Quasi 20 milioni di minuti di videolezioni visti: e' il bilancio della didattica online
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Quasi 20 milioni di minuti di videolezioni visti: e' il bilancio della didattica online

LA DIDATTICA A DISTANZA CHIUDE' CON OLTRE 10 MILA VIDEO CARICATI E 10 MILA STUDENTI A SEGUIRE LE 8.500 SESSIONI LIVE. NUMERI DIETRO I QUALI SI NASCONDE UN GRANDE LAVORO DI ORGANIZZAZIONE, COME RACCONTA LEONARDO CAPORARELLO, DELEGATO DEL RETTORE PER L'ELEARNING

Terminate le ultime lezioni online, la didattica a distanza redige un bilancio di questi due mesi e mezzo di attività. Resa operativa in meno di trentasei ore, ma sulla base di un’esperienze già maturate negli anni dal Built Bocconi, oggi si racconta con questi numeri: quasi 20 milioni di minuti di videolezioni visualizzati, oltre 10 mila video caricati (visualizzati più di 1,1 milioni di volte), 10 mila studenti che hanno seguito almeno una delle 8.500 sessioni live.

Dietro ai puri dati c’è però sempre molto di più, in questo caso un enorme lavoro di organizzazione, ascolto degli input da parte delle parti coinvolte, affinamento della risposta. “Il bilancio complessivo è molto positivo”, spiega Leonardo Caporarello, delegato del rettore per l’e-learning e direttore del Bocconi University Innovations in Learning and Teaching (Built). In particolare, “la risposta di tutti gli attori coinvolti (docenti, studenti, staff) è stata molto proficua e addirittura migliore di quanto ci saremmo aspettati. Il modo in cui abbiamo collaborato tutti è un ottimo esempio di team agile, interfunzionale e coeso”.

Oltre alle reazioni delle persone, Caporarello fa un bilancio degli aspetti più legati alla tecnologia e alla metodologia: “Riguardo a quest’ultima, le sperimentazioni pregresse ci hanno permesso di non adottare un approccio unico e deciso dall’alto, ma di puntare su di uno più basato sull’ascolto, dato che le esigenze didattiche sono spesso molto diverse tra loro. Un approccio in cui si decide dall’alto è forse più efficiente, ma è meno inclusivo”.

C’è poi il versante tecnologico: “Anche qui, le esperienze precedenti sono state di grande aiuto”, continua Caporarello. “Ci siamo dati degli standard minimi interni e c’è stato un grande lavoro di regia sia per garantire la sicurezza, sia per garantire un alto livello qualitativo”.

Ad aule virtuali chiuse, si sta guardando all’anno accademico che comincerà a settembre, ragionando su quella che sarà la nuova normalità di un insegnamento che dovrà comunque fare i conti con le regole del distanziamento sociale: “Stiamo immaginando possibili soluzioni. L’idea è quella di avere un modello che, a prescindere dalla distanza fisica, permetta agli studenti un'interazione efficace ed un dialogo costruttivo con il docente, oltre che tra di loro”.

di Andrea Celauro

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