Elisa, da via Sarfatti ai Campi Elasi
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Elisa, da via Sarfatti ai Campi Elasi

MUSICISTA POLIEDRICA, L'ALUMNA DEL CLEACC HA PUBBLICATO IL SUO PRIMO EP: 'ESSERE PROPOSITIVA? L'HO IMPARATO IN BOCCONI'

Il nome che ha scelto, Elasi, non vuole avere genere e provenienza, un po’ come la sua musica, che mescola influenze e sonorità di ogni parte del mondo. Ma Elisa Massara, 26 anni, è tutt’altro che un’artista dal carattere indefinito. Con una preparazione che conta una laurea al Cleacc nel 2015 e 7 anni di studio al Conservatorio, la giovane alessandrina sta iniziando a ritagliarsi con questo Ep appena uscito, “Campi Elasi”, il suo spazio personale nel mercato per nulla facile della musica. E in questo, proprio l’esperienza universitaria le ha dato una mano.

“Quando mi sono iscritta in Bocconi non pensavo di diventare un’artista”, racconta. “Non ho mai avuto un grande ego, ho sempre pensato ti mettere le mie idee al servizio degli altri, non promuoverle per me. Poi al Cleacc, dove ho trovato un ambiente molto vivace, creativo e stimolante (con alcuni dei miei colleghi di allora collaboriamo e ci diamo una mano ancora oggi), ho acquisito una forma mentis molto propositiva. Ciò che mi ha lasciato la Bocconi è stato proprio questo: la capacità di attivarmi e organizzare dal nulla, magari con pochi mezzi”.

Così, quella Elisa che da sempre ascoltava musica in casa grazie alla passione dei suoi genitori, che studia prima piano e poi chitarra classica al Conservatorio e che a quattordici anni si esibisce con una band pop-punk di nome Amnesya, decide che quello della musica deve diventare veramente il suo mestiere. “Ero in exchange a Maastricht, un ambiente eccellente per i creativi, e lì ho deciso che questa doveva essere la mia strada”. Chiede e ottiene una tesi su “Autoimprenditoria di un’artista emergente” (“avevo un relatore di tesi dalla mentalità molto aperta”) e la scrive mentre lavora in uno studio di produzione di musica per il cinema, a Los Angeles. Dopo la discussione della tesi, il ritorno in Italia, dove ottiene una borsa di studio nell’Officina della Arti Pier Paolo Pasolini di Roma per studiare song writing e approfondire la conoscenza del mercato musicale. Quello è anche il periodo in cui partecipa e vince diversi bandi per artisti emergenti, come l’Ora!X. “Senza la preparazione della Bocconi probabilmente non avrei avuto neanche il coraggio di aprirli”, racconta.

In seguito, la firma per la casa discografica Sugar, che la sente sul palco del Miami Festival e decide di metterla a contratto. Per loro è autrice e mescola diversi generi musicali, pescando da mondi e culture differenti. E in attesa di fare un disco, ha in testa anche un’altra idea, anche questa suggerita dalla sua esperienza universitaria e dalle lezioni del corso di Andrea Lissoni: “Vorrei mischiare forme espressive diverse, come la musica e l’arte figurativa. Sto già preparando uno spettacolo, ma con il Covid di mezzo non è semplice”.

Già, il Covid. Cosa trae un artista dalla distanza forzata? “In realtà, già in tempi non sospetti, nel 2019, avevo realizzato un progetto di collaborazioni musicali a distanza. L’idea è lavorare e suonare con artisti (non solo musicisti) di luoghi diversi del mondo. È un bell’esperimento e produrremo un po’ di cose”. Tuttavia, anche per Elasi la distanza è comunque un limite, quando si tratta di fare musica: “Non credo molto ai concerti in streaming, per esempio. Alla fine sono io sola nella mia cameretta che guardo un artista su uno schermo. Uno concerto va vissuto in compagnia”.

di Andrea Celauro

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