L'impatto degli shock economici sulle nostre menti
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L'impatto degli shock economici sulle nostre menti

UNO STUDIO METTE IN RELAZIONE IL BENESSERE MENTALE CON GLI EFFETTI DELLA GLOBALIZZAZIONE E IN PARTICOLARE CON L'ESPOSIZIONE ALLA CONCORRENZA INTERNAZIONALE DEL PROPRIO SETTORE DI OCCUPAZIONE. UNA RELAZIONE PERICOLOSA CHE HA CONSEGUENZE SULLA NOSTRA SALUTE E SUI COSTI DEL SISTEMA SANITARIO. E CHE LA CRISI DA COVID19 RISCHIA DI FAR ESPLODERE

di Italo Colantone, professore associato di economia

I dati relativi alla salute mentale nel mondo sono preoccupanti. Secondo l’OMS, tra il 2007 e il 2017 c’è stato un incremento del 13% dei disturbi mentali, di cui soffre circa il 20% dei ragazzi e adolescenti. Il costo economico delle malattie mentali è molto rilevante. L’OMS stima che ansia e depressione, le due patologie più diffuse, costino da sole fino a 1 trilione di dollari ogni anno.

Questi dati sono purtroppo destinati a peggiorare a causa della pandemia da Covid-19 in corso, per diversi motivi. Il personale sanitario viene esposto a livelli di stress maggiori, così come altre categorie di lavoratori direttamente coinvolti. La vita degli studenti è stravolta a causa dell’interruzione delle normali attività, con conseguenze pesanti anche sull’organizzazione della vita delle famiglie. La riduzione dei contatti sociali ha un impatto negativo sul benessere mentale. In generale, pesa un clima di forte incertezza legato al futuro, che alimenta livelli di ansia e stress mentale crescenti.

Un’occhiata alla letteratura economica ci permette di raccogliere degli elementi di analisi molto utili per comprendere ciò che sta accadendo. Molti economisti hanno infatti studiato negli anni il rapporto tra condizioni socio-economiche e salute mentale. In particolare, in uno studio pubblicato di recente insieme a Rosario Crinò e a Laura Ogliari, abbiamo analizzato il rapporto tra globalizzazione e salute mentale su un campione di individui residenti nel Regno Unito. Nello specifico, abbiamo messo in relazione l’evoluzione della salute mentale di ciascun individuo con l’esposizione alla concorrenza internazionale nel proprio settore di occupazione.

I risultati ci dicono che una maggiore pressione competitiva sul lavoro porta ad un peggioramento della salute mentale. L’effetto è maggiore per gli individui più vulnerabili, sia in termini di caratteristiche socio-economiche meno favorevoli, sia in termini di condizioni mentali di partenza più problematiche. L’effetto si estende dai lavoratori agli altri membri della famiglia. In particolare, una maggior pressione competitiva sugli uomini genera un peggioramento della salute mentale dei partner, e un deterioramento delle condizioni di vita dei figli.

Quali sono i canali attraverso cui uno shock economico come la concorrenza internazionale ha un impatto sulla salute mentale? Uno è abbastanza evidente: alcuni individui perdono il lavoro a causa dell’accresciuta pressione competitiva, magari perché l’azienda per cui lavorano perde quote di mercato e fallisce. La perdita del lavoro è chiaramente legata a maggiore stress, così come lo è una riduzione del salario per chi riesce almeno a conservare il posto di lavoro. A questi canali vanno poi aggiunti dei meccanismi meno visibili, legati alla misura in cui gli individui si ritengono soddisfatti del proprio lavoro, sia in termini di contenuti che in termini di stabilità e prospettive di carriera. Tutti questi fattori peggiorano in una situazione di maggior pressione competitiva, legata a ritmi più duri, maggiore incertezza e peggiori aspettative sul futuro. Ciò porta ad un deterioramento delle condizioni mentali dei lavoratori.

Le dinamiche che ho appena descritto si possono applicare purtroppo molto facilmente alle condizioni che stiamo vivendo in questi mesi di pandemia. È quindi fondamentale pensare a un potenziamento dei servizi sanitari non soltanto per quanto riguarda la prevenzione e le cure direttamente legate al Covid-19, ma anche per tutto ciò che attiene al benessere mentale degli individui, un aspetto fondamentale della qualità della vita.

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