L'innovazione che passa dal Prosecco
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L'innovazione che passa dal Prosecco

UNA VIGNA E UN RESORT SUL COL DI LUNA SONO IL SOGNO REALIZZATO DI SARAH DEI TOS. CHE DEL PROSECCO DI QUALITA' HA FATTO UNA BANDIERA

Un territorio incantato che, dal 2019, è Patrimonio dell’Unesco. E un vino, il Prosecco, prodotto in oltre 330 milioni di bottiglie, più che nella Champagne, in gran parte esportate. Tutto bello, quindi? Non proprio, perché il vecchio monito che quantità non fa rima con qualità qui ha spesso trovato conferma. Ma qualcosa sta cambiando, con nuovi produttori che si affacciano sulla scena, idee innovative e un obiettivo: preservare e migliorare un prodotto, il Prosecco appunto, che con la Doc e soprattutto la Docg Conegliano-Valdobbiadene può dare tanto anche in termini di qualità.
Dal Col di Luna, dove sorge il suo agriturismo, Sarah Dei Tos, 34 anni, laureata Cleam nel 2009, ha uno sguardo privilegiato su tutta questa bellezza. Sarah ha fondato la sua azienda nel 2012 e ha avviato una piccola rivoluzione: “Ho iniziato con i terreni di mio nonno, prima affidati ad esterni, ne ho acquisiti altri e adesso, con 18 ettari, siamo un’azienda medio-grande per la realtà di questa zona, con circa 120 mila bottiglie prodotte”.

La Vigna di Sarah, questo è il nome, non è solo un’azienda vinicola, ma anche un piccolo resort che sta affermandosi sull’onda della crescita esponenziale del Turismo del vino, che ha proprio qui una delle sue mete più gettonate. “Quando ho iniziato questa avventura, dopo i necessari corsi di agronomia e il diploma di sommellier, quello del vino era un mondo un po’ statico, maschile, e il prosecco un vino che andava valorizzato, non solo venduto. Ma le idee innovative erano accolte con scetticismo”. Quando parla di cambiamento, in realtà Sarah vorrebbe dire “svolta epocale”. Perché il passaggio al bio di tutta la sua produzione è stata un’impresa complessa. “Produrre in biologico significa prevenire le malattie, perché quando insorgono hai pochi mezzi con cui curarle, studiare bene i terreni, le vigne, che non sono tutti uguali. E’ un processo lungo, la certificazione arriva dopo quattro anni. E noi l’abbiamo ottenuta nel 2019”.

La pandemia ha colpito duramente anche qui, ma non subito. Il momento difficile è adesso: “Nella prima fase non abbiamo avuto grandi ripercussioni, adesso la gente è stanca. E’ ovvio che la parte ricettiva è quella che ha sofferto di più. Come se ne uscirà? Dobbiamo continuare a puntare sulla qualità, in particolare quella dei vini prodotti in collina, che si fregiano della Docg. E’ una viticultura difficile, che dà rese più basse ma un prodotto eccellente. E poi vuoi mettere la vista dal Col di Luna?”.
 

Sarah Dei Tos, proprietaria La Vigna di Sarah, laureata in Economia aziendale: “Insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso che una laurea in Economia aziendale mi avrebbe permesso di affiancare papà nella sua azienda di pavimenti in legno. Cosa che ho fatto, prima di aprire la mia attività. La Bocconi è stata fondamentale perché mi ha dato tutte quelle competenze manageriali che ora svolgo in prima persona. Ma non solo. Anche la capacità di leggere i bilanci e, cosa fondamentale nel nostro mondo, quali strategie di prezzi applicare, per esempio in cantina o online, per tenere anche conto degli interessi di chi, le enoteche, il nostro vino lo vende. Forse gli insegnamenti di strategia sono quelli che si sono rivelati più utili nella mia avventura da imprenditrice. Durante il liceo il mio pallino era la fisica e avrei voluto iscrivermi a questa facoltà.  Ma adesso posso dire di aver fatto la scelta più avveduta”.
 
 

















 

di Davide Ripamonti

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