#WelcomeToBocconi: i consigli di 20 alumni
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#WelcomeToBocconi: i consigli di 20 alumni

PER INIZIARE L'AVVENTURA UNIVERSITARIA CON UNA MARCIA IN PIU' BASTA ASCOLTARE I SUGGERIMENTI DI CHI QUESTA AVVENTURA L'HA GIA' FINITA. E RICORDARSI CHE L'IMPORTANTE E' SAPERE COGLIERE LE OPPORTUNITA', MA ANCHE IMPARARE A COSTRUIRSELE CON L'AIUTO DI COMPAGNI E PROFESSORI

Dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra: Giorgio Starace, Francesca Gargaglia, Gionata De Stefanis, Giovanni Ciullo, Eleonora Giorgi, Marco Quattrone, Carlo Valentini, Cesare De Giorgi, Virginia Stagni, Silvia Candiani, Benedetta Arese Lucini, Marco Palladino, Francesco Filippucci, Tommaso Arenare, Giovanni Cova, Selene Biffi, Ruben Gaetani, Silvia Sciorilli Borrelli, Federica Colli Vignarelli, Tia Taylor.

Giorgio Starace, laureato nel 1982, ambasciatore italiano in Giappone
“Giusto qualche consiglio mirato: sfruttate al meglio il fatto che in Bocconi siete così ben seguiti dai docenti e cogliete l’occasione che vi offre l’Università, che rappresenta un momento di condivisione perché invita a confrontarsi e a studiare insieme, per imparare a lavorare in gruppo. Oggi saper fare team è una capacità fondamentale da possedere. E poi, sfruttate le estati per fare esperienze di lavoro all’estero. Utilizzare l’estate per un’internship in azienda vi può aiutare moltissimo a capire come gira il business e come opera il mercato del lavoro. Più un bocconiano viaggia all’estero e allarga i propri confini più è bocconiano: la Bocconi, infatti, deve creare una classe dirigente aperta al mondo”.
 
Francesca Gargaglia, laurea in Giurisprudenza nel 2015, Italian desk leader presso PWC Africa
“Sfruttate tutte le opportunità che la Bocconi offre, non limitatevi alle lezioni. Oltre all’associazionismo, gli exchange e le diverse esperienze. Frequentate i corsi di lingua che propone l’Università, io ne ho frequentato uno di cinese ed è stato determinante nella mia scelta del campus abroad a Pechino, una delle mie prime esperienze dall’altra parte del mondo. È lì che ho capito che volevo farmi le ossa all’estero, che, almeno per qualche anno, volevo vivere da expat. Ed è durante quella prima esperienza, tra l’altro, che ho scoperto la rete di alumni Bocconi nel mondo. C’è poi una cosa che mi preme dire: non è vero che studiare giurisprudenza permette di lavorare solo in Italia. Con la preparazione di corporate e international law fornita dalla Bocconi si può farlo ovunque nel mondo”.
 
Gionata De Stefanis, laureato al Cleacc nel 2015, Strategic Planner @Grey - WPP group
“Sembra un paradosso, ma le opportunità migliori sono fuori dall’aula. Bocconi&Jobs per entrare in contatto coi migliori employers internazionali, le serate col regista PIF, le lezioni d’arte con Philippe Daverio, l’opportunità di incontrare Milena Gabanelli, e poi le associazioni B-wine, B-food… il menù è davvero ampio basta solo essere affamati. Di conoscenza. Questo è quello che davvero ti fa sentire un privilegiato: avere tra le mani un mondo di opportunità tra cui scegliere. In Bocconi, la conoscenza non ha confini. Impari dalla diversità delle persone che incontri e delle esperienze che vivi. Nel campus, a Milano e nel mondo. A proposito: fate SEMPRE l’exchange. E non fidatevi di chi vi dice che ci sono università inaccessibili, cambia sempre di anno in anno! Insomma, Mamma Bocconi sa sempre sorprenderti. Per accorgersene basta essere curiosi”.
 
Giovanni Ciullo, laurea in economia aziendale nel 1997, giornalista del settimanale D di Repubblica
“Stay open: è quello che direi a ogni studente. La cosa più importante degli anni dell'università in generale, in un'università internazionale come la Bocconi in particolare, è di farsi sempre trovare aperti al mondo, agli altri, soprattutto a chi è più lontano o diverso da noi. Nascono amicizie che poi durano una vita e magari diventano amori, network, occasioni di lavoro. Per questo consiglio anche di sfruttare tutte le opportunità di scambio con altre università, i corsi all'estero, gli stage ecc. Poi cercate di fare uno sport di squadra: calcio, pallavolo, basket. Vi prepara al team building e alla gestione della competizione. E aiuta nello studio. Ultimo consiglio: sappiate che la gestione del tempo è il vero valore aggiunto che ti regala la Bocconi. Il tempo dello studio o degli esami, quello per il networking o il tempo libero”.
 
Eleonora Giorgi, laureata in economia aziendale nel 2014, marciatrice della Nazionale
La prima cosa che mi hanno insegnato lo sport e l’università è che non si deve mollare mai. Ad esempio se, come è successo a me, il primo esame dovesse andare male (era matematica!). Non bisogna arrendersi alle prime difficoltà e si deve tenere duro nonostante la delusione. Piuttosto, bisogna organizzarsi bene il tempo, come ho imparato a fare per gestire la mia attività sportiva. In questo, la Bocconi aiuta moltissimo, perché il calendario delle lezioni è pubblicato per intero a inizio anno. Di conseguenza, non abbandonate le vostre passioni perché è possibile dedicarvisi insieme allo studio. Anzi, trovo che siano complementari: l’allenamento mi permetteva di staccare dallo studio, lo studio mi consentiva di non pensare solo all’allenamento. Ultima cosa: non procrastinate!
 
Marco Quattrone, laureato in Marketing management nel 2008, direttore marketing del Corriere della Sera
L’offerta della Bocconi è incredibile: traete spunto da tutto, ma selezionate poche cose su cui puntare davvero. Stage e internship sono occasioni per verificare se quello che state studiando coincide con ciò che vorrete fare. Per me ha fatto la differenza un’esperienza a New York su arte e media. Al rientro ho cercato uno stage al marketing del Corriere della Sera, dove sono rimasto. Coltivate i vostri talenti e le vostre passioni, il percorso di studi può chiarirvi se possono diventare una professione. Quando studiavo marketing ho capito che potevo unirlo alla mia passione per il giornalismo: l’approdo al Corriere è stata la differenza tra l’avere un’occupazione e fare un lavoro che appassiona. Da ultimo: il confronto con i vostri colleghi è vitale, aiuta a vivere bene l’Università, ma ritagliatevi dei momenti per fare le cose da soli.
 
Carlo Valentini, laureato all’Emit nel 2009, co-founder e marketing manager CrowdFundMe
Non sempre il percorso che si è immaginato prima di cominciare è quello giusto: scegliete corsi ed esperienze nelle aziende o all’estero sulla base di ciò che veramente vi appassiona. Io ho fatto la triennale al Cleacc con l’obiettivo di diventare un dirigente sportivo e sfruttando ogni occasione che mi forniva l’Università per approfondire quel settore… per poi rendermi conto che quell’ambito non faceva per me e che in realtà volevo dedicarmi allo studio dell’innovazione. Riguardo alle esperienze in azienda, questo è il mio consiglio: fatele nelle aziende più grandi perché sono quelle che hanno davvero un modello di lavoro e possono insegnarvelo. E non aspettate che quell’azienda vi cerchi solo per la posizione che avete in mente. La rinuncia a uno stage nel commerciale è il mio rimpianto più grande.
 
Cesare De Giorgi, laureato in economia aziendale nel 1992, CEO & shareholder di H4U
"Ho vissuto la Bocconi a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta, quando già l’ambiente era molto più all’avanguardia rispetto a quello delle altre università: esistevano già esperienze internazionali e soprattutto tante occasioni di costruire relazioni con la comunità Bocconi durante gli studi e mantenerle dopo. Il mio consiglio è dunque, da un lato di cogliere tutte le opportunità distintive che questa università mette a disposizione per ampliare la propria conoscenza; dall’altro lato, di iniziare fin da subito a frequentare quegli alumni che condividono gli stessi valori e che hanno intrapreso il percorso che si vuole seguire in futuro. Le iniziative promosse dall'Università e dagli alumni sono ottime occasioni per crescere ed avere utili contatti. Riassumendo: puntate su extensive learning e networking”.
 
Virginia Stagni, laureata al Cleacc nel 2015, Business Development Manager per il Financial Times
L'Università è un primo grande passo nel mondo dei grandi. Questa esperienza vi darà tantissime lezioni di vita ma soprattutto vi porterà a conoscere meglio voi stessi. Applicatevi ovviamente nello studio, ma non abbiate paura dal prendere parte a iniziative extra-curriculari: tante di queste saranno fondamentali per la vostra carriera e la vostra formazione. Cercate di trovare un filo rosso nei vostri studi: cercate qualcosa che davvero vi appassioni, un'area particolare in cui vorreste applicare al meglio le capacità che acquisirete man mano: tenetela sempre come spinta fondamentale che vi spingerà anche nei momenti più complessi e difficili. Appassionatevi: questo il mio fondamentale consiglio. Lasciatevi coinvolgere e inglobare il più possibile da questa avventura unica che ricorderete per il resto della vostra vita.

Silvia Candiani, laureata in economia aziendale nel 1993, amministratore delegato Microsoft Italia
Buon primo anno, un anno prezioso nel quale ho conosciuto compagni che sono diventati nel tempo amici, colleghi o professionisti che incontro spesso nel mio lavoro. Ho accettato sfide ambiziose da docenti in grado di aiutarci a capire il senso di quanto stavamo apprendendo. Oggi, in un mondo che si evolve ad una velocità impensabile quando sono entrata in Università, le competenze cambiano allo stesso ritmo e le sfide davanti a noi sono ancora più ambiziose. Affrontate questo primo anno con la consapevolezza che sarà l’inizio di un percorso di continuous learning che vi arricchirà. Siate curiosi, con la voglia di imparare da tutte le situazioni, anche quelle in cui magari sbaglierete. Oggi, questo è quello che serve per trovare la propria strada in un’organizzazione o per creare la propria azienda. Vi auguro anche di fare tante amicizie e di imparare a lavorare insieme agli altri, perché mi piace ricordare spesso un proverbio che recita: “Chi vuole arrivare primo corre da solo, chi vuole arrivare lontano cammina insieme”.
 
Benedetta Arese Lucini, laureata al Degree in International economics and management nel 2004, co-founder Oval Money
State per iniziare un percorso che non solo vi renderà dei professionisti ma vi darà anche strumenti per crescere come persone. Approfittate di questa grande occasione: studiate, siate voraci e curiosi. Non abbiate paura di quello che non conoscete. Tre consigli. Uno: per il curriculum partite sempre dalla fine, se avete scalato un monte, nuotato intorno a un’isola o se amate i thriller giapponesi scrivetelo. La vita che fate fuori dall’università vi forma e dice di voi molto più di un voto. Due: non tutto si impara in aula. Mettetevi alla prova, andate per il mondo, entrate nelle aziende, fate stage. Studiare marketing è interessante, metterlo in pratica è meraviglioso e difficile ed è molto diverso. Tre: la tecnologia e l’analisi dei dati sono e saranno al centro delle trasformazioni. Non bisogna temerli ma imparare a usarli e conoscerli. Se comincerete oggi, guadagnerete un vantaggio che vi aiuterà durante tutto il vostro percorso. 

Marco Palladino, laureato in economia e scienze sociali nel 2018, associato di ricerca presso Insead
Gli anni dell’Università mi hanno insegnato soprattutto una cosa: quanto sia importante mettersi in gioco nella vita associativa. Io l’ho fatto con il think tank Tortuga. È questo il consiglio che mi sento di dare a chi sta entrando oggi: nelle associazioni si trova uno spazio ulteriore e complementare rispetto a quello dello studio e rappresenta un’attività che è non solo arricchimento personale e di competenze, ma che aiuta molto ad apprendere la corretta gestione del tempo. Questo elemento, il time management, è forse uno degli elementi più importanti che permette di fare propri la Bocconi. I corsi di laurea di questa università, poi, sono diventati via via sempre più multidisciplinari: questo è un approccio decisivo, sfruttatelo. E infine, mostratevi sempre proattivi.
 
Francesco Filippucci, laureato in economia e scienze sociali nel 2017, PhD presso la Paris School of Economics
Iscrivetevi o fondate un’associazione fin dai primi momenti del vostro ingresso all’Università, fin dal primo semestre. Tortuga, l’associazione che ho creato come think tank di politica economica, mi ha dato modo di incontrare e lavorare con persone che condividevano il mio interesse per questi temi e di stringere relazioni importanti e collaborazioni internazionali. Insegna ad avere progetti in un ambiente, come quello della Bocconi, che è molto internazionale e pieno di stimoli. E poi: siate pronti a imparare a programmarvi le attività e non temete, vi troverete in un ambiente che nel quale potrete ritagliarvi il vostro spazio: la Bocconi è fatta di mille anime e mille esperienze diverse, è un ambiente molto variegato.
 
Tommaso Arenare, laureato in economia aziendale nel 1993, consulente di Egon Zehnder
La nostra università ci aiuta fin da studenti a disegnare una strada chiara verso il futuro. Per me la Bocconi è stata occasione insostituibile di imparare ad aprimi a un mondo senza confini, che cominciò proprio con un periodo di scambio negli Stati Uniti. Oggi ancora di più la Bocconi permette di essere internazionali, digitali, innovare, confrontarsi e, soprattutto, scegliere e trovare tra i colleghi studenti e i professori esempi di grande valore. Fin da studente la Bocconi offre il modo di scambiare opinioni e confrontarsi con persone diverse e straordinarie. A chi comincia oggi dico: trovate il tempo di costruirvi, insieme allo studio, un network di rapporti di fiducia che vi accompagnerà per decenni. Buon lavoro!
 
Giovanni Cova, laureato in economia politica nel 1998, presidente Qmi Stardust
Se dovessi tornare indietro e darmi un consiglio, mi direi di approfittare degli anni dell’Università per guardarmi intorno, dato che quello è il momento per fare la scelta più importante riguardo al proprio futuro. Dedicate molto tempo a parlare con le persone, ascoltate testimonianze che provengono da ambiti diversi: soo così vi chiarirete le idee e capirete quali potrebbero essere i più adatti per voi. Prima lavoravo in finanza, grazie alla testimonianza di un relatore che lavorava nel marketing legato al cinema, ho capito cosa volevo realmente. E non dimenticate quella che secondo me è una delle competenze più importanti oggi: sapere comunicare, in ogni forma. Imparate l’eloquenza e sfruttate occasioni come i lavori di gruppo, a volte sottovalutati, ma molto importanti.
 
Selene Biffi, laureata al Diem nel 2005, Imprenditrice sociale, Nazioni Unite
Costruirsi fin da subito un profilo professionale adatto all’ambito a cui si ambisce di entrare alla fine degli studi: è quanto mi sento di suggerire ai ragazzi che stanno affrontando ora l’università. È fondamentale infatti riuscire a crearsi un curriculum che, nonostante la giovane età e gli studi ancora in corso, faccia capire ad un possibile datore di lavoro che la competenza, l’entusiasmo e la voglia di fare non mancano. Quindi via con gli stage, le conferenze, le esperienze di volontariato e i progetti individuali, imparare una lingua, aprire una startup, creare un’associazione o magari pubblicare qualcosa. Avere una marcia in più fa sempre la differenza, e quale occasione migliore degli anni universitari per provare qualcosa di nuovo?
 
Ruben Gaetani, laureato in discipline economiche e sociali nel 2010, assistant professor of Strategy all’Università di Toronto
Il mio sogno era fare il giornalista come mio padre. Entrai quasi subito nel giornale studentesco Tra i Leoni, e ci rimasi, come direttore, fino all’ultimo mio giorno in Bocconi. Ricordo lunghe sere a discutere di politica con la redazione, sveglie all’alba per caricare in spalla centinaia di copie fresche di stampa, montagne di burocrazia per ottenere fondi e spazio fisico. Alla fine, con sollievo di mio padre, abbandonai il mio sogno. Ma gli anni in Tra i Leoni mi hanno insegnato tanto di ciò che mi è servito per diventare un accademico. Cercate compagni di viaggio che vi stimolino a capire il mondo, che abbiano opinioni diverse dalle vostre. Che vi spingano ad avere idee, ma siano pronti a criticarle quando si rivelano inconsistenti. Non abbiate paura di dare tutte le vostre energie per le vostre passioni.
 
Silvia Sciorilli Borrelli, laureata in giurisprudenza nel 2010, giornalista presso Politico
Tre cose: fate un’esperienza internazionale, anche se breve, vivete l’università a tutto tondo, coltivate il vostro network. Durante l’università sono volata negli Usa, ma se tornassi indietro andrei in Asia. E poi, non limitatevi allo studio, ma frequentate i professori, confrontatevi con i colleghi nei lavori di gruppo, litigateci se necessario. State a contatto con gli altri, insomma. Lavorando a Londra noto la differenza nei laureati della Bocconi: hanno una marcia in più che gli deriva dal fatto di non frequentare l’Università solo per dare esami ma di essere immersi in una comunità viva. E qui siamo al terzo punto: il network. A distanza di otto anni siamo ancora tutti in contatto, una rete che mi è utile anche per il mio lavoro. Su questo, un ultimo consiglio: fate lo stage il prima possibile.
 
Federica Colli Vignarelli, laureata in amministrazione, finanza e controllo nel 2016, junior fund manager presso Anthilia Capital Partners SGR
Pensate alla vostra idea di università e dimenticatela: la Bocconi è una meravigliosa giungla di opportunità, dominata dalla legge della gaussiana. È una pletora di stimoli, confronti, scontri. Un ring in cui gli incontri sono all’ordine del giorno e le sfide più difficili quelle con te stesso. Sarete messi alla prova: stress, pressione, ritmi, scadenze, ansia da prestazione. Caffè, sigarette, redbull, notti insonni. Sarete magri sotto natale e pallidi a metà luglio. Tutto questo per cosa? Per prepararvi a quello che c’è dopo. Al mondo reale, quello del lavoro. Quello verso cui la Bocconi vi spingerà di forza, aiutandovi a capire chi vorrete ma soprattutto chi non vorrete diventare. A dosare talento e ambizione. La Bocconi è una fonte inesauribile di occasioni, sfruttatela. Cogliete ogni spunto, concedetevi ogni possibilità. Discutete con i docenti, diventate rappresentanti, scrivete sul giornale, parlate in radio, andate all’estero, partecipate alle cene, ai concerti, alle mostre, sedetevi in prima fila alla più noiosa delle conferenze. Siate sopra la media, non solo dei vostri voti.
 
Tia Taylor, laureata in International economics and management 2017, content creator e influencer
Primo: non pensate di poter studiare tutto all’ultimo minuto. Andate a tutte le lezioni e tenete sempre il passo rispetto al lavoro che vi è stato assegnato. Questo renderà la vostra vita più facile quando sarete sotto esami. Secondo: non rendete però lo studio la vostra unica priorità. Fate anche altro, io per esempio ho dato lezioni d’inglese e ho iniziato a sperimentare su Internet diventando una youtuber. Esperienze che mi sono tornate utili quando ho iniziato a cercare lavoro. Terzo: fate amicizie. Uscite dalla vostra comfort zone. Io mi sono sforzata di fare amicizia con i miei compagni italiani e così ho imparato moltissimo sulla cultura italiana. E poi studiare in gruppo è più divertente. Una delle cose più belle della Bocconi è la possibilità di conoscere persone e realtà diverse da te. Ti apre la mente. Quarto: godetevi questo momento. Quando finisce non torna più. Sfruttate il fatto di essere in un ambiente così internazionale e approfittate di questa opportunità ed esperienza unica.

 

di Andrea Celauro

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