Buone notizie: invecchieremo
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Buone notizie: invecchieremo

LA QUOTA DI POPOLAZIONE OLTRE I 65 ANNI E' IN CONTINUA CRESCITA IN TUTTO IL MONDO, CON GIAPPONE, ITALIA E GERMANIA A FARE DA APRIPISTA E DA LABORATORIO DI INNOVAZIONE. PERCHE' IL FENOMENO PUO' ESSERE VISTO ANCHE COME UN'OPPORTUNITA', CHE PUO' ESSERE COLTA SOLO CON CAMBIAMENTI RADICALI

di Francesco Billari, professore ordinario di Demografia

C’è un'alternativa all'invecchiamento. Ed è piuttosto semplice: morire. Perché cominciamo ad invecchiare nel momento stesso in cui siamo nati.
Il fatto che gli individui di tutto il mondo, e le popolazioni in generale, stiano invecchiando è una delle conseguenze tangibili del magnifico progresso dell'umanità. Non dobbiamo quindi dimenticare che l'invecchiamento della popolazione, oltre ad essere una sfida fondamentale per le nostre economie e società, offre anche importanti opportunità che richiedono azioni innovative.

Che cosa intendiamo per invecchiamento della popolazione? Per dirla in parole semplici, l'aumento della quota della popolazione che supera una determinata età, convenzionalmente posta a 65 anni. Le Nazioni Unite stimano che oltre 680 milioni di persone, pari al 9% della popolazione mondiale, abbiano più di 65 anni. L'attuale gruppo "d'argento" è concentrato prevalentemente nei paesi ricchi, dove il 18% della popolazione ha più di 65 anni. Inoltre, le donne sono la maggioranza di questo gruppo, circa il 55%. Ma il vero megatrend è l'invecchiamento globale, che si renderà rapidamente evidente: si prevede che entro il 2050 il numero di persone di età superiore ai 65 anni sarà più che raddoppiato, fino a superare 1,5 miliardi a livello globale.
Come siamo arrivati a questo punto?  In primo luogo, grazie alla lotta contro la morte precoce e le malattie. L'aspettativa di vita globale alla nascita ha raggiunto circa 72 anni, rispetto a circa 56 anni mezzo secolo fa, con una vita più lunga per le donne. Si tratta di un progresso notevole, a un ritmo vicino a un ulteriore anno di aspettativa di vita ogni tre anni, ovvero otto ore al giorno. In secondo luogo, grazie alla capacità di controllare la riproduzione umana. A livello globale, abbiamo raggiunto una media di meno di 2,5 figli a coppia, dove 2,1 è il livello «speciale» che, a lungo termine, renderebbe stabile la popolazione. Avendo meno figli, possiamo investire più risorse su di loro, sia come genitori, sia come società. Questo processo generale di riduzione della mortalità e della fertilità è noto come «transizione demografica» e l'invecchiamento della popolazione è una conseguenza meccanica di tale processo.
 
Non solo una minaccia
Tendiamo a considerare l'invecchiamento della popolazione come una minaccia, con l'aumento dei costi sanitari, la difficoltà di sostenere i sistemi di sicurezza sociale, forse una minore propensione all'innovazione e una minore produttività. Alvin Hansen coniò il termine «stagnazione secolare» durante il suo discorso presidenziale del 1938 all'American Economic Association, un'idea che è stata ripresa più recentemente da Lawrence Summers, che ha definito la situazione nei paesi ricchi, con un eccesso di risparmio rispetto agli investimenti desiderati, come «l'età della stagnazione secolare». Tuttavia, poiché l'invecchiamento è un fenomeno completamente nuovo, gli esempi che ci vengono dal passato sono di utilità relativamente limitata.
 
Invecchiare e crescere
Possiamo trasformare l'invecchiamento della popolazione in un'opportunità, anziché una minaccia? Alcune prove positive sono già disponibili: in uno studio, Daron Acemoglu e Pascual Restrepo hanno dimostrato che i paesi che hanno sperimentato un rapido invecchiamento della popolazione sono cresciuti di più negli ultimi decenni. Questa conclusione controintuitiva può essere spiegata con la più rapida adozione delle tecnologie di automazione - potremmo chiamarla Industria 4.0 - nei paesi che stanno invecchiando più rapidamente.
Chi sono i precursori di questo megatrend globale, e quindi i potenziali innovatori? Il Giappone è il paese con la più alta percentuale di popolazione che ha raggiunto o superato i 65 anni, seguito dall'Italia (e anche la Germania non è troppo distante). Questi paesi saranno sicuramente i primi a dover affrontare le sfide dell'invecchiamento della popolazione, ma hanno anche l'opportunità unica di essere i laboratori viventi di risposte innovative. Tuttavia, abbiamo bisogno di un cambiamento culturale, che evidenzi le opportunità offerte dall'invecchiamento, piuttosto che una risposta conservatrice impulsiva: solo un'innovazione radicale ci permetterà di sfruttare il potenziale «dividendo demografico» dell'invecchiamento della popolazione.

Per approfondire
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