Da grandi aziende grandi onori ma anche grandi responsabilita'
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Da grandi aziende grandi onori ma anche grandi responsabilita'

PER ROBERTO SCIOLLI, ALUMNUS BOCCONI E CFO DI GUIDO BERLUCCHI, LA TECNOLOGIA E' IMPORTANTE PURCHE' LA SI USI PER MIGLIORARE I PROCESSI PRODUTTIVI E LE CONDIZIONI DI CHI LAVORA IN AZIENDA

Un’azienda e un territorio che mai come in questo caso rappresentano una cosa sola. Perché la Guido Berlucchi, nata da un’intuizione dello stesso Guido Berlucchi e di Francesco Ziliani a metà degli anni ’50, è la creatrice di un prodotto, un territorio, un marchio, la Franciacorta, che può essere considerata la regione simbolo delle bollicine italiane di qualità. Fu infatti proprio da un’idea di Francesco Ziliani che nacque, nel 1961, la prima bottiglia di Franciacorta.

L’azienda celebra, proprio quest’anno, il 60° anniversario da quell’intuizione e il 90° compleanno del fondatore. Roberto Sciolli, laureato in Economia aziendale in Bocconi nel 1989, è entrato in Berlucchi nel 1997 e adesso ricopre il ruolo di Cfo dell’azienda. Oltre 20 anni in cui l’azienda è cambiata ma soprattutto è cambiato il contesto in cui si trova a operare: “Le aziende vitivinicole sono in genere aziende familiari con un certo grado di patrimonializzazione e di immobilizzazioni, rappresentate soprattutto dalle strutture. Un patrimonio in genere piuttosto elevato. Nel settore della spumantistica”, spiega Roberto Sciolli, “c’è poi un certo grado di redditività e se 20 anni fa il segmento vitivinicolo, ma anche il settore agroalimentare nel suo complesso, non era di interesse per le grandi istituzioni finanziarie, ora non è più così. Questo ha portato le aziende a darsi una struttura più manageriale”.

Negli ultimi anni l’interesse per il mondo del vino ha portato alla nascita di fenomeni, come le Strade del vino e le visite in cantina, che rappresentano nuove forme di introiti ma anche un modo per mettere in contatto il consumatore finale con le aziende. Come si colloca una grande azienda come Berlucchi (oltre 4 milioni di bottiglie prodotte annualmente) in questo contesto? “Berlucchi ha sempre dato molta importanza all’accoglienza”, dice Sciolli, “al punto che da qualche anno abbiamo creato un reparto dedicato proprio all’hospitality. Non è un fenomeno che genera ancora ricavi importanti, ma è fondamentale dal punto di vista della comunicazione e ci mette in contatto diretto con il consumatore, che nel corso degli anni si è fatto sempre più critico ed esigente”. La Guido Berlucchi è l’azienda più grande, oltreché la capostipite come ricordato prima, del territorio in cui opera. Un grande onore ma anche una grande responsabilità: “Tutte le attività che l’azienda svolge hanno un consistente impatto sul territorio e proprio per questo ci muoviamo con grande attenzione”, continua Roberto Sciolli, “abbiamo sempre operato con lungimiranza senza puntare all’aumento indiscriminato della produzione ma tenendo conto degli aspetti di qualità e di sostenibilità. La tecnologia, che anche in questo settore ha fatto grandi progressi, per noi è soprattutto un aiuto per la salvaguardia dell’ambiente e per migliorare la qualità di ogni aspetto produttivo. E la vita di chi in azienda lavora”.  



Roberto Sciolli, laureato in Economia aziendale nel 1989, Chief Financial Officer di Guido Berlucchi rammenta che “Il prof. Gianfranco Piantoni, poco prima della fine dei nostri studi, ci disse di ricordarci di essere grandi manager ma soprattutto grandi uomini. Questo è un insegnamento che ho sempre portato con me e in un’azienda familiare come la Berlucchi sono riuscito a coniugare molto bene i due aspetti. Da un punto di vista più strettamente tecnico, l’Università mi ha dato basi solidissime tanto è vero che ogni tanto mi capita di aprire i vecchi libri di testo e di scoprire che già 30 anni fa erano molto avanti”

di Davide Ripamonti

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