I Gipat e la rivoluzione del polistirolo
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I Gipat e la rivoluzione del polistirolo

FLAVIO, FRANCESCO E CARMINE HANNO INVENTATO POLYSHAPER, UNA TECNOLOGIA INNOVATIVA CHE MODELLA IL POLISTIROLO, MATERIALE MOLTO ECONOMICO, DANDOGLI QUALSIASI FORMA SI DESIDERI

Flavio Prattico è dottore di ricerca e ingegnere meccanico e durante i suoi studi si è accorto di un gap presente nel mercato tecnologico relativamente alla produzione dei materiali: “Non esisteva una tecnologia che consentisse di realizzare qualsiasi forma sul polistirolo attraverso l’uso di una macchina a controllo numerico, e così ho costruito e lanciato sul mercato Polyshaper insieme ai miei due soci”, racconta. Sta parlando di suo cugino Francesco Riccio, laureando in Economia e legislazione per l’impresa alla Bocconi e Carmine Gianfagna ingegnere elettronico. Tutti e tre insieme formano i “Giovani imprenditori pronti a tutto” (Gipat). “Attraverso Polyshaper si possono realizzare stampi poco costosi per resine da colata, materiali composti o terracotta; imballaggi personalizzati per pezzi unici”, continua Flavio. “Per quanto riguarda il mercato pensiamo di orientarci più verso la vendita al dettaglio, ma non escludiamo di vendere Polyshaper direttamente alle industrie che producono polistirolo”.

 “Quando Flavio stava maturando l’idea ha incontrato Carmine all’Università degli Studi dell’Aquila e il fatto che fosse esperto di elettronica cascava a pennello. È così che nel 2014 hanno costruito la prima versione di Polyshaper, in legno e molto rudimentale, ma pienamente funzionante”, dice Francesco. “Si sono però accorti di aver bisogno di qualcuno che avesse delle conoscenze economiche, perché l’idea c’era, ma in qualche modo occorreva lanciarla sul mercato. Poi Flavio ha pensato che proprio io, suo cugino, studiavo alla Bocconi”. Francesco racconta di essere stato scettico all’inizio, ma di aver cambiato idea dopo essere stato alla Maker Faire di Roma, evento in cui maker e appassionati si incontrano per presentare i propri progetti e dove Flavio e Carmine hanno presentato il prototipo di Polyshaper: “Abbiamo attirato un sacco di curiosi e interessati, dall’architetto che voleva stampare progetti di case in 3d, a chi voleva produrre modellini particolari”.

I vantaggi di questa macchina sono, da un lato, il bassissimo costo del polistirolo se confrontato con quello degli altri materiali, come la plastica, dall’altro la possibilità di realizzare pezzi singoli o distribuzioni su scala ridotta eliminando l’errore umano che spesso si può riscontrare nel passaggio dal progetto alla sua realizzazione.

La startup ideata dai Gipat è incubata da Speed MI Up, un’iniziativa della Camera di Commercio di Milano e dell’Università Bocconi (con il contributo del Comune di Milano), che aiuta e supporta i nuovi imprenditori nello sviluppo della propria idea di business.
 
 
 
 
 
 

di Benedetta Ciotto

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