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Come promuovere l'empowerment femminile

, di Paola Profeta - ordinaria presso il Dipartimento di scienze sociali e politiche
Dalle quote rosa ai role model utili a sconfiggere gli stereotipi: la ricerca dell'uguaglianza di genere e della pari dignita' si raggiunge cosi'. Ma il vero obiettivo e' rendere la societa' piu' efficiente e meritocratica

Nell'economia, nella politica, nell'accademia le posizioni decisionali sono ancora in gran parte occupate da uomini. Secondo l'EIGE, European Institute for Gender Equality, in Europa le donne rappresentano oggi in media il 33% dei presidenti e membri dei consigli di amministrazione delle maggiori imprese, il 22% degli amministratori delegati, il 32,6% dei membri dei parlamenti nazionali, il 34% dei membri dei governi locali, il 26,6% dei presidenti e membri degli organi decisionali delle accademie nazionali della scienza.

In Italia la situazione è particolarmente critica nel campo delle scienze, dove le donne sono solo il 12,5%. Negli organi di controllo delle società quotate invece, le donne hanno ormai raggiunto il 42,6%, grazie soprattutto all'introduzione di quote di genere nei consigli di amministrazione e collegi sindacali richiesta dalla legge 120/2011 (legge Golfo-Mosca). Prima dell'introduzione di quote di genere le donne erano solo il 7%.

Le quote di genere rappresentano ormai una best practice a livello internazionale: dopo dieci anni di discussione, a fine 2022 è stata approvata la direttiva Europea che prevede quote di genere per i consigli di amministrazione delle grandi società quotate in Europa con l'obiettivo di raggiungere il 40% di rappresentanza di entrambi i generi tra i consiglieri non esecutivi e il 33% complessivamente. A questa misura si accompagnano altre best practice che prevedono misure per incrementare la presenza di donne nelle posizioni apicali, quali la certificazione della parità di genere per le aziende, introdotta in Italia a partire dal 2022. Questa si inserisce nella linea europea proposta dalla strategia 2020-2025, che introduce per le aziende meccanismi incentivanti di trasparenza nei salari per raggiungere l'obiettivo di "equal pay for equal work of equal value".

Perché è importante promuovere l'empowerment e la leadership femminile? Molti studi recenti provano a dare una risposta che va al di là delle motivazioni di uguaglianza e pari rappresentanza. Si tratta infatti anche di ragioni di efficienza. Se le donne hanno gli stessi livelli di istruzione, competenza e talenti degli uomini, come è noto che accada ormai in tanti campi nelle nostre società, restringere le posizioni decisionali al solo genere maschile non garantisce la migliore selezione possibile. Un processo virtuoso può iniziare se fare spazio a donne qualificate significa rinunciare a uomini meno qualificati con la conseguenza che allargare alla platea femminile aumenta la probabilità di avere leader - uomini e donne - mediamente più qualificati. A conferma di questo argomento, l'introduzione di quote di genere in Italia si è accompagnata all'aumento del livello di qualificazione dei membri degli organi di governo societario (Ferraro et al., 2022). Ovviamente la condizione necessaria per avviare questo processo è l'esistenza di un pool di donne con elevate qualifiche che per motivi legati a discriminazione o semplicemente per poca attenzione alla rappresentanza di genere non venivano considerate per tali posizioni.

Un altro elemento importante è il risultato ottenuto dalle donne in posizione di leadership: le donne possono cambiare l'agenda decisionale, proponendo politiche che a loro volta rinforzino l'empowerment femminile (Profeta, 2020). In politica, per esempio, la presenza di donne in posizione di leader si accompagna a una maggiore spesa pubblica in servizi per l'infanzia, che a sua volta sono fondamentali per l'occupazione delle madri e la riduzione dei differenziali di genere.

Infine, l'empowerment femminile è importante perché donne e uomini sono diversi e lo stile di leadership femminile in mondi tradizionalmente maschili può creare valore a partire dall'innovazione. Decenni di studi sperimentali hanno mostrato che le donne sono più avverse al rischio degli uomini, tendono ad essere meno competitive e ad avere un orizzonte temporale di lungo periodo. Anche durante la pandemia, le donne in posizioni decisionali hanno preso decisioni diverse dagli uomini, spesso più orientate al lungo periodo.

Come promuovere l'empowerment femminile? Esistono campi in cui la situazione è più critica, per esempio nel campo delle STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) dove le donne sono sotto-rappresentate a partire dall'istruzione. Insieme al divario di genere nel digitale questa situazione è preoccupante, poiché questi campi saranno sempre più rilevanti e a elevato rendimento nei lavori di domani. Non mancano esempi illustri, oggi e nella storia, come Samantha Cristoforetti, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini e Marie Curie.

I role model sono importanti per motivare le ragazze e mostrare alla società che la leadership femminile è possibile, equa ed efficiente. Contribuiscono anche a superare l'ostacolo principale, che è quello di tipo culturale. Secondo i dati della World Value Survey che misurano gli stereotipi espliciti di genere più del 15% degli italiani è d'accordo con l'affermazione "Gli uomini sono leader nel business migliori delle donne". La ricerca più recente mostra che gli stereotipi impliciti sono ancora più acuti e diffusi di quelli espliciti e riguardano tutti, imprenditori, managers, lavoratori. Senza neanche rendersene conto, questi stereotipi svolgono un'azione potentissima nell'indirizzare le decisioni di assumere o promuovere donne. Rimuoverli è complicato, ma è una sfida da affrontare e vincere se l'obiettivo è promuovere l'empowerment femminile.