Come la nuova Via della seta si spiega guardando anche al passato
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Come la nuova Via della seta si spiega guardando anche al passato

IL CONTRASTO ALLE AMBIZIONI DELLA RUSSIA, L'ESPANSIONE IN AFRICA E IN INDIA E GLI ALTRI SCENARI CHE FANNO DA SFONDO AL PROGETTO CINESE ONEBELTONEROAD

di Andrea Colli, ordinario di Global history

Il 1° gennaio 2017 è stato inaugurato il primo treno merci diretto Pechino-Londra che consente di trasportare beni a un buon prezzo, attraversando l’Asia in un paio di settimane. Dietro all’evento c’è uno scenario suggestivo di cambiamenti geopolitici che la storia può aiutarci a comprendere, per almeno sette motivi. In primo luogo, vi è un evidente parallelo con la Via della seta, l’antica via carovaniera che collegava Asia ed Europa. In secondo luogo, il progetto One-belt-one-road (Obor) è calato nello scenario del «Grande Gioco» che vide confrontarsi l’impero russo e quello britannico.

Il progetto cinese rappresenta una sfida per l’ambizione della Russia di espandere la propria influenza nell’area meridionale, come fecero un tempo gli imperi zarista e comunista. Terzo, Obor offre a stati come Kazakistan e Turkmenistan la possibilità di riconnettersi all’economia mondiale. Quarto, Obor coinvolge India, Medio Oriente e parte dell’Africa, vale a dire un’ampia porzione di mondo post coloniale. L’idea di una coesistenza pacifica è familiare alle ex colonie, che vedono la Cina come un’ex colonia che si è sviluppata con successo. Quinto, riviste e quotidiani accusano spesso la Cina di imperialismo (curiosamente, dati i precedenti europei in materia). Sesto, l’Occidente ha un ruolo inedito in questo processo. Secondo quanto scritto dall’ex Segretario di Stato Hillary Clinton su Foreign Policy nel 2011, gli Stati Uniti devono mantenere saldamente il ruolo di poliziotto del mondo, adattandolo però a un nuovo scenario geopolitico che gravita attorno alla regione del Pacifico.

Infine, il nuovo ordine sembra marginalizzare nuovamente l’Europa. L’unico vestigio della centralità imperiale che fu rimane la partizione del globo stabilita nel 1851, quando Sir George Airy, Settimo Astronomo Reale, l’astronomo del più potente impero al mondo su cui il sole non tramonta mai, decise che il meridiano fondamentale, la linea di longitudine che divideva gli emisferi occidentale e orientale e che segnava l’inizio della Giornata Universale, doveva passare per la lente del suo telescopio, nel piccolo sobborgo londinese di Greenwich.

Per approfondire
 
Al centro degli ingranaggi della politica
La teoria delle secessioni
Così una sentenza impatta sugli accordi internazionali
In Europa l’ostacolo non è la cultura
Dietro l’intervento occidentale nella caduta dei regimi
Perché nascono le multinazionali che poi condizionano il mondo

 

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