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Universita' Bocconi
30/06/2010
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La sanita' diventa globale

Al via in Bocconi dal prossimo anno accademico un corso di Global health. Il primo in Italia a livello undergraduate

La salute è un diritto fondamentale dell’uomo, riconosciuto sia in Italia sia nel resto del mondo. In tempi di globalizzazione, però, il problema si sposta dai singoli ambiti nazionali e perfino internazionali, intesi come rapporti tra gli Stati-Nazioni, a quelli che possiamo appunto definire "globali". "La salute è un diritto soggetto non solo a politiche nazionali e locali, ma anche ai processi di globalizzazione", dice Eduardo Missoni, docente del Dipartimento di Analisi istituzionale e Management pubblico e coordinatore del gruppo di salute globale del Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell’Università Bocconi . Da qui, appunto, l’appellativo di Global health per definire un’area di ricerca che analizza le relazioni tra la globalizzazione e la salute umana, focalizzandosi soprattutto sui problemi sanitari di interesse transnazionale, e che sarà al centro di un nuovo corso opzionale undergraduate che partirà in Università Bocconi il prossimo settembre.

"Il nostro sarà il primo corso in Italia dedicato al Global health in una facoltà di studi non sanitari a livello undergraduate", spiega Missoni, docente del corso assieme a Fabrizio Tediosi e Guglielmo Pacileo, "e anche in campo internazionale siamo a conoscenza solo di poche esperienze a livello graduate. Tuttavia è tema molto attuale, con forti implicazioni in campo economico, istituzionale, demografico e giurisprudenziale, ambiti disciplinari tradizionalmente forti in Bocconi". Il tema riguarda un settore, quello della sanità, di ampie prospettive, ancora in parte poco esplorate, che non necessita solo di competenze mediche, ma anche di professionalità con formazione differente, economica, sociale, manageriale e legale, che possano trovare sbocchi nelle amministrazioni pubbliche, nell'industria farmaceutica, oppure nelle grandi istituzioni internazionali come il Wto e la Banca Mondiale, oltre naturalmente alla Who, oppure ancora nel settore non profit e dell'impresa sociale.

"Oggi i grandi attori in campo sanitario sono transnazionali", riprende Missoni, "cresce il ruolo delle multinazionali, quello della filantropia – prima fra tutte la Fondazione Bill & Melinda Gates - e quello delle ong, così come sono transnazionali i grandi fenomeni legati alla globalizzazione, basti pensare al cambio climatico, alle migrazioni, alle epidemie, che travalicano ampiamente i confini degli Stati".
Proprio per questo, la salute globale richiede oggi competenze multidisciplinari sia per le politiche, sia per la gestione, "ed è importante rendere accessibili corsi base in salute globale agli studenti di tutte le facoltà", continua il docente della Bocconi.

Il corso in programma in Bocconi, dove tra l’altro è attiva da 11 anni l’esperienza italiana di più vecchia data per quanto riguarda la formazione post laurea con il Master on International Healthcare Management Economics and Policy (MIHMEP), sarà strutturato in due parti. La prima introduce gli studenti alla Salute Globale, analizzando le relazioni fra il processo di globalizzazione, lo sviluppo economico e la salute umana, nonché la governance globale della salute e il suo impatto sui sistemi sanitari e sull’accesso ai servizi. La seconda parte, dopo un’introduzione ai sistemi sanitari dei paesi poveri, analizza: a) le relazioni fra gli aiuti allo sviluppo in sanità e i sistemi sanitari; b) i sistemi di finanziamento e di incentivazione per aumentare l’accesso e la qualità dei servizi sanitari; c) l’erogazione dei servizi e il management sanitario nei paesi poveri.
 
Davide Ripamonti

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