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Universita' Bocconi
23/12/2009
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Comparti che rendono bene

Banche, dati 2008: in ottima salute il leasing, il factoring e il credito al consumo

di Pierpaolo Ferrari, docente dell'Area intermediazione finanziaria e assicurazioni della Sda Bocconi

Negli ultimi anni è molto cresciuto, nel sistema finanziario nazionale, il peso dei comparti del leasing, del factoring e del credito al consumo. Questi tre comparti rappresentano circuiti di allocazione delle risorse finanziarie che vanno a completare e a integrare il complesso dei prodotti e servizi riferibili al comparto bancario. Non a caso, sono diverse le tipologie di operatori che nel corso degli anni si sono affermate su tali mercati: società finanziarie specializzate monoprodotto o pluriprodotto, società captive di matrice industriale, banche ‘specializzate’ e banche ‘generaliste’.

I recenti fenomeni di concentrazione e di crescente pressione concorrenziale riscontrabili in questi tre mercati, con le inevitabili conseguenze sulla numerosità, sulla scala dimensionale e sugli equilibri economici degli operatori, hanno finito per rendere l’ingresso su ciascuno di tali mercati un’opzione strategica da ponderare con la massima cura e, in ogni caso, non perseguibile senza una dotazione di risorse, di competenze e professionalità altamente specializzate.
 
L’offerta in Italia di leasing, di factoring e di credito al consumo è oggi costituita in netta prevalenza da intermediari finanziari specializzati, generalmente monoprodotto e, talvolta, pluriprodotto. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di intermediari di emanazione bancaria: leasing, factoring e credito al consumo, pur con intensità diverse, sono considerate attività che, pur potendo essere svolte direttamente da una banca ‘universale’, possono essere valorizzate se svolte in unità organizzative esterne in grado di sfruttare economie di dimensione e di specializzazione.
 
Il mercato italiano del leasing finanziario rappresenta, in termini di volumi, il terzo mercato in Europa, dopo quello britannico e tedesco, e svolge un ruolo non trascurabile nel finanziamento degli investimenti produttivi nazionali: nel corso del 2008 lo ‘stipulato’ complessivo è stato pari a 38,8 miliardi di euro. Alla fine dell’esercizio, i crediti per beni in leasing erano oltre un quinto dello stock di finanziamenti a medio termine complessivamente erogati alle imprese italiane da parte del sistema bancario.
 
Il mercato italiano del factoring ha registrato una crescita tale da rappresentare a fine 2008 il terzo mercato europeo e mondiale in termini di flusso annuo dei crediti acquistati, dopo Gran Bretagna e Francia: il volume complessivo dei crediti oggetto di operazioni di factoring nel 2008 è stato pari a circa 122 miliardi di euro. Di questi, il 68,3% ha riguardato crediti ceduti senza rivalsa nei confronti del cedente, mentre il residuo 31,7% ha riguardato crediti con rivalsa. L’aumento dei prestiti ottenuti dalle imprese italiane a fronte della cessione di crediti commerciali attraverso il factoring ha consentito di allentare, almeno parzialmente, le tensioni di liquidità derivanti sia dall’allungamento dei tempi d’incasso sia dalla decelerazione del credito concesso dal sistema bancario a seguito di politiche di erogazione divenute più selettive.
 
Nel caso del credito al consumo, nonostante la forte espansione degli ultimi anni, il mercato italiano è ancora poco sviluppato nel confronto internazionale: a fine 2008 i debiti finanziari delle famiglie italiane erano di poco inferiori al 60% del reddito disponibile, contro un valore medio del 93% nei paesi dell’area euro. Forse, però, è proprio questo che ha permesso di attenuare l'impatto della crisi internazionale sulle famiglie italiane.

I dati dei Rapporti Ossfin 2009, tratti dall’Osservatorio sugli intermediari finanziari specializzati nel leasing, factoring e credito al consumo della Sda Bocconi, rivelano come negli ultimi cinque anni, pur con qualche eccezione, la redditività netta degli operatori specializzati nei tre comparti sia stata più che in grado di remunerare il capitale, tenuto conto del rischio specifico. Il credito al consumo è stato il comparto con la più elevata dispersione dei risultati delle singole società attorno alla media, ma si è confermato il settore con la maggiore redditività, seguito dal factoring e dal leasing.


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