Due fratelli e una vigna di famiglia
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Due fratelli e una vigna di famiglia

PER GIOVANNA PRANDINI IL BIOLOGICO E' UN OBIETTIVO, NON UN DOGMA

Un terreno collinare sassoso e povero d’acqua. Sembrerà strano, ma sono le condizioni ideali per fare grandi vini. E per convincere una giovane laureata in Discipline economiche e sociali alla Bocconi ad abbandonare una promettente carriera nel ramo assicurativo e finanziario per intraprendere insieme al fratello Ettore, laureato in Giurisprudenza, una nuova avventura imprenditoriale, non priva di rischi. “Siamo partiti dai terreni di proprietà della mia famiglia, coltivati per la produzione di uva che non veniva tuttavia vinificata ma venduta a terzi. Io e mio fratello abbiamo deciso che era giunto il momento di fare qualcosa di nostro”, spiega Giovanna Prandini. Era il 2006 quando nacque Perla del Garda, azienda vinicola nel comune di Lonato, tra Desenzano e Sirmione, dove si coltiva soprattutto Turbiana per la produzione di Lugana Doc, ma anche vitigni internazionali come lo Chardonnay e Riesling, Merlot e Cabernet Sauvignon, per complessivi 40 ettari vitati, in parte già convertiti al biologico, dove la raccolta avviene esclusivamente a mano. “La sostenibilità ambientale è uno dei punti fermi della nostra filosofia, che guarda alla tradizione ma strizza l’occhio alla innovazione nei processi produttivi investendo in tecnologia e ricerca soprattutto in vigna per ridurre il numero dei trattamenti e rispettare i protocolli della agricoltura biologica”.

E così nasce una cantina, disegnata dalla madre architetto, strutturata su tre piani e che lavora per gravità, gioiello tecnologico di un’azienda che produce tutto con le proprie uve, scelta che è croce e delizia di chi, come Perla del Garda, vi si attiene scrupolosamente: “Noi siamo in collina, possiamo beneficiare del clima unico del lago di Garda e di una felice esposizione dei vigneti, per fortuna. Il nostro vino ha caratteristiche di sapidità e mineralità che lo rendono unico e distinguibile dagli altri. Essere Vignaioli Indipendenti e produrre con sole uve nostre significa dipendere a volte dai capricci delle stagioni, ottenere un vino che è vero interprete dell’annata , come mi piace definirlo, ma nello stesso tempo sempre fedele a se stesso nello stile e per eleganza”.

Un vino che ha successo, con circa il 45% della produzione destinato all’export. E si torna al discorso sul biologico: “E’ un percorso che abbiamo iniziato nel 2013 e che intendiamo percorrere con serietà. Tuttavia non deve diventare un dogma, perché sulle nostre spalle grava la sostenibilità economica e sociale dell’azienda, che è fatta di persone e famiglie che dipendono da noi” continua Giovanna Prandini. “Produrre 100% in biologico senza avere una consolidata esperienza è un rischio troppo grande, non possiamo ancora permettercelo. La nostra deve essere una politica dei piccoli passi, vogliamo crescere gradualmente facendo scelte coraggiose ma sagge”.
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Giovanna Prandini, proprietaria della cantina Perla del Garda, laureata in Discipline economiche e sociali: “I miei anni alla Bocconi sono stati una lezione di vita. Ho avuto difficoltà all’inizio, io che avevo fatto studi classici a misurarmi con materie come la matematica, statistica ed econometria. L’università mi ha insegnato un metodo che poi ho potuto applicare nelle mie attività lavorative e che mi ha sempre accompagnato sia in ambito finanziario sia in agricoltura, permettendomi di costruire una squadra vincente. Noto con piacere come tra le nuove generazioni di imprenditori nel mondo del vino siano sempre di più le persone con un percorso universitario, curiose e desiderose di apprendere e innovare con un’attenzione particolare alla sostenibilità”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

di Davide Ripamonti

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