Pasquale si laurea in carcere in economia aziendale
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Pasquale si laurea in carcere in economia aziendale

IL PROGETTO ATTIVATO NEL 2016 DALLA BOCCONI E DALLA AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA LOMBARDA HA VISTO IL SUO PRIMO LAUREATO NELLA SESSIONE DI APRILE APPENA CONCLUSA. A LUGLIO, ALTRI DUE DETENUTI COMPLETERANNO IL PERCORSO

Pasquale Genovese è il primo detenuto che si laurea in economia aziendale e management all’Università Bocconi. Quarantacinque anni, ospite nella casa di reclusione di Opera (Milano), Pasquale ha discusso la sua tesi dal titolo “Dall’idea alla realizzazione: come sviluppare un progetto di accoglienza integrando arte, cultura tecnologia e turismo” nella sessione online di laurea triennale che si è tenuta a metà aprile. Pasquale Genovese è il primo, ma non l’unico: nella prossima sessione di luglio, altre due persone completeranno il loro percorso di studio.

Tutto ha avuto origine nel 2016, quando l’Università Bocconi e l’Amministrazione Penitenziaria della Lombardia hanno avviato un progetto di mobilità sociale e rieducazione volto a dare ai detenuti delle case di reclusione italiane l’opportunità di frequentare dal carcere gli studi del corso di laurea triennale in economia aziendale e management. Il progetto coinvolge 24 docenti della Bocconi ed è aperto a un massimo di 10 studenti all’anno (con pene superiori ai 5 anni) individuati attraverso graduatoria di merito tra gli utenti delle case di reclusione di tutta Italia che abbiano ricevuto il parere favorevole da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Per essere ammessi, i candidati devono superare il test standard di ammissione ai corsi di laurea triennali dell’Ateneo.

“L’iniziativa esalta alcuni dei valori su cui si fonda l’Università Bocconi, quelli di una società aperta, della solidarietà e della mobilità sociale. Il fine di questo progetto è offrire agli studenti detenuti un’occasione di arricchimento non solo intellettuale e professionale, ma anche personale, grazie al costante rapporto umano tra docenti e studenti”, spiega Carlo Salvato, professore di strategia aziendale della Bocconi e coordinatore del progetto. “Qualcuno di loro potrà in futuro trovare lavoro grazie al titolo Bocconi, come già accaduto a uno dei laureandi”.

Una volta avviato il corso, i docenti inviano in carcere le registrazioni delle lezioni tenute in aula e, grazie al supporto dell’amministrazione e della polizia penitenziaria, si recano a Opera per incontrare gli studenti e tenere gli esami nell’area pedagogica del carcere.

“Sono più di dieci anni che mi dedico agli studi universitari e alla cultura in generale, prima con sociologia poi con filosofia e infine con economia. Mi sono reso conto che la cultura è forse l’unica vera ricchezza che l’uomo ha a disposizione. A prescindere ovviamente dai sentimenti, i valori e i principi che ognuno possiede”, ha scritto poi Genovese in una lettera all’Università. “Ricchezze materiali come auto e soldi sono effimere perché possono sparire da un giorno all’altro. Invece la cultura, una volta ingerita, metabolizzata e sedimentata dentro di noi, niente e nessuno può togliercela. Non la possiamo perdere e non ce la possono rubare”. E, in riferimento al tema della tesi di laurea, spiega: “Il lavoro che propongo nella mia tesi non è soltanto un’idea imprenditoriale ma anche la volontà di rimediare al torto che ho fatto alla mia famiglia e la mia terra”.

di Andrea Celauro

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