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Universita' Bocconi
07/02/2011
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Quell'estratto conto di 15 anni fa

Ricordando che non ci è possibile rispondere a quesiti personali, facciamo però chiarezza su un elemento di una domanda il cui tema, ancora una volta, riguarda la successione

È possibile risalire ad estratti conto di 15 anni or sono? Chiedo questo, in quanto un giorno si potrebbe presentare la possibilità che un fratello falsamente dichiari di essere intestatario di una casa al 50% avendo pagato la sua quota, quando invece nostro padre gliela intestò solo per una questione di convenienza. Nel caso più si potesse risalire tramite documentazione bancaria, esiste un modo per dimostrare che il fratello in realtà non ha versato un soldo? Magari se la legge imponesse a lui di dimostrare quando potrebbe asserire sarebbe ancora meglio.

lana1972@libero.it
 
 
risponde Emanuele Lucchini Guastalla, ordinario di diritto privato alla Bocconi
 
In questa rubrica, come abbiamo già precisato in altre occasioni ai nostri lettori, non rispondiamo a quesiti troppo personali legati a questioni ereditarie. Per dare risposte esaurienti sarebbero necessarie informazioni private molto dettagliate, in assenza delle quali la risposta fornita non sarebbe mai del tutto esatta.  
Premesso questo, possiamo comunque rispondere quanto segue.
 
Per legge gli istituti bancari conservano gli estratti conto dei propri clienti solo per 10 anni, poi solitamente eliminano tutta la documentazione perché i costi di archiviazione diverrebbero elevatissimi.
 
E, anche se fosse possibile risalire agli estratti conto di 15 anni fa, non è detto che questa documentazione possa costituire una prova sufficiente per dimostrare la reale natura della compravendita stipulata. Per dimostrare che non si tratta di una vera e propria vendita e/o acquisto, bensì di un contratto di donazione (nel vostro caso, lei scrive che l’intestazione al fratello è stata fatta da vostro padre solo per convenienza) è solitamente necessario promuovere un giudizio il cui esito è difficilmente prevedibile.
 
Casi come questo confermano ancora una volta l’opportunità di compiere atti della cui natura non si possa dubitare una volta che, venuto meno uno o entrambi i genitori, si apra la successione, con tutte le relative questioni ereditarie che ne possono derivare.

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