Julia Cattin, e' bocconiana l'imprenditrice francese dell'anno
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Julia Cattin, e' bocconiana l'imprenditrice francese dell'anno

LA RIVISTA USINE NOUVELLE HA INCORONATO LA TRENTENNE CHE HA RISOLLEVATO LE SORTI DEL GRUPPO MOMENTUM DOPO ESSERE SUCCEDUTA AL PADRE SCOMPARSO ALL'IMPROVVISO

Per Usine Nouvelle, una rivista di attualità economica e professionale, l’imprenditrice francese dell’anno è Julia Cattin, trentenne alumna Bocconi, amministratrice delegata di Momentum, un gruppo a proprietà famigliare da 14 milioni di euro l’anno che comprende principalmente due aziende, Fimm e Manuvit, attive nella produzione di macchinari e utensili per il sollevamento e la movimentazione di carichi pesanti.

A Julia, laureata al BSc in International Economics and Management della Bocconi nel 2012, mancavano due esami alla conclusione del MSc in Economics and Social Sciences, nel 2014, quando è dovuta rientrare in Francia per la scomparsa del padre. Il gruppo di famiglia, in quel momento, comprendeva un’azienda produttrice di telai e pedali per biciclette da corsa di alta gamma e le due imprese produttrici di macchinari e utensili per il sollevamento e la movimentazione di carichi pesanti. Il giorno successivo la sua morte, il padre avrebbe dovuto firmare l’acquisizione di un terzo operatore dello stesso settore. «Mio padre è scomparso all’improvviso, il giorno del mio ventiseiesimo compleanno. Non era mai stato malato e non esistevano piani per la successione», ricorda l’imprenditrice. «Io studiavo alla Bocconi pensando a una carriera nelle organizzazioni internazionali e mia sorella è un’artista a Berlino. Sono stata costretta a decidere se cambiare vita da un momento all’altro».

Julia si è subito trovata a prendere decisioni sofferte. La società produttrice di telai era in grave crisi e rischiava di far sprofondare anche le altre, tanto che Julia ha preferito cederla a un gigante del settore degli sci, Rossignol, per concentrare i suoi sforzi sul resto del business. «Mi sono tornati in mente i 30 anni della sua vita che mio padre ha dedicato al gruppo di famiglia e ho pensato che non poteva finire così», racconta Julia. Grazie alla cessione, l’imprenditrice ha potuto investire nel business del sollevamento e movimentazione, con l’intenzione di puntare sempre di più sull’innovazione, che in quel settore significa soprattutto progettare macchinari che rispondano alle esigenze specifiche dei clienti, applicando i principi dell’ergonomia per evitare usura e danni alle persone. Questa politica si è dimostrata estremamente efficace, se in pochi anni il fatturato del gruppo è cresciuto del 30% e quello di Manuvit del 50%. Le Poste francesi, per esempio, sono clienti di Momentum e i loro operatori rischiano di soffrire problemi alla schiena per il continuo chinarsi a raccogliere buste e pacchi da pile che, assottigliandosi, si abbassano. Manuvit, allora, ha progettato carrelli stivatori a livello costante, che si alzano quando la pila di buste si assottiglia, assicurando che l’operatore possa sempre compiere il gesto meno usurante.
 
Nonostante l’improvviso cambiamento di vita, Julia trova elementi di continuità con i suoi anni alla Bocconi. «Mi stavo indirizzando all’economia dello sviluppo», spiega, «perché volevo fare qualcosa che potesse cambiare le cose, migliorare il mondo intorno a me. Ora lo sto facendo in un modo diverso, progettando prodotti che possono migliorare la condizione di chi fa uno stesso movimento 100 volte al giorno e mantenendo la produzione in Francia nonostante la forte concorrenza, come ha sempre voluto fare mio padre. Inoltre, la conoscenza di lingue e culture diverse e l’apertura mentale che mi sono venute dall’Università si sono rivelate determinanti per la mia attività».

Nella foto di Danielle Aspis, Julia Cattin alla cerimonia di consegna del premio come imprenditrice francese dell’anno
 

di Fabio Todesco

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