OPINIONI |

Piu' cultura finanziaria

A PECCARE È SOPRATTUTTO QUELLA DEGLI IMPRENDITORI. LA STRUTTURAZIONE E L'APERTURA INTERNAZIONALE DEL SISTEMA FINANZIARIO INVECE SONO OK

di Raffaele Jerusalmi, laureato Bocconi nel 1988, amministratore delegato di Borsa Italiana

Via Sarfatti 25 ha chiesto a sette bocconiani cosa c'è di buono e cosa di meno buono nell'Italia che produce. Ecco il punto di vista di Raffaele Jerusalmi

Raffaele Jerusalmi

Positivo: la capacità d’innovazione dell’impresa
Le imprese italiane non sono solo capaci di innovare e di superare le difficoltà congiunturali, ma sono leader in centinaia di nicchie di mercato, come dimostra una recente rilevazione della Fondazione Edison, che vede l’export delle imprese italiane nelle prime tre posizioni mondiali in un migliaio di nicchie di mercato su 5.000.

Negativo: il quadro giuridico/amministrativo
Anche gli imprenditori più motivati potrebbero perdere la pazienza e trasferirsi all’estero di fronte a tempi e pratiche burocratiche senza eguali in Europa. Non attraiamo più investimenti dall’estero, ma non ne attraiamo più neppure dagli attori nazionali. Si deve accelerare il cambiamento muovendosi con concretezza e semplicità.

Positivo: l'apertura internazionale del sistema finanziario
Il 96% degli investitori istituzionali delle società del Ftse Mib proviene dall’estero. È un aspetto molto importante, in un Paese dove il mercato non ha un forte sostegno da parte dei fondi pensione e di altri soggetti istituzionali nazionali.

Negativo: la capacità del sistema bancario di erogare credito
Il sistema bancario soffre della mancanza di una governance con vigilanza unica a livello europeo. Inoltre la difficoltà di erogare credito dipende anche dalla regolamentazione sempre più stringente: se alle banche si chiedono maggiori requisiti di capitale e l’utilizzo di una minore leva finanziaria, l’esito non può che essere una maggiore selettività nell’erogazione del credito.

Positivo: la strutturazione del sistema finanziario
In compenso si va strutturando, da un po’ di anni, un sistema finanziario più articolato, con l’ingresso di nuovi attori tra cui i fondi di private equity. In questo nuovo scenario, il credito bancario e la quotazione non sono più le uniche opzioni e anche Borsa Italiana ha potuto aprire nuove strade sempre più a misura di pmi, lanciando un’iniziativa come Elite, che accompagna le imprese più promettenti in un percorso di crescita e di avvicinamento ai mercati finanziari e all’apertura del capitale.

Negativo: la cultura finanziaria degli imprenditori
Se nel mercato ci sono più capitali che opportunità per impiegarli il motivo va ricercato anche nella cultura finanziaria degli imprenditori italiani, poco inclini all’apertura del capitale e alla trasparenza. E’ sempre più necessario che gli imprenditori comprendano che la crescita dimensionale è un fattore chiave e che può essere raggiunta attraverso soluzioni diverse, ognuna delle quali presenta pro e contro, che si devono saper valutare.

Positivo: la cultura finanziaria dei cittadini
Se fino agli anni ’90 il livello è stato piuttosto basso, ci sono stati successivamente netti miglioramenti. Intendiamoci, non abbiamo ancora raggiunto una condizione ideale, basti pensare che non esistono programmi di alfabetizzazione finanziaria  nelle scuole superiori, ma molte storture sono state risolte.

Negativo: la fiscalità su finanza e lavoro
Nell’ottica di una crescita ottenibile attraverso capitali di mercato, la tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax, è un nonsenso, perché ostacola una raccolta efficiente del capitale. Ma anche una pressione fiscale come quella italiana sul lavoro contribuisce ad allontanare gli investitori.

 

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