L'autobus flessibile riaccende i motori dopo il lockdown
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L'autobus flessibile riaccende i motori dopo il lockdown

ANDREA INCONDI, MANAGING DIRECTOR PER L'ITALIA DI FLIXBUS E ALUMNUS BOCCONI RACCONTA QUALI STRATEGIE HANNO PERMESSO ALL'AZIENDA DI TRASFORMARSI NELLA REALTA' EUROPEA CHE E' OGGI E DI RIPARTIRE DOPO LO STOP FORZATO DI INIZIO 2020

Grazie al digitale e a una politica commerciale particolarmente dinamica, Flixbus ha saputo trasformare in questi anni un prodotto ingrigito dal tempo, come il viaggio in autobus, in un servizio moderno e di successo. “La possibilità di accedere ovunque e in ogni momento a un’offerta capillare per mezzo di un’app pratica e gratuita, in un regime di totale flessibilità alimentato da un sistema di pricing dinamico si è rivelata una strategia vincente”, riassume Andrea Incondi, managing director per l’Italia dell’ex start-up europea e alumno d.o.c. con una laurea e un master in via Sarfatti.

Un insieme di elementi che ha fatto breccia soprattutto presso le nuove generazioni.

Sì, il modello di pricing, analogo a quelli utilizzati dalle principali compagnie aeree, e l’implementazione di un sistema di prenotazione multipiattaforma hanno giocato un ruolo cruciale presso il pubblico di giovani e, in particolare, tra i tanti studenti e lavoratori fuori sede che hanno apprezzato l’accessibilità economica dell’offerta. A questo si aggiungono alcune innovazioni, come la disponibilità di prese elettriche e Wi-Fi a bordo, che ormai sono un imperativo in una società iperconnessa come quella odierna. Tra i progetti in via di sperimentazione c’è anche la distribuzione a bordo di occhiali 3D, con cui puntiamo a portare sui nostri autobus la realtà aumentata.

Lo stop legato alla pandemia ha colpito però duro il settore, quali contromosse avete messo in atto per reggere l’urto?

Quello degli autobus è stato, fra i comparti del trasporto collettivo, quello in assoluto più colpito dall’emergenza sanitaria, complice l’assenza di un supporto tempestivo da parte del Governo, che ha ignorato la richiesta d’aiuto proveniente dal settore, nonostante la sua importanza (nel 2019 solo Flixbus ha trasportato ben 10 milioni di persone in tutto il Paese) e la sua centralità per migliaia di Italiani residenti in aree collegate esclusivamente via autobus e pertanto a rischio isolamento. In corrispondenza del lockdown abbiamo ibernato la totalità del network in Italia, per poi riattivare gradualmente i collegamenti. Le città attualmente servite sono circa 280, su oltre 500 servite prima della pandemia.

Prima di tutto questo il mercato italiano cresceva a un ritmo superiore alla media mondiale, nonostante non siamo un paese molto digitalizzato, come se lo spiega?

Un fattore determinante è la voglia di viaggiare diffusa, a cui si contrappone tuttavia un gap infra-strutturale che penalizza proprio chi vuole spostarsi. Molte delle regioni italiane appaiono tuttora scarsamente collegate dai mezzi tradizionali, con interi territori lasciati scoperti e in larga parte iso-lati. Il servizio di FlixBus ha anche una grande valenza sociale: mettere in relazione centri medi e piccoli con le città maggiori del Paese e con i suoi nodi strategici, per contribuire a valorizzare un patrimonio nazionale dal valore inestimabile. In questo periodo delicato di rilancio dell’economia, il trasporto in autobus è chiamato a ricoprire un ruolo significativo per i tanti fuorisede che ora fanno ritorno nelle città in cui studiano o lavorano, ma anche per il rilancio del turismo.

Quali sono le linee di espansione che oggi guidano la crescita globale di FlixBus?

Tra gli obiettivi fondamentali che guidano l’operato di FlixBus, in Italia come all’estero, vi è l’intermodalità nei trasporti, ovvero l’implementazione di un sistema di mobilità integrata nel quale la combinazione di più mezzi collettivi si sostituisca progressivamente a quello privato. I valori alla base di questo modus operandi, che contempla, per esempio, l’ampliamento delle interconnessioni tra gli hub della mobilità collettiva sul territorio nazionale, come stazioni ferroviarie ed aeroporti, per mezzo del servizio FlixBus, sono l’attenzione all’ambiente e anche alle esigenze di un’utenza che ai vettori del trasporto richiede una sempre maggiore praticità.

La rivoluzione della mobilità elettrica, che è già una realtà nell’ambito dei trasporti urbani, in che misura vi coinvolge o vi ispira?

Ci consideriamo pionieri nell’implementazione di soluzioni green nell’ambito delle autolinee a media e lunga percorrenza, non solo per quanto riguarda la mobilità elettrica ma rispetto all’utilizzo di fonti di energia alternative al gasolio. Oltre a essere stati i primi a lanciare sulla lunga percorrenza una linea 100% elettrica in Francia, abbiamo stretto un accordo in Germania per il lancio del primo autobus a lunga distanza completamente alimentato a idrogeno, e più recentemente abbiamo implementato un nuovo test sulla linea Dortmund-Londra con l’installazione a bordo dei primi pannelli solari: una sperimentazione che ci ha consentito di ridurre il consumo di carburante del 7% con una conseguente diminuzione delle emissioni di CO2. Siamo impazienti di scoprire quanti e quali benefici la scienza e la ricerca porteranno a questo settore perché vogliamo che un’industria ritenuta tradizionalmente statica possa invece dimostrarsi all’altezza delle aspettative di una società sempre più responsabile e impegnata sul fronte ambientale.

Andrea Incondi e la Bocconi
“Il percorso formativo in Bocconi è stato fondamentale per saper interpretare uno scenario in continua evoluzione e per coltivare il giusto spirito di imprenditorialità che dovrebbe essere prerequisito indispensabile di ogni manager”. Così Andrea Incondi rilegge, alla luce della sua carriera, i trascorsi bocconiani, iniziati nel 2004 con un Bachelor of Arts in Business Administration e completati nel 2009 con la conclusione del Master of Science in Management. L’attuale Managing Director di FlixBus ha mosso i primi passi nelle HR di Henkel per poi passare al ruolo di Trade Marketing Manager in Fater (Joint venture tra Procter&Gamble e il Gruppo Angelini) e approdare, quattro anni dopo, al dipartimento di Business Development di FlixBus, dove, dal 2015, ha il compito di coordinare lo sviluppo del mercato italiano. “Se considero la mia carriera nel suo insieme, penso che la volontà di destreggiarmi fra unità diverse, con funzioni differenti, abbia avuto un forte impatto sulla formazione della mia persona come Managing Director”, commenta il giovane manager. “Questa diversificazione mi ha permesso di comprendere appieno tutte le potenzialità del “sistema azienda” e individuare quelle sinergie che sono in grado di valorizzarlo al meglio”.



di Emanuele Elli

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