Sherlock, la formazione esperienziale per i manager di Bankitalia
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Sherlock, la formazione esperienziale per i manager di Bankitalia

L'UTILIZZO DELLA SIMULAZIONE DI MANAGEMENT RIENTRA IN UN PROGRAMMA TRIENNALE PROGETTATO SU MISURA DA SDA BOCCONI SCHOOL OF MANAGEMENT E DAL SUO LEARNING LAB

Grazie a SDA Bocconi School of Management e al suo laboratorio per l’innovazione didattica, i manager di Banca d’Italia mettono alla prova le loro abilità negoziali. L’esperienza è assicurata dalla management simulation Sherlock, una delle metodologie didattiche innovative utilizzate all’interno di ASSO, un ampio programma di formazione manageriale di Banca d’Italia della durata di tre anni, tuttora in corso, cucito su misura da SDA sulle esigenze dell’Istituto. “Il programma ha coinvolto oltre 500 manager della rete territoriale della Banca”, spiega Paola Schwizer, coordinatore di ASSO per SDA Bocconi, “con le finalità di sviluppare un’identità condivisa e stimolare la propensione allo sviluppo delle persone, alla collaborazione e all’innovazione”.
 
ASSO è la risposta di Banca d’Italia alle nuove sfide che si trova ad affrontare. Tra di esse, lo sviluppo e il rinforzo delle competenze dei manager che si troveranno a gestire dinamiche negoziali sia interne, sia esterne. L’utilizzo di Sherlock, in particolare, sensibilizza sull’importanza dell’attività investigativa preliminare, che consiste nella conoscenza approfondita della controparte e dei valori dell’oggetto negoziale. “L’errore comune” spiega Leonardo Caporarello, direttore del Learning Lab di SDA Bocconi e coordinatore dei corsi di Negoziazione e influenza, “è scambiarsi poche informazioni per cercare di raggiungere subito un’intesa. E invece, maggiore è il tempo che s’investe nella parte investigativa, migliore risulta l’accordo”.
 
Nel corso della simulazione, i partecipanti vestono i panni di un esperto esterno di una negoziazione, il cui compito è supportare una delle parti proponendo suggerimenti di cui la simulazione tiene traccia. Sherlock è divisa in quattro fasi. Alla fine di ogni fase al partecipante è concessa l’opportunità di cambiare le proprie scelte, mettendole a confronto con quelle prese da tutti coloro i quali hanno utilizzato Sherlock dal suo primo go-live. Circa un terzo dei partecipanti rischia di cadere nell’errore di essere influenzato dalla maggioranza. “È l’effetto della dinamica dell’influenza”, spiega Caporarello. “Più siamo preparati, meno siamo influenzabili”. I risultati sono poi discussi in aula, in fase di debriefing. “I partecipanti apprezzano: la media di valutazione della qualità dell’iniziativa è di 9,5 su 10”, afferma Paolo Pizzi, responsabile del programma ASSO per Banca d’Italia.
 
“È fondamentale che i nostri corsi abbiano una valenza esperienziale”, dice Anna Fredella, responsabile della formazione di Banca d’Italia. “Simulazioni ed esperienze concrete contribuiscono a rimettere in discussione vecchi schemi mentali”. Grazie a Sherlock, commenta Pizzi, “l’aula diventa un laboratorio. La simulazione è parte di una nuova metodologia che riteniamo molto efficace e che prevede quattro fasi: un questionario di self-assessment per orientare a scegliere la competenza sulla quale esercitarsi; l’attività di preparazione anche con video-lezioni che servono tra le altre cose a creare confidenza col docente; la sperimentazione in aula; e infine, quattro mesi dopo, la riflessione su come sono cambiati i propri comportamenti”.

di Claudio Todesco

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