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01/09/2009
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Dalla Romania in Italia per fare l'avvocato/ 2

Un altro caso, altri chiarimenti sulla possibilitÓ di esercitare la professione nel nostro paese. Con un focus anche sul ruolo di traduttore nei tribunali

Sono cittadino romeno, con diritto di residenza e lavoro in Italia, sono laureato in giurisprudenza in Romania e mi interessa capire se posso ambire a svolgere l’attività di avvocatura in Italia, dopo aver completato i due anni come praticante presso uno studio legale. Oppure devo aggiungere altri anni di studio in Italia? Inoltre vorrei chiedere informazioni sulle modalità per iscrivermi come interprete presso un tribunale. Serve un attestato di lingua? Se sì, dove, come e quando si ottiene un tale attestato?

emilfrancu75@yahoo.com
 
 
risponde Edmondo Mostacci, docente di Diritto pubblico alla Bocconi
 
In via generale, per poter svolgere la professione di avvocato in Italia è necessario compiere un periodo biennale di pratica forense e, poi, superare un esame di abilitazione. A sua volta, l’iscrizione al registro dei praticanti è subordinata al sussistere di alcune condizioni, previste dall’art. 17 del Il Regio decreto legge n. 1578 del 27 novembre 1933; tra di esse, nel suo caso, rilevano soprattutto il possesso del titolo di studio e della cittadinanza italiana.
 
Per quanto concerne il primo requisito, le è necessario il riconoscimento della laurea in giurisprudenza, conseguita in Romania. Relativamente al requisito della cittadinanza, invece, quella di un Paese comunitario equivale a quella italiana per l’esercizio della professione di avvocato. Difatti, la libertà di stabilimento, che, come è noto, è una delle quattro libertà fondamentali della Comunità europea, dà la possibilità a qualunque cittadino comunitario di stabilire la propria attività professionale in un qualunque stato dell’Unione, mentre tale libertà è positivamente disciplinata per le professioni intellettuali dalla direttiva n. 89/48.
In alternativa, può ottenere l’abilitazione alla professione in Romania e, poi, richiedere all’ordine degli avvocati del luogo della sua residenza l’iscrizione all’albo degli avvocati nell’apposita sezione degli avvocati comunitari stabiliti in Italia.
 
Per quanto concerne la possibilità di svolgere traduzioni giurate, si tratta di un’attività che non è precisamente regolamentata, al punto che non sono rari nel processo penale i casi di traduzioni effettuate da amici dell’imputato, nominati in udienza dal giudice. Al di là di questa ipotesi, deve semplicemente iscriversi nell’apposito albo tenuto dal Presidente del Tribunale del luogo della sua residenza. In più, ma non mi risulta che la cosa sia in qualche misura obbligatoria, può iscriversi al ruolo dei traduttori tenuto dalla camera di commercio; a tal fine dovrà però superare un breve esame di lingua.

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