio culturale salvaguardato dall’Unesco. Un corso che mi ha dato basi solide ma anche insegnato a pensare in modo anticonvenzionale. Un ricordo in questo senso? Il corso di storia economica di Massimo Amato, dove creatività e pensiero alternativo la facevano da padroni”.

di Davide Ripamonti

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