Rintrecciare i fili della citta'
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Rintrecciare i fili della citta'

DARE VOCE ALLA COMPLESSITA' DELLE SOCIETA' UMANE E FARLO IN MODO SOSTENIBILE E' UNA DELLE SFIDE DELL'AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE. SFIDA CHE PUO' ESSERE VINTA DANDO VITA A PROGETTI DI RIGENERAZIONE URBANA CHE TENGANO CONTO DELLE INTERCONNESSE QUESTIONI DI CARATTERE ECONOMICO, SOCIALE, AMBIENTALE, ISTITUZIONALE E FISICO DI CIASCUNA AREA

di Aura Bertoni, acadmic fellow presso il Dipartimento di studi giuridici

I sistemi complessi sono un ambito di ricerca affascinante: affondano le radici nella fisica ma oggi sono universalmente diffusi anche in biologia, in economia, nella chimica e nelle scienze sociali. Nei sistemi complessi i singoli elementi interagiscono tra loro determinando un comportamento complessivo del sistema diverso da quello dei singoli elementi che lo costituiscono.

L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) riconosce il carattere complesso delle società umane. Lo fa anzitutto attribuendo alle dimensioni economico, ambientale, sociale e culturale dello sviluppo una connotazione fondamentale ed inscindibile, e lo fa esprimendo l’esigenza di aggregare questi quattro pilastri attraverso il concetto di sviluppo sostenibile. In questo modo, l’Agenda 2030 offre un’alternativa agli orientamenti riduzionisti che legano gli agenti di sviluppo in un mero rapporto di causa-effetto.
La scienza della complessità ci regala una chiave di lettura particolarmente interessante per lo sviluppo sostenibile delle città quali ambienti sempre più caratterizzati da differenziazione ed interdipendenza. In altre parole, le città sono sistemi complessi nei quali si riconosce la presenza di numerosi elementi interagenti, la non linearità delle interazioni, la comparsa a livello macro di comportamenti emergenti privi di un analogo micro, e non ultima la capacità di auto-organizzazione. Se, quindi, dei molti aspetti della sostenibilità urbana alcuni possono essere affrontati attraverso l’identificazione di sistemi e indicatori internazionali, altri sono per loro natura necessariamente più localizzati e rispondenti al contesto. Tra questi ultimi figurano gli interventi di rigenerazione urbana.

La rigenerazione urbana si riferisce a quei progetti che affrontano interconnesse questioni di carattere economico, sociale, ambientale, istituzionale o fisico di una specifica area urbana. Ogni iniziativa rigenerativa si inserisce in un micro sistema complesso popolato da molteplici attori sociali portatori di altrettanti interessi, che a sua volta interagisce con altri sistemi complessi, sia all’interno della città che al suo esterno, tanto a livello nazionale che internazionale.
L’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 promuove operazioni, come la rigenerazione urbana, volte alla crescita di città e comunità sostenibili ma nessuna di queste attività può dirsi davvero sostenibile se non riconosce ed interpreta la complessità che caratterizza il contesto urbano di riferimento. Ma è una questione complessa, quella della complessità.
Riconoscere la complessità significa, da un lato, appurare relazioni dinamiche tra le dimensioni dello sviluppo del territorio dove la sostenibilità è da intendersi non come una visione statica, ma piuttosto come un processo continuo, e, dall’altro, constatare l’interdipendenza tra i pilastri dello sviluppo, tanto a livello micro quanto sui diversi piani macro, così gettando le basi per uno approccio sistemico alle relative politiche e pratiche.

Interpretare la complessità è ancora meno facile perché significa capire cosa sta succedendo davvero, e come si possa trattare la complessità in contesti dove siamo abituati a ridurre l’incertezza anziché tenerla in considerazione.
In risposta a questa paralizzante difficoltà, i teorici dei sistemi complessi ci mostrano strumenti per imparare a muoverci. Il primo consiste nel creare strategie capaci di apprendere dagli eventi e dalle contingenze, e che si disancorino da illusorie certezze per consentire di ridefinire opportunità e problemi. La seconda chiede di abilitare e moltiplicare gli spazi di partecipazione degli attori sociali in grado di rispecchiare la complessità del sistema reale di riferimento, per meglio immaginare il futuro attraverso l’apprendimento reciproco.

Questo vale anche a dire che la complessità del fenomeno urbano richiede di farsi le giuste domande, e di creare meccanismi che valorizzino la preziosa polifonia di interessi, condizioni ed esperienze della vita contemporanea.

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