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14/10/2004 - Campus
Toga e tocco per i nuovi laureati
Una cerimonia per festeggiare i bocconiani al termine del triennio

Alla proclamazione dei 763 laureati triennali della sessione di luglio, i primi a concludere il corso di studi alla Bocconi secondo il nuovo ordinamento, sono volati in aria altrettanti tocchi, i copricapo neri che, da secoli, contraddistinguono gli appartenenti al mondo universitario.

Gli studenti (e, dopo di loro, quelli delle sessioni successive) sono tornati in Università per una solenne cerimonia di consegna dei diplomi che, con il nuovo ordinamento, diventa il momento simbolico culminante del loro corso di studi. La riforma universitaria che ha introdotto il sistema del 3+2 ha, infatti, abolito la discussione della tesi e gli studenti della Bocconi apprendono il giudizio sul loro lavoro finale e il voto di laurea attraverso il servizio di agenda elettronica che l’Università mette a loro disposizione su internet. Un modo un po’ freddo per concludere un’esperienza significativa come quella universitaria. La Bocconi ha voluto, così, restituire enfasi a un momento importante della vita accademica.

Secondo uno schema che si ripeterà nel tempo, la mattinata del 28 luglio, organizzata su due turni, alle 9 e alle 12, si è aperta per gli studenti con il ritiro della toga e del tocco, i capi di abbigliamento destinati a diventare simbolo dell’appartenenza al mondo Bocconi, dal momento che l’Ateneo li ha donati ai giovani laureati.

I laureati si sono diretti nelle cinque grandi aule della Bocconi (Maggiore, Notari, Manfredini, Perego e Zappa) per ascoltare un saluto del rettore, Carlo Secchi, e ricevere il diploma di laurea dalle mani dei direttori dei nove corsi di laurea triennali dell’Università. L’intera cerimonia è stata filmata e a ogni laureato è stato inviato il dvd dell’evento.

Anche dopo la cerimonia, al momento delle tradizionali fotografie tra i leoni dell’atrio, il sentimento prevalente era la gioia e non il senso di liberazione che, con l’ordinamento quadriennale, segnava in alcuni casi lo sfogo della tensione a conclusione della discussione della tesi.

"Mi auguro che un momento simbolico come la cerimonia di laurea", ha auspicato il rettore Secchi, "contribuisca a mantenere il legame anche emotivo tra i laureati e quella che è stata la loro Alma Mater, una nutrice intellettuale che vuole continuare ad accompagnarli, con le diverse iniziative di formazione permanente, anche nel corso della vita professionale".

Il legame tra la stragrande maggioranza dei primi laureati del nuovo ordinamento e l’Università Bocconi proseguirà sicuramente per almeno altri due anni: il 91% dei laureati ha già fatto richiesta di ammissione alle lauree specialistiche biennali.

"Dovete essere orgogliosi del vostro risultato, come ne è orgogliosa l’Università", ha detto Secchi nel corso del suo saluto. "Il futuro appartiene a voi e dovrete continuare a guadagnarvelo, ma pensiamo che questi tre anni siano stati una buona premessa". Il rettore ha sottolineato come i 763 studenti siano un terzo di quelli che, tre anni fa, hanno cominciato il loro percorso di studi secondo il nuovo ordinamento. Una così alta percentuale di studenti che conclude i corsi entro i termini stabiliti (con i laureati dell’autunno si arriva ai due terzi) conferma l’efficacia della riforma e dell’assetto organizzativo introdotto alla Bocconi per ridurre i tempi di conseguimento del diploma.

L’uso della toga e del tocco per distinguere gli appartenenti al mondo universitario è conseguenza dell’origine storica di molti atenei, sviluppatisi nel Medio Evo da scuole religiose.

L’abbigliamento prevalente era quello clericale, molto vicino, in quegli anni, a quello monastico. Gli antecedenti della toga e del tocco non venivano, perciò, indossati solo in occasioni particolari, come accade oggi, ma nella vita universitaria di tutti i giorni. Accadeva a Oxford fin dalla sua fondazione, nel 1214. Lo statuto dell’università di Coimbra, nel 1321, prescriveva un codice di abbigliamento molto sobrio.

Proprio a Oxford la toga, da fattore omogeneizzante, è diventata con il tempo elemento distintivo, tanto che ogni college dell’Università ha adottato colori propri. Per il futuro, alla Bocconi, si pensa a fogge e colori caratterizzanti per i diversi corsi.

Il tocco ha avuto, nel corso dei secoli, varie evoluzioni, a partire dal semplice copricapo monastico a zuccotto. Il modello comunemente utilizzato oggi deve la sua diffusione all’uso che se ne faceva storicamente a Oxford.

Se, nell’Europa moderna, l’esatta foggia di toga e tocco sono indeterminate e vengono lasciate all’estro di chi le utilizza, gli Stati Uniti hanno scelto un approccio sistematico, convocando una Intercollegiate Commission, nel 1895 presso la Columbia University. Ne derivò un codice dettagliato che, pur con le modifiche apportate nel 1932, 1959 e 1986, rimane tuttora in vigore. Il tipo di toga indossato in alcuni momenti cerimoniali indica non solo il livello della carriera accademica ma, attraverso un codice di colori, anche la facoltà frequentata. È regolata persino a posizione del laccetto posto sopra il tocco: va portato a destra prima del conseguimento della laurea, a sinistra dopo.

Fabio Todesco


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