Accountant, chi e' costui? Non chiamatelo Fantozzi
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Accountant, chi e' costui? Non chiamatelo Fantozzi

GLI STEREOTIPI, SEPPUR DISTORTI COME NEL CASO DEL RAGIONIER UGO, SERVONO COME GUIDA NELLE INTERAZIONI SOCIALI. UNO STUDIO BOCCONI METTE PERO' IN LUCE LE REALI PERCEZIONI E CARATTERISTICHE

di Ariela Caglio e Mara Cameran, rispettivamente associato e ricercatrice presso il Dipartimento di accounting

Chi è costui? È domanda che, nell’ottavo capitolo dei Promessi Sposi, don Abbondio si pone a proposito del filosofo greco Carneade. Noi, invece, ce la siamo posta con riferimento all’accountant, una figura professionale rispetto alla quale esistono immagini, opinioni e percezioni contrastanti.
In tanti si ricordano di Fantozzi Ragionier Ugo, che ha incarnato la quintessenza della goffaggine e delle disgrazie dell’impiegato medio diventando in Italia lo stereotipo dell’accountant. Uno stereotipo può essere definito come una raccolta di caratteristiche (legate all’aspetto, alla personalità, alle competenze, ecc.) che hanno lo scopo di descrivere i membri di un gruppo. Le semplificazioni caratteristiche degli stereotipi servono per far fronte alla nostra limitata capacità di elaborare dati complessi. Gli stereotipi portano ordine nel nostro ambiente sociale, da un lato abolendo la varietà individuale e, dall’altro, rendendo possibile fare delle inferenze nei confronti di persone sulle quali non si hanno informazioni. Gli stereotipi servono, quindi, come guida per l’interazione sociale anche quando sono distorti. Essi sono parte della conoscenza collettiva della società.
Partendo da queste premesse, in un articolo scritto insieme a Jane Klobas dal titolo What is an Accountant? An Investigation of Images, in corso di pubblicazione sulla European Accounting Review, abbiamo indagato le percezioni di diversi gruppi, inclusi gli accountant stessi. L’indagine ha coinvolto circa 1.800 rispondenti tra studenti di discipline economiche e non, neo-assunti e persone che lavorano da non più di 2 anni come accountant. Il questionario utilizzato includeva domande sulle caratteristiche personali e fisiche (come, per esempio, l’accountant è timido, è noioso, è trendy), sulle competenze associate alla professione (per esempio il lavoro dell’accountant richiede competenze IT, leadership, abilità di problem-solving) e sui risultati professionali (per esempio l’accountant gode di prestigio, guadagna molto). I rispondenti dovevano esprimere il proprio accordo o disaccordo in merito.
I risultati evidenziano tre distinte percezioni. Quella prevalente (36% dei rispondenti) mostra un professionista moderno, al passo con i tempi e che, nonostante gli scandali che a più riprese hanno interessato la professione, presenta standard di integrità professionale assai elevati. La seconda (34% del campione) è simile a quella tradizionale del ragioniere: lavoro noioso, aspetto fisico di chi lo esercita non attraente, ma soggetti affidabili e capaci.

Infine, per il 30% l’accountant e la relativa professione non presentano elementi connotanti né positivi né negativi, con l’unica eccezione della professionalità, ritenuta elevata in tutte e tre le percezioni rilevate. Le caratteristiche dei rispondenti sono importanti: maggiore è la distanza dalla professione (come studenti di facoltà non economiche), meno è attraente la percezione, che invece è assai positiva per chi, pur non rientrando nel novero degli accountant, li conosce di persona. Anche la fonte che ha determinato la percezione è rilevante: coloro che si basano sulle informazioni che hanno ricevuto dai mass media hanno un’immagine meno positiva.
Infine, la nostra indagine mostra che la percezione che gli accountant hanno di loro stessi cambia nel tempo: se i neo assunti hanno una immagine assai positiva su tutti i fronti, chi ha più esperienza mostra una sorta di disillusione per quanto riguarda la caratteristica della professionalità. Starà alle nuove generazioni cambiare questa percezione, grazie al loro operato, continuando ad investire in abilità chiave quali la capacità organizzativa, la diligenza professionale e le conoscenze tecniche.
 

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