Trionfo della Bocconi sui campi del Principato
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Trionfo della Bocconi sui campi del Principato

LA SQUADRA DI TENNIS DEL BOCCONI SPORT TEAM VINCE A MONTECARLO LO EUROPEAN CLAY COURT CHALLENGE. IN FINALE UN SECCO 3 A 0 A CAMBRIDGE

A meno di sei mesi dal trionfo di Fabio Fognini, sono ancora i colori italiani a imporsi sui campi in terra rossa a picco sul mare del Country Club di Montecarlo. E’ toccato questa volta alle giocatrici e ai giocatori del team dell’Università Bocconi imporsi a forza di dritti e rovesci  in una prestigiosa competizione con alcuni dei migliori atenei del continente. Nell’edizione 2019 dello European Clay Court Challenge i tennisti del Bocconi Sport Team, Gabor Borsos, Nicolas Carlone, Marco Micunco, Micol Devescovi, Francesca Denti, Eleonora Bellavita, hanno sconfitto nel loro girone i campioni in carica di Hec Paris e la Oxford University, entrambe per 3-0 (ogni confronto prevedeva un singolare maschile, uno femminile e un doppio misto), quindi in semifinale gli svizzeri di Sant Gallen per 2-1 e Cambridge in finale ancora con un netto 3-0. “Siamo partiti fortissimo”, racconta Arianna Magagnoli, coach e accompagnatrice della squadra, “dominando entrambi i match del girone grazie all’apporto di tutti i giocatori e le giocatrici della squadra. E’ prestigioso giocare su questi campi, il torneo è organizzato benissimo e anche il livello è piuttosto alto. Basti pensare che tra i nostri giocatori c’è anche Gabor Borsos, iscritto al Master in Food and Beverage della SDA, che ha collezionato già sette presenze nella squadra di Coppa Davis dell’Ungheria”.

Ma al di là di questi picchi, il livello medio del team Bocconi è davvero alto, con molti seconda categoria. Come Francesca Denti, studentessa iscritta al secondo anno del Biem,  per esempio:  “Ero già stata al Country Club di Montecarlo in precedenza come spettatrice del Master 1000 che si svolge ogni anno ad aprile”, dice Francesca, “ma tornarci da giocatrice è tutta un’altra cosa. E’ un’emozione difficile da descrivere, ma quello che mi ha colpito è stata l’organizzazione nel suo complesso, degna davvero di un grande torneo. L’atmosfera tra noi giocatori era rilassata e amichevole fuori dal campo, ma durante i match c’era grande agonismo perché giocare per la squadra ti dà una spinta in più”. “

“Anche cambiarsi negli stessi spogliatoi che solitamente ospitano i grandi del tennis mondiale è un’esperienza emozionante e uno dei motivi per i quali non scorderò mai questa competizione”, dice Nicolas Carlone, 23enne di Garbagnate, laureato in Scienze motorie e adesso iscritto al primo anno di Economia e finanza, classifica 2.4 Fit “ma già con i punti sufficienti a diventare 2.3. Fino all’anno scorso facevo tornei anche all’estero, nel circuito ITF, da quest’anno ho un po’ diradato e gioco soprattutto in Italia. A Montecarlo anch’io ero stato da spettatore e allora non avevo certo pensato che avrei giocato sullo stesso campo in cui giocano abitualmente Nadal e Djokovic…”
 

di Davide Ripamonti

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