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Universita' Bocconi
01/03/2010
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Impresa sociale, la Cina la prossima frontiera?

Dal 15 marzo Giorgio Fiorentini sarà in Cina, ospite in una serie di convegni, per capire se il modello italiano è esportabile. E per verificare se il sistema cinese è pronto

Perseguire i dettami dell’impresa sociale, innanzitutto la continuità e la stabilità, in uno dei paesi, la Cina, in più rapida e profonda trasformazione, dove il lavoro intensivo e “a termine” sembra la regola. Progetto realistico o idea ambiziosa e ancora prematura? E’ quanto cercherà di appurare Giorgio Fiorentini, professore di economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche all’Università Bocconi e docente del Master in management delle imprese sociali, non profit e cooperative della Sda, in occasione di una serie di tre seminari sul tema “Rallentare per uno sviluppo economico più in armonia con l’uomo e con l’ambiente” in programma il 15 marzo e i giorni successivi a Shanghai, Nanchino e Hangzhou.

Gli incontri si inseriscono nell’ambito della quarta edizione della “Giornata mondiale della lentezza”, che si svolgerà proprio a Shanghai il 15 marzo (le prime tre edizioni si sono svolte a Milano, New York e Tokyo), promossa da “L’arte di vivere con lentezza onlus” per riflettere su ritmi di vita più umani e sui danni economici, sociali e ambientali di una vita frenetica.

“Il tema dell’impresa sociale ben si adatta al contesto di 'lentezza' in cui viene inserito in questa occasione”, dice Fiorentini, “proprio perché si propone la distribuzione degli utili in una logica ‘slow’ e paziente, non parossistica, con cadenza continuativa e votata al mantenimento di lunga durata”. Una visione in apparenza contrastante con quella di un paese dove è molto diffuso il modello dell’impresa ‘mordi e fuggi’, a rapido e intensivo sfruttamento.

“In apparenza è così”, continua Fiorentini, “eppure di recente ci sono state dichiarazioni importanti da parte del primo ministro cinese che ha parlato di impresa sociale come formula da mettere in pratica, e in effetti si tratta di un modello che si adatta molto bene al sistema politico e sociale cinese”.

Tuttavia esistono anche alcune ombre e la missione esplorativa del professor Fiorentini ha lo scopo di dissiparle: “Sappiamo tutti che in Cina la democrazia è ben lontana dall’essere intesa come la intendiamo noi oggi nel mondo occidentale e d’altronde la democraticità è uno degli aspetti che caratterizzano i processi decisionali di un’impresa sociale”, spiega il docente della Bocconi, “uno degli scopi del mio viaggio è capire se, in una realtà come quella cinese, l’impresa sociale può dare un apporto al sistema locale o se invece potrebbe trovare blocchi od ostacoli di qualche tipo”.
Davide Ripamonti

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