L'imprenditore del mattone
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L'imprenditore del mattone

L'ALUMNUS GIORGIO TINACCI HA LASCIATO UN POSTO SICURO IN AZIENDA PER FONDARE UNA STARTUP CHE COMPRA E RIVENDE IMMOBILI A MILANO. PER ORA…

Compra immobili, in genere appartamenti nelle zone semicentrali di Milano (per ora), e li rivende. Casavo è di fatto un intermediario finanziario e una realtà unica nel panorama immobiliare italiano e Giorgio Tinacci, 26enne cofondatore e amministratore delegato,  laureato triennale in Economia aziendale in Bocconi con specialistica in International management, è soddisfatto di questi primi mesi di vita della sua società.
«Siamo partiti ufficialmente a ottobre 2017, poco dopo la mia uscita da Boston Consulting Group», racconta Giorgio, «e finora abbiamo raccolto 9,4 milioni di capitale, in parte equity in parte debito».
L’ambizione di diventare imprenditore è quella che ha spinto Giorgio in questa avventura, facendogli lasciare la strada più sicura dell’azienda: «In Bcg avevo una carriera con tappe abbastanza delineate, ma ho scelto di correre il rischio e di buttarmi anima e corpo in questa avventura, e non ne sono affatto pentito». Casavo, che rappresenta un’opportunità professionale diversa e allettante rispetto a quelle più classiche,  è costituita da un team di 12 persone, tutte under 30, ed è in espansione.

«Abbiamo due canali attraverso i quali operiamo dal lato delle acquisizioni», spiega Giorgio, «uno è quello delle agenzie immobiliari che collaborano con noi e che ci segnalano gli immobili; l’altro è quello dei privati, che accedono al nostro portale, inseriscono i dati del proprio immobile e noi formuliamo un’offerta d’acquisto dopo aver fatto le nostre valutazioni. Dal lato vendita, invece, ci appoggiamo ad agenzie partner, ma proponiamo anche progetti di ristrutturazione e offriamo convenzioni con intermediari creditizi».
Al momento, Casavo ha acquisito 10 immobili, e 5 li ha già rivenduti. E non intende fermarsi. «Il nostro è un modello di business che funziona molto bene in aree metropolitane», prosegue Giorgio, «l’obiettivo da qui a fine 2018 è di entrare a Roma. Per altre città dobbiamo valutare con calma».
 

di Davide Ripamonti

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